Sardegna

La Crisi Sistemica in Sardegna: un’analisi approfondita

de Michele Zuddas

La Sardegna affronta da tempo una serie di problemi complessi che toccano ogni aspetto della vita sull’isola. Questi problemi non sono isolati ma si intrecciano, formando quella che possiamo definire una vera e propria “crisi sistemica”. Ma cosa significa, esattamente, crisi sistemica?

Quando parliamo di crisi sistemica ci riferiamo a una situazione in cui i problemi sono talmente diffusi e interconnessi che influenzano negativamente l’intero sistema. In Sardegna, questa crisi si manifesta in vari settori chiave come la sanità, l’istruzione, l’agricoltura, l’allevamento e persino nelle energie rinnovabili.

Sanità:

La sanità in Sardegna è caratterizzata da gravi carenze. Gli ospedali spesso non hanno abbastanza personale, le infrastrutture sono datate e i tempi di attesa per visite ed esami sono insopportabili. Questa situazione non è semplicemente il risultato di singoli errori o mancanze, ma di anni di scarsa attenzione e di una pianificazione inadeguata, che ha portato a un sistema incapace di soddisfare le necessità dei cittadini. Come ricordava Kant, “La salute è il fondamento di ogni felicità e la sanità pubblica è uno dei principali compiti dello Stato.”

Istruzione:

Passando all’istruzione, troviamo scuole che necessitano di manutenzione, mancanza di insegnanti e risorse educative distribuite in modo disomogeneo. Questo ha portato molti giovani a cercare migliori opportunità di studio altrove, contribuendo alla cosiddetta “fuga di cervelli”. La mancanza di investimenti e di una visione a lungo termine nel settore educativo mina il futuro dell’isola, privandola del suo capitale umano più prezioso. 

Agricoltura e Allevamento:

Anche l’agricoltura e l’allevamento, tradizionalmente centrali per l’economia sarda, soffrono. Le aziende agricole devono affrontare sfide enormi, come la concorrenza sleale, difficoltà di accesso ai mercati e politiche agricole spesso inadeguate, crisi idrica. Senza un piano strategico efficace, queste imprese non riescono a prosperare, mettendo a rischio non solo l’economia, ma anche le tradizioni locali. Adam Smith, nel suo capolavoro “La ricchezza delle nazioni”, sottolinea come un’economia fiorente debba includere il settore agricolo e allevamento come parte integrante e fondamentale.

Speculazione Eolica e Fotovoltaica:

La speculazione nelle energie rinnovabili rappresenta un altro aspetto di questa crisi sistemica. La Sardegna ha un grande potenziale per l’energia eolica e solare, ma la mancanza di una regolamentazione chiara ha portato a sfruttamenti che beneficiano soprattutto le grandi imprese esterne, lasciando poco o nulla alla popolazione locale. Questo non solo danneggia l’ambiente naturale ma anche l’economia regionale. 

Inerzia Politica:

Alla radice di questi problemi vi è l’inerzia politica. Anni di gestione inefficace, di mancanza di visione e di programmazione hanno accumulato problemi su problemi, creando un sistema al collasso. La politica, spesso troppo concentrata su interessi di partito e meno su una vera pianificazione territoriale, ha aggravato una situazione già difficile.  

Frantz Fanon, nel suo “I dannati della terra”, ha esplorato come le crisi socio-economiche e politiche possano emergere da anni di sfruttamento e marginalizzazione. Fanon scrisse: “Ogni generazione deve scoprire la propria missione, compierla o tradirla.” Questo richiamo alla responsabilità e all’azione è particolarmente rilevante per la Sardegna, dove superare questa crisi sistemica richiede un impegno collettivo per ridefinire il futuro dell’isola.

Herbert Marcuse, nel suo “L’uomo a una dimensione”, critica la società capitalistica avanzata per la sua capacità di creare una falsa coscienza nei cittadini, distogliendoli dai problemi reali attraverso il consumismo e il conformismo. La situazione in Sardegna riflette questa dinamica, dove le decisioni politiche e economiche spesso ignorano le vere necessità della popolazione. Marcuse afferma: “Una società libera sarebbe quella che permetterebbe ed incoraggerebbe la libertà intellettuale e la ricerca, che è il presupposto per ogni libertà effettiva.”

 Il Momento di Cambiare

È arrivato il momento per i Sardi di prendere in mano il loro destino. Questo significa considerare seriamente l’idea di isolare i partiti italiani  che hanno dimostrato di non essere in grado di gestire adeguatamente le specificità dell’isola, e affidarsi a movimenti sardi e indipendentisti. Un’autonomia gestionale permetterebbe di sviluppare piani strategici più mirati e adatti alle reali esigenze della Sardegna.

Riprendere il controllo locale può significare coinvolgere le comunità nelle decisioni, valorizzare le risorse locali e creare un sistema più sostenibile ed efficiente. Un approccio che, a lungo termine, potrebbe risolvere la crisi sistemica, portando nuovamente la Sardegna a crescere e prosperare, facendo tesoro delle sue straordinarie risorse e potenzialità. 

In conclusione, la crisi sistemica in Sardegna è il risultato di una serie di problemi interconnessi che richiedono un cambiamento radicale di approccio: più autonomia, una visione strategica a lungo termine e una gestione partecipativa possono essere la chiave per un futuro migliore.


Immagine: sardegnapolis.it

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