S’Assemblea de is Sòtzios, Orani, 29 marzo 2026

Nell’ambito del mio progetto di tesi per conseguire la laurea in Antropologia ho deciso di dedicare il cuore etnografico della ricerca alle voci che, in Sardegna, promuovono contronarrazione; Assemblea Natzionale Sarda è l’emblema di due processi fondamentali: la decostruzione del discorso egemone e la riappropriazione della propria rappresentazione. Alla valorizzazione della storia, della lingua, degli orizzonti condivisi come collettività, ANS affida lo sviluppo e la crescita di coscienza nazionale sarda, obiettivo per il quale rileva sì il sentimento individuale, ma soprattutto la forza travolgente che nasce dalla condivisione di interesse. Quello che segue è un resoconto della mia osservazione dei lavori dell’Assemblea dei Soci che si è tenuta a Orani (NU) il 29 marzo del 2026; è stato riadattato per la pubblicazione di modo da garantire ad ANS l’esclusiva su alcuni punti salienti dell’ordine del giorno, mentre si è cercato di far emergere il pregnante carattere partecipativo che ha distinto i lavori assembleari.
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A Orani è una giornata primaverile che fa seguito a un inverno insolitamente e fortunatamente piovoso; dappertutto, nel paese che gli ha dato i natali, sono presenti le tracce di Costantino Nivola. Un artista la cui parabola intima e pubblica costellata di innovazione del linguaggio artistico, collaborazioni internazionali, e capacità di influenza da e sul mondo permette da sola di ribaltare, o quantomeno problematizzare, molti dei luoghi comuni sulla Sardegna, e sui sardi. È qui che si tiene, in presenza e con opportunità di collegamento da remoto per i soci e socie impossibilitati a raggiungere la destinazione, s’Assemblea de is Sòtzios per la quale ho ricevuto l’invito; l’assemblea dei soci e delle socie costituisce il cuore di ANS e garantisce la partecipazione e l’espressione per mezzo del voto individuale.
L’ordine del giorno contempla:
- la rendicontazione da parte degli incaricati delle funzioni di tesoreria la cui gestione garantisce trasparenza ed efficienza nella gestione degli aspetti economici che ANS sostiene e affronta;
- lo stato dell’arte dell’implementazione di una newsletter interna tramite la quale condividere gli aggiornamenti del lavoro delle varie assemblee interne;
- l’agenda de Sa die de Sa Sardigna le cui celebrazioni continueranno per tutto il mese di aprile sino all’acme della giornata del 28;
- alcuni aspetti logistici dell’edizione di Fàulas;
- un momento finale di formazione corale.
Da sei anni, ANS è impegnata a celebrare Sa Die come una vera e propria festa per la collettività, un momento di riflessione, certo, ma anche di gioia, partecipazione per le strade, per rimettere al centro il ricordo di questo pregnante momento di rivoluzione e voglia di autodeterminazione della storia sarda. Per l’anno in corso sono previste performance corali, momenti formativi nelle scuole, tavole rotonde, e l’ormai immancabile, e sempre toccante, commemorazione all’Arco di Palabanda, monumento a memoria dei rivoluzionari sardi sito nella città di Cagliari, nei pressi del quale vengono depositate corone votive.
La fortuna dell’antropologa principiante vuole che attorno all’opportunità di introdurre una novità rispetto ai palinsesti de Sa Die delle altre edizioni si metta in moto la macchina democratica e partecipativa dell’assemblea. La questione è dirimente perché accende il dibattito su alcuni nodi fondamentali: quali siano il messaggio che ANS vuole far arrivare e l’obiettivo che si prefigge di raggiungere. È un processo partecipativo che rimette al centro il significato di politica come pratica collettiva condivisa in cui, con la discussione, si cerca di ottenere l’appianamento delle divergenze in nome di un bene considerato più alto rispetto a quello delle singole istanze.
Questa politica, questo modo di farla, è ritenuta dai soci e dalle socie come l’unica via percorribile per un’assemblea che si pone come obiettivo quello di stimolare la sensibilità sarda verso la presa di coscienza nazionale. Ed è al voto che viene affidata la decisione finale sull’opportunità che ha prodotto dei contrasti.
Il momento di formazione finale coinvolge l’assemblea in un processo di valorizzazione delle ragioni del dibattito: i partecipanti sono invitati ad esprimersi sugli obiettivi che intendevano ottenere quando, durante la votazione della mattinata, sì sono espressi a favore, contro o astenuti rispetto alla decisione rimessa al voto.
Offrire strumenti contro-egemonici di rappresentazione e rappresentatività della collettività sarda è ancora l’obiettivo più alto di ANS. Per questo Sa Die edizione 2026 si arricchirà di tutto ciò che l’assemblea ritiene opportuno per restituire vanto ai momenti salienti della nostra storia che raccontano di un popolo che è stato capace di non arrendersi. Verranno lasciati fuori, per ora, momenti che rischierebbero di compromettere ciò che gli eventi di Sa Die hanno fino ad ora ottenuto: il recupero della gioia di stare insieme che motiva e cementifica, quella che sorge quando si realizza di stare costruendo un noi il più possibile libero da agende e orizzonti immaginati altrove.
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Colgo ancora l’occasione per rendere grazie alle amiche e agli amici di ANS che mi hanno permesso di prendere a parte a un momento tanto rilevante dell’esistenza stessa dell’associazione. Testimoniare è stato non solo etnograficamente entusiasmante, ma anche umanamente coinvolgente; i toni pacati, ma fermi, la voglia di risolvere per ottenere un bene comune, il richiamo continuo ai principi della Carta de is Valores dell’associazione mi hanno fatto credere che se questo lavoro venisse posto a base di un ancora più ampio e sentito dibattito sardo otterremmo risultati grandiosi per la nostra collettività.
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