Complottismi, influencer, populismi e il lascito dei Giganti – S’Imprenta

S’Imprenta – Rassegna stampa dalla colonia
Come ogni sabato mattina su S’Indipendente
A proposito di Cala Finanza scrive il Gruppo di intervento giuridico (GrIG):
“Sulla vicenda della speculazione immobiliare di Cala Finanza, sul litorale di Loiri Porto San Paolo, ormai da settimane si legge e si sente di tutto.
Prese di posizione comunali per la tutela ferrea del territorio, a parole.
Assicurazioni di bontà progettuale da parte dei carioca galluresi.
Minestroni ricostruttivi che disegnano gli immancabili complotti.
Capipopolo improvvisati e di lunga data, esempi di diversamente onesti, somministratori di improbabili quadri normativi.
Insomma, chi più ne ha, più ne metta.”
Il GrIG ha messo il dito sulla piaga.
Questo meccanismo è accaduto e accade anche nella lotta contro la speculazione energetica, la narrazione è tuttora, caotica e raffazzonata. Nei comitati hanno sempre convissuto diverse anime. Convivevano attivisti di destra e sinistra, indipendentisti, ambientalisti, anarchici, sinistra alternativa. Hanno dato vita a qualcosa di inedito.
Questa diversità ha rappresentato l’humus della prima fase della rivolta, del 2023-2024, c’è un motivo per cui ad agosto 2023 su S’Indipendente scrivevo “Comitati contro la speculazione o laboratori politici anticoloniali?”
La resistenza sarda di quella prima fase si è svolta tra occupazioni e contestazioni di consigli comunali, l’invasione del cantiere Terna, l’occupazione dei terreni sotto esproprio de sa Barracca e del Presidio degli Ulivi, il blocco dei Tir del presidio di Oristano e di Santa Giusta, l’occupazione dell’aula regionale delle 12 donne, le barricate contro gli espropri di Selargius. Qui un breve video riassuntivo.
Quelle forme di lotta sono state giuste e sacrosante, alcuni cittadini hanno preso delle diffide e delle denunce, che valgono come medaglie al valore civile appuntate al petto.
La Giustizia è sottomessa alla legge… del più forte.
Parafrasando Sergio Leone, “quando c’è la rivoluzione c’è un gran casino”, e con il tempo le diverse visioni sulla speculazione e sulla lotta sono diventate spaccature, molto spesso insanabili.
Nella narrazione hanno convissuto fin da subito analisi solide e razionali, corredate da studio, e una narrazione più populista che parla alla pancia, ma che usa un linguaggio povero e stereotipato, al limite del complottismo.
Quest’ultimo circola bene tra le chat, tra i social, ma finisce per posizionarsi da solo nell’angolo della non-Politica, o nei casi peggiori nel campo della politica “appestata” e non è capace di creare coscienza tra l’opinione pubblica, tranne che dentro piccole bolle.
Intendiamoci, non è che i complottisti abbiano torto a porre le questioni. Il problema è principalmente di comunicazione.
In poche parole non usano un linguaggio che disturba il potere.
Il potere è bravissimo a impacchettare questi tipi di messaggi e a renderli inutilizzabili, bruciando qualsiasi occasione seria di proporre la questione.
Di argomentazioni per essere contrari ce ne sono tantissime, alcune molto valide. Vale la regola del “less is more”, cioè se aggiungi anche solo una questione debole finisci per squalificare tutte le altre ottime ragioni.
Per la speculazione, la questione paesaggistica è un argomento forte, come pure è forte la questione del land grabbing; è forte la questione dell’autodeterminazione, chi decide del territorio, e quella economica, su quali vantaggi per i sardi (nessuno) e quali alle multinazionali (tutti). Sono argomenti largamente condivisibili che il potere teme perché fanno presa su qualsiasi elettorato medio-borghese.
E se c’è un modo per disturbare il potere è quello di mettergli il suo stesso elettorato contro.
Se aggiungo altre questioni come la negazione del riscaldamento del clima, entro in ingarbugliamenti difficilmente dimostrabili, facilmente manipolabili dai media del potere, che assimilerebbero subito la questione al Terrapiattismo.
Anni fa, Rete4 utilizzava questa tecnica: intervistava prima un dottore in camice (simbolo di autorità) che con parole fredde, pacate e tecniche spiegava l’esistenza del covid. Per par condicio, subito dopo intervistava il più scalcinato degli attivisti che trovava per strada, che con linguaggio ansiogeno e poco autorevole esprimeva idee confuse. Il TG sceglieva sapientemente gli interlocutori per manipolare la percezione delle parti in causa. La trappola è servita.
Invece, quando il potere si è trovato contro lo storico Alessandro Barbero, ad esempio, che ha espresso contrarietà al Green Pass, non è riuscito nella trappola mediatica.
Per carità, ognuno sceglie gli argomenti liberamente. Ma sono efficaci per disturbare il potere?
L’altro problema è la semplificazione e le frasi pronte all’uso, che raccolgono clic e visualizzazioni. Sono altrettanto capaci di creare una cittadinanza attiva e preparata?
L’ha scritto Cristiano Sabino nell’ultimo articolo: “la decolonizzazione della Sardegna è un fatto di popolo, non di élites urbane progressiste“.
L’autodeterminazione è un percorso comune, condiviso e partecipato, non un modello leader-pedine. Nel secondo caso stiamo percorrendo strade pericolosissime.
Alla lunga la mancanza di un background strutturato che poggi sulle spalle dei grandi pensatori della storia, inclusi quelli sardi, la non conoscenza delle recenti lotte in Sardegna e dei movimenti che per primi hanno innescato le battaglie che oggi sono condivise, creano un movimento senza coscienza storica, pronto a sbandierare al prossimo opportunista che con poco sforzo riuscirà ad infilarsi e a raccogliere i frutti preparatori: i Vannacci o i Renzi di turno che finiscono per capitalizzare tutto il lavoro (di altri) di mesi e di anni.
La scuola italiana non aiuta: manca la formazione sui pensatori sardi: da Tuveri a Gramsci, da Lussu a Simon Mossa, da Michelangelo Pira a Nereide Rudas, fino a Cicitu Masala, Eliseo Spiga, Giovanni Lilliu e tanti altri.
Questi Giganti ci hanno mostrato che esiste la possibilità di analisi profonde mantenendo efficacia e potenza comunicativa. Proprio Simon Mossa e Cicitu Masala, ad esempio, erano abilissimi nel sintetizzare concetti potenti.
E non era populismo, ma altissima elaborazione che utilizzava il linguaggio alla sua massima espressione poetica (infatti entrambi erano poeti).
Quella generazione ha aperto uno squarcio che ha mostrato la trasformazione in corso che il sistema coloniale italiano stava operando: dalla perdita della lingua sarda, alla svendita dei terreni per vari motivi, industriali, turistici, petrolchimici, militari, edilizi, all’inquinamento e all’estrazione coloniale. Hanno riscoperto ed elevato la storia sarda e “psicoanalizzato” l’epoca contemporanea, creando lenti utili ancora oggi, ma che utilizziamo troppo poco o solo in alcuni ambienti, come quello indipendentista.
Su Giganti si nd’est andau
E tra tutti i nomi che hanno stimolato e arricchito il pensiero in Sardegna, un ricordo a parte merita Bachisio Bandinu, che ci ha lasciato questa settimana un po’ più sguarniti intellettualmente.
Non era poeta, almeno nel senso stretto, ma aveva la grande capacità comunicativa di evocare immagini nella rappresentazione della sua elaborazione, riuscendo a renderla immediatamente comprensibile a chiunque.
Adiosu professori.
Lu Fenosu (Cala Finanza), retromarcia su variante urbanistica e dimissioni di Biancu
I riflettori della protesta hanno fatto montare il caso, la manifestazione del primo luglio, le inchieste giornalistiche, il focus sulle parentele e le scandalose figure dei consiglieri comunali …”colpo di scena in apertura di Consiglio: sarà ritirata la delibera con la variante urbanistica“
Si dimette l’assessore Riccardo Biancu (fratello di Alberto, amministratore delegato di Tavolara Bay srl): «Io totalmente estraneo, no alle strumentalizzazioni»
Finalmente la Nuova Sardegna fa giornalismo: «A Cala Finanza un beach club senza volumi in più, vogliamo dialogare con la Regione»: parla il CEO del gruppo brasiliano. Il Corriere della Sera ricostruisce la mappa della partecipata:

Dal mondo della resistenza
I comitati Alghero, Gallura e Nurra organizzano una manifestazione per la difesa di Monte Unturzu. La marcia civica: dal parcheggio si partirà a piedi per attraversare il cuore del paese, fino a raggiungere Piazza Mercato per il dibattito.

Consiglio comunale aperto a Ittiri, splendida coreografia contro le BESS da parte del Presidio Permanente del Popolo Sardo.

Il comitato locale di Ittiri, Palas a Bentu, lancia la petizione per salvare Su Dragone contro la batteria BESS da 470 MW.

In Sardegna si stanno svolgendo esercitazioni militari in piena stagione turistica: è scontro tra la Regione e il governo
Scrive l’Espresso: “Il ministro della Difesa Guido Crosetto dovrà chiarire – insieme al presidente del Comipa (Comitato misto paritetico per le servitù militari) Sardegna il Generale Stefano Scanu – il motivo della decisione. Le componenti civili di nomina regionale del Comipa hanno presentato un’interrogazione perché – sostengono – le operazioni violerebbero i protocolli d’intesa sottoscritti tra il ministero e l’amministrazione regionale”.
Sicilia e Sardegna unite contro i diktat dall’alto ·ICILIA E SARDEGNA UNITE CONTRO I DIKTAT DALL’ALTO:
“BASTA TRATTARE LE ISOLE COME BASI MILITARI”
Manifestazioni contro i sionisti in vacanza per ritemprarsi

Sa Cida in 1 Minutu
Ambiente e Energia
Ambiente: sa presentada ISPRA pro sos controllos in Itàlia Documentu ufitziale chi isprichet sas proseduras tècnicas pro s’amparu de su territòriu contra a sos contaminantes. (ISPRA)
Nucleare in Sardigna: Pichetto Fratin sustenet chi serbit galu Su Ministru de s’Ambiente decrarat chi sas rinnovàbiles non bastant e punnat a sa tecnologia nucleare noa. (La Nuova Sardegna)
Pranu Mattei: tres milliardos dae sa finantza birde europea Fundos noos pro sos progetos energèticos in Àfrica sighende sa lìnia estratègica de su guvernu italianu. (IrpiMedia)
Villa Certosa mudat mere: dae Berlusconi a s’isceicu Al Thani Sa propiedade de Porto Rotondo mudat istile pustis de sa bèndida a su membru de sa famìlia reale qatariota. (L’Unione Sarda)
Calangianus: su sìndigu Fabio Albieri narat no a s’eòlicu Su comunu de Gallura s’oponet a su progetu de sa Trynyty srl pro amparare su paesàgiu e sa cultura. (L’Unione Sarda)
Tyrrhenian Link: traballos lestros tra Cuartu e Sètimu pro su 2030 S’òpera record de Terna pro su collegamentu elètricu suta mare est sighende a passu de bàngiu pro s’agabbu. (CagliariNews)
Eòlicu: sa Consulta no detzìdet e totu colat a su TAR Su giudìtziu in subra de sa lege sarda pro sas àreas idòneas abbarrat in ispetu de sos giùdighes amministrativos. (L’Unione Sarda)
Ittiri: su Comune narat no a s’impiantu BESS Su Cunsìgiu de Ittiri refudat sas baterias de acùmulu pro amparare su territòriu e su paesàgiu de sa zona. (L’Unione Sarda)
Polìtica & Affàrios
Piano Casa: sa Sardigna isfida su Guvernu pro domos minores Noas normas regionales pro sos apartamentos de binti metros cuadrados causant un iscontru de diritu cun s’esecutivu istatale. (La Nuova Sardegna)
Indipendentismu: su cungresso de Lìberu a deghe annos Sos militantes a cungressu pro detzìdere s’istratègia futura pro s’autodeterminatzione e amparu de sa Sardigna. Devias elìgiu segretàriu (Sardinia Post)
Atòbiu Sardista: sos dissidentes de su Psd’Az de Orgòsolo s’atòbiant su 4 de trìulas in Siniscola pro presentare su Manifestu de Orgòsolo.
Bekaert: tres ipòtesis noas pro s’achisitzione de s’istabilimentu Su guvernu esaminat tres propostas pro s’achisitzione de su fràigu industriale, punnende a sarvare sos postos de traballu. (Regione Sardigna)
Sanidade: su DG Schael ispendet prus de sos antetzessores suos Polemicas in subra de sos costos de sas missiones de su Direttore Generale de sa Sanidade in tres meses. (L’Unione Sarda)
Economia sarda: su raportu de sa Banca de Itàlia S’economia andat abellu pro mori de s’inflatzione, ma su turismu e sa fràiga sustenent galu su PIB regionale. (L’Unione Sarda)
Costos de trasportu: 350 milliones de èuros pèrdidos ònnia annu Sas impresas sardas pagant unu prètziu artu meda pro su trasportu, fende dannu grae a s’economia de s’ìsula. (L’Unione Sarda)
Naschet “Ambasciadores de Sardigna” pro su trasportu de mercantzias Sas impresas s’unissent pro megiorare su trasportu de sas mercantzias e promòvere su territòriu sardu in su mundu. (L’Unione Sarda)
Monastir: agiumai 3000 migrantes e pagu personale in su tzentru Sa situatzione in su tzentru de Monastir abbarrat crìtica pro sa presèntzia de mìgia de persones in ispetu. (L’Unione Sarda)
Cultura e Sociedade
Còrsica: s’Assemblea Natzionale aproat su printzìpiu de s’autonomia Su guvernu frantzesu donat su via lìbera a su protzessu chi reconnoschet prus diritos polìticos a sa Còrsica. (Le Monde)
Casteddu: Dr. Drer presentat s’album nou Su Dotori presentat su discu nou suo cun unu cuntzertu in sa capitale de sa Sardigna. (L’Unione Sarda)
Sardigna: si n’est coladu unu de sos intelletuales de su ‘900 Un ammentu de su caminu intelletuale de Bandinu, chi at iscrìtu pàginas de importu pro s’identitade culturale sarda. (Rai News)
Castiare sa Sardigna cun sos ogros de Bachisio Bandinu Un’eredidade de pensamentu pro cumprèndere sa mudàntzia de s’ìsula tra modernidade e raighinas de su passadu traditzionale. (Il Foglio)
Piero Marras: pro sa Sardigna est unu lutu natzionale Su cantautore Marras ammentat s’amigu Bandinu comente una pèrdida manna chi pertocat s’istòria de totu su pòpulu. (Rai News)
Le spericolate inchieste della Nuova Sardegna
















