"Fermate i lavori a Punta Giglio". Il Comitato torna in piazza

De Ninni Tedesco


Oggi, a partire dalle
ore 17.30, nella piazza Pino Piras ad Alghero, si svolgerà la seconda assemblea pubblica e popolare in difesa di Punta Giglio, per richiedere il blocco immediato dei lavori del progetto “Rifugio di Mare”. I lavori sono iniziati lo scorso marzo all'interno nelle strutture della ex Batteria SR413 situate in una zona a tutela assoluta, con vincoli speciali ambientali SIC (Sito di Importanza Comunitaria) e ZPS (Zone Speciali di Conservazione) della rete ecologica Natura2000, istituita dall'Unione Europea per la conservazione degli Habitat naturali e delle biodiversità.

L’assemblea si svolgerà all'aperto e nel rispetto delle disposizioni anticovid per garantire la sicurezza degli organizzatori e dei partecipanti, e vedrà la partecipazione di rappresentanti del comitato, delle borgate interessate e di diverse associazioni ambientaliste e culturali algheresi.
Sarà prevista la possibilità di intervenire e di esprimere la propria opinione sia ai liberi cittadini sia ai rappresentanti politici, algheresi e non solo, nell'ottica di attivare il giusto e necessario dialogo e confronto evitato sinora dalle amministrazioni ed enti coinvolti nel bando e nel discusso progetto.

L'iniziativa si rende ancora più urgente e importante alla luce delle ultime vicende che hanno interessato l'area, con la chiusura dei parcheggi da parte della società Borgosesia Spa (holding milanese quotata in borsa che detiene oltre il 75% di Punta Giglio) e con l'inizio dei lavori con mezzi meccanici pesanti
lungo il sentiero di 3,5 km, per la realizzazione della rete fognaria necessaria per i servizi della ex caserma. Tale struttura verrà trasformata dalla Soc. cooperativa milanese Il Quinto Elemento in un albergo da 20 posti letto con 7 bagni completi di tutti i confort, dotato di ristorante da 80 coperti, bagni pubblici e velari con tavolini esterni per 30 posti a sedere, piscina da 18 mt e vialetti illuminati per passeggiate notturne.

Durante la serata, le attiviste e gli attivisti del comitato saranno presenti con materiale informativo e raccolta firme per chiedere al Sindaco di Alghero, e alle altre istituzioni responsabili della tutela dell'ambiente e del paesaggio, di
fermare il cantiere e liberare Punta Giglio. Saranno anche raccolti fondi esclusivamente per sostenere le spese legali, di stampa del materiale informativo, di produzione dei gadget promozionali, e per le attività intraprese, o da intraprendere, da parte del comitato. Naturalmente, tutte le donazioni fatte a mano o che saranno ricevute via bonifico, saranno regolarmente registrate tramite blocchetti con ricevuta e rendicontate. Tutte le spese sostenute saranno verificabili con la massima trasparenza da parte degli aderenti o donatori del Comitato.

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Foto: Giorgia Galleri


Il Comitato rinnova l’invito a seguire la pagina ufficiale "Alghero per Punta Giglio per rimanere aggiornati sulla mobilitazione”. Questo di seguito è invece il link dal quale è possibile scaricare tutti i documenti e le relazioni tecniche pubblicati nel gruppo facebook suddetto: https://drive.google.com/drive/u/1/folders/1rjeDBBrAz2VRDBWNIrovS_8HvbomeEPX

S’Indipendente
, che fin dall’inizio sostiene la lotta del comitato per Punta Giglio libera con due articoli pubblicati a firma dell’architetto Giovanni Oliva (23 marzo e 19 aprile), uno dei fondatori e promotori, e con la cronaca della precedente Assemblea popolare seguita dalla redattrice Ninni Tedesco, dà voce oggi a un’altra promotrice della prima ora, l’architetta pianificatrice Tiziana Costa che da subito ha messo a disposizione le proprie competenze a supporto della comprensione delle norme urbanistiche e paesaggistiche per politici, cittadini, e associazioni in difesa del “pasticciaccio” di Punta Giglio e del Parco, e che nel merito dichiara che “purtroppo l’adesione delle associazioni ambientaliste, a livello nazionale, del programma del demanio, non ha reso facile un loro coinvolgimento totale a causa di pressioni dei vertici, e le azioni che si sarebbero potute intraprendere con il Tar nei tempi previsti non si sono fatte”.


Foto de presentada: Giovanni Salis