I sardi sono capaci di vincere – S’Imprenta

S’Imprenta – Rassegna stampa dalla colonia
Come ogni sabato mattina su S’Indipendente
Anche i sardi sono capaci di vincere, sembra banale, una cosa scontata, ma non ce lo ripetiamo a sufficienza, siamo concentrati sui difetti, meno sulle rare vittorie.
I numeri incredibili della manifestazione per la Palestina di lunedì scorso hanno posto alcuni interrogativi anche al mondo dei comitati, al mondo indipendentista e dell’autodeterminazione, dal momento che raramente hanno avuto quelle presenze.
C’è dietro lo stesso principio, l’autodeterminazione dei popoli, con la differenza che il popolo palestinese viene massacrato fisicamente: è genocidio.
Il popolo sardo è soggetto ad un altro tipo di “genocidio” (come segnalava già Simon Mossa) da parte dell’Italia, cioè gli si cancella la lingua, la storia e la letteratura sarda che non esiste nelle scuole, la cultura rimossa, e i sardi non esistono più in quanto popolo, ma vengono inglobati in uno più grande, quello italiano.
A quel punto il popolo sardo non riconosce che quelle che arrivano sono servitù coloniali e non sacrifici necessari per la patria, il territorio viene usato come portaerei del Mediterraneo, per basi sperimentali, esercitazioni, per produrre petrolchimica, forse le scorie nucleari, riempiranno di eolico, fotovoltaico e batterie il nostro paesaggio interno, con i paesi destinati a sparire.
Al presidio di Selargius hanno sradicato vigne, alberi e gli ulivi, come gli israeliani hanno fatto con i palestinesi e hanno sgomberato i presidianti con decine di poliziotti dell’antiterrorismo, elicotteri, cellulari, droni, per permettere ad un gigante economico di espropriare un terreno di un proprietario che non voleva vendere, occupato da attivisti la cui lotta è stata piantare ulivi. Il risultato finale, lo sgombero forzato, era scontato, un po’ meno una mobilitazione simile durata oltre 4 mesi. I sardi lottano, eccome!
Il problema del mondo indipendentista non è tanto la litigiosità, i numerosi errori commessi, il concentrarsi sulle differenze nelle virgole: in una parola su murrùngiu; questi rientrano nella normalità delle cose umane. Il vero tratto caratteristico del mondo indipendentista e sardista è la depressione cronica.
Più difficile concentrarsi sulle vittorie, che pure ci sono state, e sulle numerose lotte che quel mondo stesso ha fatto emergere. Piaccia o no, ha rappresentato per anni un’avanguardia, oggi un po’ offuscata e intruppata nelle retrovie dei comitati.
Non significa che non debbano essere fatte analisi critiche, anzi, ma il modo di rappresentarci ha influenza sul modo in cui scegliamo di agire, e questa rappresentazione può essere attrattiva o meno.
Detto ciò, vediamo alcune vittorie del mondo sardo che spesso latitano ai margini della nostra coscienza.
Dal punto di vista culturale, abbiamo una bandiera sarda ufficiale (1950), un inno sardo (2018), ed abbiamo una giornata di festa ufficiale, Sa Die de sa Sardigna (1993). Abbiamo una legge regionale sul bilinguismo (1997) e il riconoscimento ufficiale della lingua sarda da parte dello Stato italiano (con la legge 482/1999). C’è ancora molto da fare su questo fronte, a partire dalla grafia.
Su Nuraxi di Barumini diventa Patrimonio UNESCO nel 1997, la civiltà nuragica ha un riconoscimento importante, entra tra le grandi civiltà del passato.
Dal punto di vista economico-tecnologico, negli anni ’90 alcune imprese Internet sono state realmente innovative: il primo PC connesso in Italia e tra i primi in Europa, del CRS4, Video online, l’Unione Sarda online, Tiscali, Radio X (prima radio europea ad andare in streaming), l’invenzione della webmail di Luca Manunza. Era nato un distretto tecnologico, in parte resiste ancora dato il contesto di professionalità che si era creato.
Dal punto di vista politico, la vittoria di Pratobello (1969) è una delle più importanti, la popolazione orgolese sconfisse l’esercito italiano.
La lotta No-Radar (2010), con cui era stata bloccata l’installazione dei radar, che avrebbero voluto installare con la scusa della “lotta contro l’immigrazione clandestina, poi la pirateria, infine il controllo delle coste per evitare gli incidenti in mare”.
La chiusura del carcere dell’Asinara (1997), dopo anni di battaglie, l’isola-parco dell’Asinara venne liberata dal suo triste ruolo di carcere di massima sicurezza, aprendo la strada alla sua riconversione in un’area protetta di straordinario valore naturalistico.
Una vittoria politica-ambientale è il referendum contro il nucleare (2011), vinto con percentuali bulgare, e che rappresenta ancora oggi una leva valida contro il tentativo di inviare le scorie e contro l’installazione di nuovi impianti di produzione di energia.
La vertenza entrate (2006) viene fatta emergere dal mondo indipendentista (quando ancora studiava), è stato il vaso di Pandora con cui periodicamente la Sardegna entra in trattativa con lo stato, che cerca sempre sconti e abbuoni.
La chiusura della base de La Maddalena (2007), è un’altra vittoria dei sardi, chiesta per anni dagli indipendentisti, e finalizzata anche questa da Soru.
Per chi pensa che l’economia de La Maddalena sia peggiorata da quando la base è stata chiusa, ecco qua i dati Istat:

Un vittoria sportiva (i cagliaritani possono passare oltre), la Dinamo Sassari che vince lo scudetto (2015), piazzando una Triplete: Scudetto, Coppa Italia e Supercoppa. Sempre nello sport, l’Amsicora di hockey su prato ha vinto più scudetti di tutti a livello italiano, 24. Bra, il secondo, per dire, ne ha 11.
Nel pugilato abbiamo avuto due “boxeris” campioni del mondo, Tore Burruni (1965) e Franco Udella (1975), e diversi campioni europei.
Lo scudetto del Cagliari è una delle vittorie più riconosciute dai sardi, anche se non è propriamente una vittoria degli isolani, dato che la presidenza, artefice dello scudetto, aveva l’obiettivo di installare la petrolchimica in Sardegna.
Tuttavia c’è anche un pezzo di Sardegna in quella vittoria. Gigi Riva che non lascia l’isola a fronte del miliardo offerto dalla Juventus, per non tradire pastori e pescatori che avevano la sua foto sopra il caminetto di casa. Sardo d’adozione, anche per la poca loquacità, è il simbolo popolare di quella vittoria.
A proposito di persone che rinunciano a parecchi soldi, un’altra vittoria importante è quella di Ovidio Marras, che ci ha mostrato che non tutto è in vendita, in Sardegna, che ci sono “valori” superiori ai “valori”, e che con gli strumenti legali è possibile difendere il proprio territorio. È la fase di lotta che stanno attraversando ora i Comitati, passati da un movimentismo diffuso, poi ad una fase di proposta legislativa, ed ora ad uno studio più tecnico e burocratico per opporsi legalmente ai singoli impianti. A giorni esce il film su Ovidio Marras su cui sospendiamo il giudizio.
In tema di motivazione all’attivismo e soprattutto di riscatto di questa terra, il 4-5 ottobre tornerà ad Oristano “Fàulas, il festival che ribalta i luoghi comuni sulla Sardegna“. È un festival critico, che ribalta la narrazione tramandata ma falsa, appunto, e mai messa in discussione organicamente, che ormai da 4 anni portano avanti i volontari dell’Assemblea Natzionale Sarda.
Ha i toni positivi e il format dei Talk, e mette in discussione le frasi fatte, auto-deprimenti (“da soli non ce la facciamo”, “siamo divisi”, “non ci capiamo da nord a sud”, “centu concas centu berritas”, “il sardo non serve” “abbiamo sempre perso nella storia”, ecc).
Luoghi comuni che ci diciamo e tramandiamo come se fossero i dieci comandamenti biblici.
Sono realmente veri?
Puro piombo che ci zavorra e si traduce in paralisi e inazione, nocivo, inutile e falso: abbiamo difetti e pregi, abbiamo vinto e abbiamo perso nella storia, siamo come tutti gli altri popoli, né più, né meno.
Deca-Dance, Todde al suo ultimo ballo?
Todde è sull’orlo della decadenza, Desirè non balla più, A Innantis torna indietro e pubblica un comunicato con cui inizia a prendere le distanze dalla nave che sta per affondare.
Decadenza Todde davanti alla Consulta, l’Avvocatura dello Stato: «Ricorso della Regione inammissibile», gli avvocati alla Corte costituzionale: «Lesi i poteri della Regione».
La legge 20 (aree idonee) verrà esaminata il 7 ottobre dalla corte costituzionale. A quel punto, o si approva la Pratobello, o si muore.
Servitù energetiche
Il Tyrrhenian Link va avanti a Terra Mala, ad Alghero una nave studia i fondali per l’offshore, che nessuno vuole, e anche nei mari del Sulcis iniziano le ispezioni dei fondali per le pale off shore. Dal sito del GrIG, i “prodotti” della speculazione energetica, il progetto di centrale eolica offshore davanti a Capo Caccia.
Altra notte di fumo e fiamme alla Saras, l’azienda: «Riavvio rumoroso». Il Comune di Sarroch: «Inaccettabile» Emissioni delle torce Saras, il comitato: «Quattro enti, quattro versioni diverse».
Si inventano un ”Festival della sicurezza”: «La difesa delle infrastrutture energetiche».
Sa Cida in 1 Minutu
Economia
Bekaert di Macchiareddu in vendita, l’allarme dei sindacati: a rischio 287 posti di lavoro. L’azienda produce cordicelle in acciaio per pneumatici. Il Consiglio di amministrazione europeo di Bekaert ha deliberato la messa in vendita dello stabilimento, Fiom, Fsm e Uilm chiedono alla Regione la convocazione urgente di un tavolo istituzionale
Il mare tra tutela ed economia: «Senza una svolta, entro il 2050 la pesca è compromessa»
Continuità territoriale aerea Sardegna: ecco tutte le nuove norme
Protesta dei cerealicoltori in Sardegna: «Senza grano italiano non c’è futuro»
Elmas, il Pd chiede certezze sul Fass Center, il nuovo polo commerciale in costruzione nel territorio masese. “Serve maggior chiarezza”
Diga di Cumbidanovu, l’Assessore Saiu a Orgosolo: “Nell’accordo Regione – Ministero le risorse per coprire interamente i costi dell’opera. lavoriamo al progetto della rete di distribuzione dell’acqua e alla connessione con su tuvu”
Sciopero all’aeroporto di Elmas, centinaia di passeggeri in fila fino alla strada. «Lo sciopero è l’ultimo atto di una vertenza che si trascina da più di un anno. I lavoratori, con senso di responsabilità, consapevoli dell’impatto che avrebbe avuto un’azione di sciopero in piena stagione estiva, hanno rinviato tale decisione e tentato ogni forma di confronto e dialogo con i vertici aziendali per trovare soluzioni minimamente accettabili. Purtroppo alla buona volontà e disponibilità dei lavoratori a superare la controversia , si è opposto un muro di gomma»
Politica e società
Todde incontra gli studenti a San Gavino: «Ma niente domande scomode, vanno concordate con lo staff». “La Regione smentisce la Dirigente Scolastica”
Sassari, i sindacati su Bartolazzi: «Risposte insufficienti»
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Omicidio Cinzia Pinna, Castelsardo si veste di rosso e ripudia la violenza
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Ecco il programma di Fàulas




Immagine: sardegnaturismo.it















