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Tre trappole che i comitati anticoloniali (e la Sardegna) devono schivare

S’Imprenta – Rassegna stampa dalla colonia

Come ogni sabato mattina su S’Indipendente

1° trappola. La stigmatizzazione di chi resiste.

Otto attivisti del presidio s’Arrebellia de is Olias di Selargius sono stati indagati per “invasione di terreni, violenza privata e danneggiamento”, scrive l’Unione Sarda. In realtà era una resistenza non violenta, occupando con la piantumazione di ulivi e irrompendo nei cantieri con la forza della poesia.

Ricapitolando.
Terna sta costruendo due stazioni elettriche, diversi palazzi, alcuni di 20 metri con basamento 40 x 60 in una zona perlopiù pianeggiante o collinare. È lo snodo da cui partiranno i cavi verso la Sicilia, il Tyrrhenian Link, e il Sardinian Link, verso Codrongianos, nel nord della Sardegna.

Nel 2024, Terna aveva espropriato diversi proprietari, ma alcuni non hanno voluto cedere, tra cui Melis, che non voleva perdere il terreno dei nonni.
Il proprietario contatta il comitato per chiedere aiuto. Il presidio diventa un centro di resistenza culturale. Il 20 novembre 2024 il presidio viene sgomberato da centinaia di poliziotti dell’antiterrorismo. Ora cala la mannaia della magistratura italiana sui presidianti.

Lo stato crea l’etichetta dei delinquenti, stigmatizza chi ha resistito, colpisce alcuni come monito per le migliaia di persone che si sono avvicinate al presidio.

È fondamentale rompere lo stigma che l’Italia imprime, basandosi su leggi ingiuste, contro chi lotta per il proprio diritto.
È Terna ad essere fuori dal concetto di giustizia, anche se tutto avviene secondo la legge (del più forte).

Per Hobbes lo stato è una necessità per interrompere il caos dell’uomo che mangia l’uomo.
A me sembra che nello stato si realizzino parecchi soprusi e che sia realmente uno strumento nelle mani del più forte: poche famiglie che vengono ascoltate come oracoli dalla politica, possiedono giornali, creano opinione pubblica, decidono candidati, muovono capitali, cercano leggi favorevoli e finanziamenti dietro ricatto occupazionale.

La legge del più forte è la condizione anche dentro lo stato, per niente diversa dallo stato di natura.
È lo stato che decide arbitrariamente chi è criminale. Sta a noi ribaltare l’immaginario collettivo creato da uno stato che bandisce chi si oppone, e che cerca di isolarli dal consesso della società borghese, di destra e di sinistra, su cui il sistema si regge: quelle denunce sono medaglie al valore civile, come tutte quelle che hanno ricevuto chi ha resistito.
Solidarietà ai denunciati.

2° trappola. La dicotomia rinnovabili vs fossili e il “caro bollette”

La “transizione” (che non esiste, è solo un’aggiunta energetica) è sbagliata per come è stata portata avanti: tutto a vantaggio delle multinazionali, di affaristi, speculatori, faccendieri e mafiosi che non lascerà nulla in Sardegna. Chi parla di riduzione della bolletta legata alle rinnovabili dovrebbe, carte alla mano, dimostrare secondo quale norma contrattuale o legislativa avviene questo meccanismo redistributivo. Gli abbassamenti generali del prezzo dell’energia verranno riassorbiti dalla speculazione, e le bollette rimarranno care come ora. Come per la Saras e il prezzo della benzina in Sardegna, tra le più care d’Italia.

La propaganda coloniale è riuscita a dimostrare che se sei contro questa “transizione” sei favorevole al fossile, al carbone e alla CO2. È passato il messaggio, colpevoli diversi personaggi probabilmente prezzolati, secondo cui i comitati sono contro le rinnovabili. Una trappola perfetta. Hanno preso le parti più estreme del movimento, minoritarie, e su questo hanno attaccato distorcendo l’immagine della realtà. Il mio nemico non è la pala eolica o il fotovoltaico, di per sé oggetti senza volontà, ma la speculazione coloniale favorita dallo stato italiano. Chi è contrario alle rinnovabili tout court è di fatto favorevole alle multinazionali del fossile e, contemporaneamente, fa il gioco della propaganda pro speculazione delle rinnovabili.
I comitati sono favorevoli alle rinnovabili, ma nel rispetto dell’ambiente, dei territori che devono decidere e dei ritorni economici alle comunità che devono essere protagoniste producendo e consumando la propria energia.

Ecco una propaganda di Greenpeace molto efficace, che falsa il dibattito su una falsa dicotomia. I comitati sono per le rinnovabili, ma sotto altre condizioni. Occorre una terza fotografia per uscire da questa trappola, occorre una rappresentazione più dettagliata su quanto produrranno le comunità energetiche, i pannelli nei parcheggi, di quanti GW realmente necessitiamo, ecc. In sostanza un piano energetico strutturato.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "Energia bloccata dalla guerra in Iran Energia non bloccata dalla guerra in Iran 十布 イ I GREENPEACE"
propaganda Greenpeace

3° trappola. Aree di accelerazione e la Pratobello24 in commissione

Ecco le tavole con le aree di accelerazione disegnate dalla Regione, che indicano quali sono le aree degradate che possono essere utilizzate per il fotovoltaico.
Che senso ha discutere la Pratobello24 se hanno già deciso?
Ecco la delibera e le mappe. Ecco uno stralcio di esempio delle tavole.

Mappatura, dalla tavola 1, Layer 1 e Layer 2

E soprattutto, cosa faranno i comitati dopo la farsa della discussione? La Pratobello26 si rivolge ai comuni, non ai comitati, e l’adeguamento del PUC (che va bene) non è una questione rapida.


Approvata la legge sull’intelligenza artificiale

Cuore del provvedimento è la creazione di un hub regionale dell’IA l’Hubias, che coinvolgerà diversi attori istituzionali tra cui Sardegna RicercheCrs4 e Sardegna IT.
Ricordiamo che Soru ha creato da tempo Istella, un progetto AI sarda.
Da capire se si può ricreare il distretto che dagli anni ’90 ai primi 2000 ha posto la Sardegna al centro della mappa tecnologica europea.
Il problema è che l’AI consuma parecchia energia, per cui i finanziamenti andrebbero destinati nella ricerca per creare dei modelli linguistici a basso consumo energetico, come dimostrato dalla cinese DeepSeek.

Sa Cida in 1 Minutu

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Lettera aperta ai vertici della Regione autonoma della Sardegna su transizione energetica e tutela del territorio.

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Immagine: automoto.it




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