Sardi Balentes o Servi “per natura”? – S’Imprenta

S’Imprenta – Rassegna stampa dalla colonia
Come ogni sabato mattina su S’Indipendente
Titolo iperbolico, non esistono Servi, e nemmeno Balentes “per natura”.
Nell’immaginario collettivo italico siamo orgogliosi, resistenti, ribelli e identitari.
Nella realtà abbiamo rinunciato alla nostra lingua (ritenuta inferiore da noi stessi), abbiamo l’ansia da prestazione di integrarci e insularizzarci con l’italia per modernizzarci, pensiamo che da soli non saremmo in grado di badare a noi stessi.
Per cui il sentimento vagamente “sardista” non viene portato sul campo politico, ma rimane come macchietta identitaria.
La verità è che siamo come tutti gli altri popoli, né più né meno, ma siamo inglobati in un sistema che mina la nostra fiducia a partire dalla scuola sarda negata, che ha i tristi primati europei su rendimento e abbandono.
Nel richiamare il popolo quale soggetto contrapposto al sistema partitico molto spesso ci dimentichiamo di una cosa: il sistema partitico è marcio ma è lo specchio della società.
È il popolo sardo a reggere il sistema coloniale, anestetizzato dalla TV italiota, invischiato in un dibattito che impone quale unico modello possibile la destra e la sinistra italiana, incapace di elaborare un pensiero critico alternativo.
Il consiglio regionale sardo, da un lato rappresenta la società politica, ma dall’altro dà forma in qualche modo alla società, tagliando eventuali partiti e facendone crescere altri: il voto è il momento in cui si contano le maggioranze e sulla base di questi rapporti (secondo la legge del carro del vincitore) la società si riposiziona. Data la legge elettorale, le minoranze politiche vengono costantemente tagliate fuori, e abbiamo altissimi tassi di astensione.
Lo specchio della società sarda viene rappresentato dai partiti italioti (Fratelli d’Italia, Forza italia, Lega nord, Vannacci, Sinistra Futura, PD, i Cinque Stelle) dai partiti sardi ma anche italiani (Psd’Az, riformatori, Sardegna al centro 2020, Alleanza Sardegna, Progressisti, A Innantis) che ruotano dentro al sistema coloniale per raccogliere le briciole.
I loro elettori sono gli stessi che dopo averli votati si indignano, incapaci di muovere un dito, se non il pollice che scrolla e commenta.
Intendiamoci, la scrittura è fondamentale, che sia su carta, sui libri, sui social, sui blog. Si dice che ne uccide più la penna della spada.
I pollicioni no. Si limitano a socializzare nello sfogatoio, appagando il proprio impegno condividendo un link, accompagnato da qualche frase.
La protesta vive anche di sudore, di camminate, di chilometri per raggiungere le manifestazioni, di fondi per partecipare, di sacrifici in famiglia, di studio.
La Sardegna sta vivendo il più grande esproprio di terra della sua storia, che comporterà una trasformazione radicale del suo ambiente e dell’economia.
La bruttezza sarà la caratteristica del futuro paesaggio sardo. Da questo punto, che rapporto hanno i sardi con la loro terra? Qualcosa sta cambiando nel rapporto con l’ambiente e la sua difesa?
“Sardegna fatti bella” era una campagna di Soru di venti anni fa, ma non abbiamo fatto progressi.
La Sardegna è una discarica a cielo aperto, i sardi pur di risparmiare pochi euro gettano immondizia nelle campagne e ai bordi delle strade, alcune imprese incendiano i rifiuti, inquinando la terra e le falde acquifere. È Balentia sarda?
La redenzione sta in un gruppo di resistenti, una parte della popolazione che detta la linea ambientalista-paesaggistica-estetica.
Sono i pochi movimenti indipendentisti, i partiti non compromessi, i comitati, gli attivisti, le associazioni, i gruppi giuridici che riescono a opporre resistenza dal basso, che lottano a mani nude, senza fondi economici, senza padrini politici: difendono la Sardegna, l’ambiente, il patrimonio culturale, i sardi tutti.
La categoria della bellezza è entrata nella aspra lotta sarda, con le chiacchierate serali del Presidio degli Ulivi, le poesie scalze recitate che bloccavano i lavori, i canti di lotta (Pesa-tì Sardigna), e continua ancora oggi con l’abbraccio di Saccargia e le voci di Ittiri e di Lu Fenosu.
Il 7 luglio era l’anniversario dell’iniziò del Presidio degli Ulivi, durò per quattro mesi e fu sgomberato da una quantità spropositata di forze dell’ordine.
Nelle campagne di Selargius, la Terra dei Fuochi sarda, dove esiste un sistema di discariche abusive che incendiano i rifiuti, che molto spesso fuggono di mano, stanno preparando le stazioni per il Tyrrhenian Link, il Sardinian Link, le batterie BESS Whysol.
Gli abitanti non sono più graditi nell’agro.
L’8 luglio un gigantesco incendio ha devastato 100 ettari e le vite di alcuni residenti nelle campagne di Selargius. Accerchiati dal fuoco, hanno perso animali, alveari, coltivazioni, capanni con dentro attrezzi e viveri: “Abbiamo perso tutto”.
Serve urgentemente una Paradura.
Il 9 luglio nella zona Su Petzu Mannu, sono stati messi i sigilli a una discarica abusiva da 8mila metri quadri a ridosso della 554.
Lo scorso 29 giugno era stata scoperta con un drone un’altra discarica-inceneritore abusiva ed erano stati arrestati due imprenditori proprietari del terreno.
In questo dramma, i sindaci di Monserrato (Locci) e Selargius (Concu) si sono fatti ritrarre in una foto in cui “gettano” acqua sulle ceneri del fuoco ormai già spento.
Questa farsa è voluta dagli elettori di Monserrato e di Selargius, non ha più senso prendercela con i politici: dobbiamo prendercela con chi li sostiene e li vota.


(foto Tommaso Locci)
Batteria BESS Whysol a Selargius, si scoprono gli altarini
Abbiamo chiesto al comune di Selargius l’accesso agli atti per l’impianto BESS Whysol approvato nel 2023, e il registro degli incendi, che ogni comune è tenuto ad avere. Nella risposta si dice che nel comune non esistono boschi, dunque non sono obbligati ad avere il registro.
Ecco una parte della risposta del comune:
“In relazione alla richiesta di certificazioni o attestazioni relative alla sussistenza di vincoli decennali o quindicennali gravanti sulle particelle catastali Foglio 6 e Foglio 7 di Selargius, con specifico riferimento al divieto di trasformazione urbanistica (da zona E a zona G), tenuto conto di quanto sopra, si aggiunge che nei Certificati di Destinazione Urbanistica rilasciati dal Comune di Selargius per gli immobili percorsi dal fuoco è stata riportata la seguente dicitura: “Il terreno è stato rilevato come un’area percorsa dal fuoco (anno ….) caratterizzata da tipologia soprassuolo: altro”, ossia non “bosco”.
Hanno ammesso che quei terreni sono stati percorsi da un incendio, ed è stato comunque approvato l’impianto BESS con un cambio di destinazione d’uso. Nei prossimi giorni approfondiremo meglio con un nuovo articolo, aggiungendo maggiori dettagli e facendo emergere una contraddizione nelle dichiarazioni e nel flusso di approvazione dell’impianto.
Il nucleare è antistorico e antieconomico (spiegato da un ex nuclearista)
Questo articolo lo può capire perfino Confindustria, dato che l’autore (Arturo Lorenzoni, docente di Economia dell’Energia all’Università di Padova) pone la questione sul piano economico. Tratto da Qualenergia:
“Non possiamo immaginare dunque di avere energia nucleare in Italia ad un costo inferiore ai 154 €/MWh. Ma il prezzo medio dell’energia elettrica in Italia nel 2025 è stato di 116 €/MWh, pur altissimo rispetto ai 52 €/MWh del 2019, prima delle turbolenze della pandemia e delle guerre.” […]
Per darti un confronto, il prezzo medio delle aste con cui il governo inglese nel 2026 ha acquistato energia eolica da impianti in mare, che producono la ragguardevole cifra di oltre 4000 ore per anno, è 91,2 £ (2024)/MWh per 20 anni. Senza garanzie statali o altri benefici finanziari. […]
(ndr, le centrali) non si possono accendere e spegnere a seconda della necessità.
Una volta accese devono rimanere operative continuativamente, perché se restano spente per più di qualche ora il combustibile non riesce più ad innescare la reazione e ci vogliono giorni, se non settimane per ripartire”
In poche parole, non possono essere complementari alle rinnovabili e costano molto più delle queste ultime: dunque sono antistoriche e antieconomiche.
Intanto nel Brennero (Sole24ore): “Autostrada Brennero, una infrastruttura sempre più sostenibile. Dal bilancio di sostenibilità del 2025 emerge che il 100% dell’energia elettrica proviene da fonti rinnovabili; +75% di investimenti per potenziare la ricarica elettrica; +98% di rifiuti destinati alla differenziazione”.

Rete degli aeroporti sardi, depositato un ricorso al Capo dello Stato
“(ANSA) – CAGLIARI, 09 LUG – C’è un’appendice legale sulla vicenda dell’integrazione degli aeroporti sardi e in particolare sulla cosiddetta privatizzazione dello scalo di Cagliari. Cinque cittadini e due associazioni hanno presentato un ricorso straordinario al presidente della Repubblica, assistiti dagli avvocati Andrea e Paolo Pubusa, per chiedere l’annullamento e la sospensione degli atti che sanciscono l’operazione. […]
Al centro della contestazione i ricorrenti pongono l’assenza di una gara pubblica ipotizzando una violazione del Testo Unico delle partecipate e delle norme Ue.”
Sa Cida in 1 Minutu
Ambiente e Energia
Rete de su gas: cumintzant sos espròprios pro su metanodotu Prus de 200 chilòmetros de condotas ant a batire su gas metanu in su Sulcis e in su Nord Sardigna. (Sardinia Post)
Atualizatzione de su Pranu Paesaggìsticu: traballos in cursu Su Grupu de Interventu Giurìdicu analìzat sos traballos de atualizatzione de sas normas paesaggìsticas in Sardigna. (Gruppo d’Intervento Giuridico)
Cala Finanza: su GrIG denùntziat sos taglios de sa matracca S’assòtziu ambientalista segnalat a sa magistradura sas fainas de ismatracamentu de sa vegetatzione mediterrànea in su territòriu. (Gruppo d’Intervento Giuridico)
Cala Finanza: cantieri abertu cun prefabbricados e isbancamentos noos Sas fotos esclusivas ammustrant s’istadu de sos traballos in sa zona costera de Loiri Portu San Pàulu. (La Nuova Sardegna)
Cala Finanza: tensione tra sos ambientalistas e sa Tavolara Bay S’iscontru pro sa defensa de sa costa sighit cun protestas fortes contra a su progetu turìsticu in Gallura. (L’Unione Sarda)
Muros: fogu in un’impiantu fotovoltàicu pro mori de un’incèndiu Un’incèndiu de campagnas at corfidu sas istruturas energèticas in su territòriu de Muros, causende dannos de importu. (L’Unione Sarda)
Mèdiu Campidanu: torrat sa protesta contra a sas palas eòlicas Sos tzitadinos e sos comitados s’oponent a s’istallatzione de sos parcos eòlicos chi diant dèpere devastare su territòriu. (L’Unione Sarda)
Calangianus: gherra legale contra a sas turres eòlicas Su Comune e sos residentes de Gallura preparant sos ricorsos contra a sas turres eòlicas artas 200 metros. (L’Unione Sarda)
Saccàrgia: ricursu contra a sa Regione pro firmare s’eòlicu Unu ricursu de su Comune contra a sa Regione pro firmare su progetu de su parcu eòlicu in Saccàrgia. (L’Unione Sarda)
Villa Certosa: tra domo privada e progetos de hotel lussu Un’anàlisi in subra de su benidore de sa residèntzia famada pustis de s’època de sa famìllia Berlusconi. (Sardegna e Libertà)
Polìtica & Affàrios
Bolu Terranoa-Tel Aviv cun controllos de seguresa ispetziales Partit su bolu charter pro Israele cun normas de seguresa e controllos istrintos pro amparare sos passigeris. (La Nuova Sardegna)
Tavolara Bay: progetu de lussu de 200 milliones de èuros Un investimentu de importu mannu pro fraigare hotel e residèntzias de lussu in sa costa de sa Gallura. (Il Sole 24 Ore)
Continuidade in tilt: problemas graves pro sos passegeris Su ligàmene tra Milanu e Casteddu est in crisi; sa Regione Sardigna ammitit sos problemas de su sistema. (L’Unione Sarda)
Si definitivo a sa ri-cualificatzione de s’Ospedale Marino S’istrutura istòrica de su Poetto at a divènnere un hotel de lussu pustis de s’acòrdiu ufitziale cun sa Regione. (L’Unione Sarda)
Ospedale Marino: denùntzias pro sos nidos de sas rondines S’assòtziu Earth ODV diffidat sas autoridades pro s’amparu de sos nidos de rondines in s’ex ospedale de Casteddu. (Casteddu Online)
Psd’Az: Solinas bolet su cungressu, Moro pedit dimissiones Iscontru forte intro de su partidu sardista pro su controllu de sa diretzione e s’organizatzione de su cungressu. (L’Unione Sarda)
Siniscola: atòbiu sardista pro ammentare a Bandinu e Manca Un’adunàntzia in Siniscola pro chistionare de su benidore de sa Sardigna regordande s’intelletuale mannu de s’ìsula. (NewSarde)
Insultos a Giagoni in sos social: cundannadu un òmine Un òmine est istadu cundannadu pro àere ofèndidu su deputadu Dario Giagoni in sas prataformas de comunicatzione internet. (La Nuova Sardegna)
Ispionàgiu pro sa Russia: arrestadu un’ex 007 sardu Un òmine de sa Sardigna, ex membru de sos servìtzios de seguresa, est acusadu de àere traballadu pro sos russos. (Casteddu Online)
Bòlos internos: fallimentu pro sos aparatos de Aeroitalia Sos collegamentos aèreos tra sas tzitades sardas abbarrant boidos pro mori de sos costos artos e s’inutilidade issoro. (L’Unione Sarda)
Pastores sardos: ultimatum a sa Regione pro su prètziu late Su movimentu de sos pastores pedit rispostas lestras a s’esecutivu regionale pro s’aumentu de su prètziu de su late. (Videolina)
Cultura e Sociedade
Sardigna: in su 2100 prus pagu de 900mìgia abitantes Segundu sas previsiones, s’ìsula at a pèrdere medas residentes pro mori de s’ispopolamentu in sos annos benidores. (L’Unione Sarda)
Còrsica: su discursu de su Presidente Gilles Simeoni Su Presidente Simeoni chistionat de s’autonomia e de sa situatzione polìtica de s’ìsula. (Corsica Infurmazione)
Accabadora de Michela Murgia divènnit un’òpera lìrica Su romanzu famadu de Michela Murgia s’adatat a su teatru musicale, contande s’istòria de s’ùrtima mama. (Editoriale Domani)
Le bollenti inchieste della Nuova Sardegna

Immagine di copertina: “Bandidos e Balentes” del regista sardo Fabio Manuel Mulas, unionesarda.it















