Osilo alza la testa: il progetto eolico Nulvi-Ploaghe investe il nostro territorio senza coinvolgere i cittadini

Un vincolo di tutela del paesaggio che resiste dal 1968, cancellato d’un colpo dal progetto di repowering di un parco eolico.
È il paradosso che sta vivendo il Comune di Osilo, travolto dagli effetti collaterali del mega-progetto per il potenziamento del parco eolico “Nulvi-Ploaghe”.
Un piano da 121 megawatt complessivi, promosso dal colosso societario ERG Wind Energy. L’ennesimo caso di “transizione energetica” calata dall’alto, senza il coinvolgimento delle comunità locali.
Osilo è un territorio unico, interamente tutelato dal Decreto Ministeriale del 13 febbraio 1968, basato sulla Legge 1497 del 1939 e oggi confermato dal Codice dei beni culturali (D.Lgs. 42/2004, che ha preso il posto del D.Lgs. 490/99) per il suo notevole interesse pubblico e archeologico.
Un vincolo che ha sempre azzerato le aree idonee per l’installazione di pale eoliche.
Eppure, il mega-progetto da 121 megawatt “Potenziamento Parco Eolico Nulvi-Ploaghe” minaccia direttamente la nostra comunità.
Anche se le torri nasceranno nei comuni vicini, l’impatto reale ricadrà su Osilo: cavidotti, servitù di passaggio e infrastrutture di connessione taglieranno i Fogli catastali 79, 80, 101 e 104, inoltre l’impatto a livello paesaggistico sarà fortissimo, colpendo tra le altre aree il colle di Bonaria, noto in tutta l’isola per ospitare il Santuario più “alto” del sassarese, per il suo paesaggio unico e come punto di osservazione astronomico.
Ieri 30 luglio 2026, per discutere della questione si è tenuto, alla presenza della popolazione, dei comitati, delle associazioni e dei movimenti politici che si stanno battendo per la salvaguardia dell’ambiente e contro la speculazione energetica, un Consiglio comunale aperto, richiesto dal gruppo di minoranza “Osilo merita di più”.
Quella portata avanti dalla popolazione osilese e dal gruppo di minoranza non è una protesta contro la transizione energetica, ma contro una vera e propria speculazione che calpesta la pianificazione condivisa.
Secondo la legge e il Consiglio di Stato, un impianto eolico e le sue opere di connessione costituiscono un’unica opera istituzionale. Osilo non è un semplice spettatore “viciniore”, ma un’amministrazione direttamente interessata. Nonostante le Linee Guida nazionali del 2010 impongano il coinvolgimento di tutti gli enti coinvolti, la Regione Sardegna ha firmato l’autorizzazione il 28 aprile scorso (determinazione n. 463) senza mai convocare il nostro Comune al tavolo decisionale.
Quello che si contesta è un modello di sviluppo che concentra impianti industriali di grandi dimensioni nei nostri territori, senza che ci sia alcuna pianificazione condivisa con le comunità locali e andando a compromettere irreparabilmente il nostro territorio sotto tutti i punti di vista, paesaggistico, ambientale, naturalistico, a vocazione agropastorale e non da ultimo economico, perchè tutto questo ha inevitabili ricadute sul piano economico.
La programmazione energetica deve tenere conto delle vocazioni dei territori, del coinvolgimento delle comunità locali, della salvaguardia del patrimonio paesaggistico e ambientale.
Osilo non è uno spettatore, non è un “viciniore”. È un’amministrazione direttamente interessata.
Eppure Osilo non è stato convocato. Osilo non ha potuto dire la sua. Osilo non ha potuto proporre alternative.
Altri hanno deciso per noi, senza di noi.
Questa non è stata una dimenticanza, è una violazione della legge, pertanto è necessario agire per tutelarsi e vedere tutelati i diritti del proprio territorio.
Pertanto, sono state rivolte all’amministrazione comunale una serie di richieste:
- una presa di posizione chiara rispetto alla contrarietà o meno a questo progetto;
- la predisposizione di un ricorso al Tribunale Amministrativo: Osilo doveva essere convocato e non lo è stato. Punto. Non è un parere che è stato ignorato, non ci hanno nemmeno permesso di darlo.
E quando un Comune viene tagliato fuori da una decisione che tocca il suo territorio, il giudice amministrativo ha gli strumenti per intervenire.
- La richiesta di annullamento in autotutela: il comune di Osilo non può agire in autotutela, ma può, e deve, sollecitarne l’esercizio con un’istanza formale di annullamento in autotutela da presentare alla Regione.
Quello che la comunità sta chiedendo è di essere ascoltata e che la legge venga rispettata. Non è una battaglia ideologica, è una battaglia di civiltà.















