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Eolico off-shore, risvolti economici e stabilità del sistema elettrico

Il messaggio politico del Presidente del Consiglio, durante la seduta in Senato, riguardo alla  tecnologia eolico off-shore, definita acerba e dai costi elevati,  ponendo un freno all’approvazione dei progetti presentati, rappresenta anche una speranza di accoglimento delle istanze dei comuni italiani  prospicienti le aree marine scelte per la realizzazione degli impianti.

Negli ultimi anni in Sicilia, Sardegna e Puglia, le regioni maggiormente coinvolte dalle richieste di autorizzazione relative alla presentazione dei progetti, si sono svolte manifestazioni  dei cittadini, organizzati in comitati e associazioni,  ,per rivendicare la tutela dei propri paesaggi e delle proprie economie  basate principalmente sul turismo e la pesca. Le battaglie sono state combattute, e tuttora si svolgono, anche in sede giurisprudenziale con il  susseguirsi di molteplici ricorsi ai TAR.

Le indicazioni del governo, d’altra parte, hanno suscitato reazioni negative in  alcuni ambienti politici e tra i rappresentanti delle società proponenti. In particolare, l’AERO, (Associazione  Energie Rinnovabili Offshore)  ha replicato  il fatto che questa tecnologia  possa offrire stabilità  al  sistema elettrico. .A breve,  presenteranno  a Palazzo Chigi uno studio  sui risvolti  positivi che la filiera potrebbe determinare sull’economia del Paese e in termini di occupazione, soprattutto nel  Mezzogiorno. Lo studio, finanziato dall’associazione,  è indipendente e realizzato da Intesa San Paolo, Politecnico di Torino, Politecnico di  Bari, Prometeia e Owemes. 

Certamente, gli impianti  off-shore  sono una fonte di energia più stabile rispetto alle centrali realizzate nel territorio ma, anche considerati in combinazione con i sistemi di  accumulo BESS (Battery Energy Storage System), non consentono di soddisfare il parametro dell’adeguatezza  del sistema elettrico, ovvero la sua capacità di far fronte ai picchi della  domanda di energia  in ogni istante. Il contributo marginale delle BESS aggiuntive all’adeguatezza decresce in funzione della loro penetrazione nel sistema. Infatti, con l’aumento progressivo della capacità di accumulo in sostituzione di altre fonti programmabili, le BESS non riescono a raggiungere livelli di carica sufficienti per contribuire pienamente all’adeguatezza del sistema nelle ore critiche. (Terna – Rapporto Adeguatezza 2025). Il rispetto di parametri come la regolazione di tensione e la regolazione di frequenza può essere assicurata  solo grazie alla  centrali termoelettriche il cui funzionamento deve esser assicurato non in perdita, pena la chiusura, per almeno  una capacità complessiva di  26GW oltre il 2030.  Infatti Terna raccomanda l’acquisizione di stock di gas nel Capcaity Market anche con largo anticipo.  

Si può solamente sperare che i contenuti dello  studio  sugli straordinari effetti della tecnologia eolico off-shore sul sistema economico italiano non siano così facilmente contestabili come le affermazioni riguardo alla stabilità del sistema elettrico del nostro Paese.


Immagine di copertina: staffettaonline.com

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