“Transizione” “green”. E se avessero sbagliato tutto? – S’Imprenta

S’Imprenta – Rassegna stampa dalla colonia
Come ogni sabato mattina su S’Indipendente
Spoiler, togliamo pure il se.
Premesso che il termine “transizione” è improprio, è più corretto parlare di aggiunta energetica, siamo solo all’inizio dell’era dell’AI e potenzialmente andiamo verso i consumi illimitati di energia.
L’AI va regolamentata da vari punti di vista.
Premesso anche che il termine “green” è tra virgolette, ma è appropriato, nel senso dei soldi.
Provo a rovesciare il paradigma, un po’ come provocazione, un po’ per smuoverci dall’idea che le priorità sono quelle (in questo caso dell’UE) e non si discutono: ad esempio, perché la questione della CO2 è partita dall’energia elettrica e non anche dalla ripiantumazione degli alberi?
Manca lo sviluppo di strategie per la piantumazione di 3 miliardi di alberi entro il 2030, anche quella è nel Green Deal europeo per la riduzione della CO2. Ad oggi siamo a poco più di 38 milioni.
Si potrebbe scegliere di piantare anche alberi da frutto, rivitalizzando l’agricoltura.
La verità è che bisogna prima capire quali obiettivi ha l’UE: autarchia energetica? Energia a costi bassi? Eliminare la CO2?
Ad esempio, l’UE propone di concedere alle industrie più quote di CO2 gratuite.
Quella da carbone non è l’unica fonte che inquina, e su questo, anzi bisogna dirlo con chiarezza.
Se la Sardegna ha il record italiano di emissioni pro-capite di CO2, non è perché i sardi sono degli elettrosciuponi o perché le mucche sarde mangiano troppi fagioli; non è per la sola centrale a carbone; nel dibattito è mancato il problema della Saras.
Dunque la priorità andava posta sui carburanti e soprattutto sui trasporti, investendo nell’elettrificazione, nei trasporti pubblici e — dove l’elettrico non basta, come nel trasporto pesante — nello sviluppo di una filiera dell’idrogeno verde, consapevoli che resta un vettore a bassa efficienza.
Un limite delle rinnovabili è lo stoccaggio di lungo termine con le sole BESS, che non sono progettate per la stagionalità; questo può creare criticità di sistema. Ne cito alcuni esempi:
- la “siccità energetica” tedesca dell’inverno 2024
- il blackout spagnolo del 2025
- periodi di eccesso di produzione rispetto alla domanda in Germania e Spagna nel maggio 2026, con conseguenti criticità di rete ancora in evoluzione
Ognuno di questi fatti racconta di grosse criticità e di limiti strutturali, che ci fanno capire che questa transizione ha basi puramente ideologiche e geopolitiche, ma alla fretta non corrisponde, allo stato attuale, un’offerta tecnologica che ponga rimedio a questi problemi.
A scanso di equivoci ribadisco la mia posizione: quanta più energia possibile deve essere prodotta da subito da fonti rinnovabili (inclusi idroelettrico e biomasse), tenendo conto:
– della redistribuzione della produzione (e dei vantaggi economici) dalle multinazionali del fossile e delle rinnovabili alla società civile;
– del rispetto del paesaggio e dell’aria;
– della volontà dei territori;
Occorrono i tempi giusti, tenendo conto della sicurezza, data la tecnologia attuale.
Dalla siccità energetica tedesca del 2024 abbiamo appreso che ci sono limiti stagionali gravi: il fotovoltaico ha la sua massima produzione tra maggio e luglio e crolla nei mesi invernali, quando le giornate sono corte e il sole basso.
Questo comporta un problema di stoccaggio a lungo termine, che le batterie BESS non riescono a compensare, perché sono più adatte ai picchi momentanei (in Sardegna ad agosto arrivano 10 milioni di turisti) e per uso notturno. La conservazione stagionale è problematica perché le BESS, pur conservando bene la carica nel breve periodo, non sono economicamente sostenibili sulla scala dei mesi: costerebbe troppo dimensionarle per spostare l’energia dall’estate all’inverno. L’eolico, che in Europa ha invece il suo picco proprio in inverno, è complementare al solare e ne mitiga la stagionalità, ma resta una produzione variabile. Ed è quello che è successo in Germania nell’inverno del 2024: una fisiologica bassa produzione solare, in concomitanza con una bassa produzione da eolico, ha causato prezzi alle stelle.
“Siccità energetica” l’hanno chiamata.
Dal blackout spagnolo del 2025 abbiamo appreso che situazioni di eccesso di produzione possono creare condizioni di stress per la rete, e che forti squilibri tra produzione e domanda richiedono reti più robuste e adeguati sistemi di stabilità e sicurezza del sistema elettrico.
Arriva il conto per il governo spagnolo per un solo giorno di blackout: riporta Investire Oggi che tra carni scongelate, macchinari distrutti, disservizi vari “secondo le prime stime riportate da El Pais e spiegate da Angel Talavera, capo economista europeo di Oxford Economics, il blackout potrebbe costare alla Spagna l’equivalente del PIL generato in una giornata tipo, circa 4,5 miliardi di euro.“
Dalla nuova crisi tedesca che sta accadendo proprio in questi giorni apprendiamo che il fotovoltaico sta producendo un eccesso di quantità di energia prodotta rispetto alla domanda, che ha causato i prezzi negativi, combinato con rigidità della rete e insufficiente capacità di accumulo. L’economista energetico Lion Hirth invita i possessori di impianti casalinghi a staccare la produzione.
In Spagna sta accadendo che, paradossalmente, nel periodo di maggior produzione solare, con i prezzi molto bassi sono le imprese delle rinnovabili a essere in crisi e a non trovare la remunerazione necessaria, per cui i business plan stanno saltando con rischio di fallimento.
Per capirci, questa è la produzione da fonti rinnovabili in Italia, nella giornata del 14 maggio: la Sardegna produceva alle ore 19 il 159,8% da rinnovabili. L’ora non è quella di punta per il solare, significa che abbiamo avuto anche una buona produzione eolica.

Il problema è strutturale.
Ilsurplus primaverile non è facilmente accumulabile su scala stagionale con le BESS, ma può essere in parte valorizzato attraverso la flessibilizzazione dei consumi, inclusa la ricarica dei veicoli elettrici, contribuendo così alla riduzione dell’uso di carburanti fossili nei trasporti.
Collegare i territori in reti può facilitare la distribuzione dove c’è più bisogno, ma c’è un problema di scala: tra Sardegna e Sicilia la stagione è la stessa, e lo stesso vale in larga misura per l’intero bacino mediterraneo.
Alla fine chiuderanno il carbone in Sardegna sostituendolo con un altro fossile meno inquinante: il metano.
E anche su questo bisogna essere chiari. Le cinque pagine di espropri per far passare il metano, fanno parte sempre del grande gioco economico messo in piedi affinché l’energia sia gestita dai grandi, affinché nulla venga convertito verso produzioni dal basso.
L’unico modello socialmente accettabile di transizione è quello in cui i pannelli stanno sui tetti, nelle pensiline e nelle aree cementificate, uno stoccaggio distribuito. Servono grossi investimenti in idroelettrico a pompaggio, biomasse, idrogeno verde per lo stoccaggio stagionale.
Il modello pro-multinazionali ha fallito clamorosamente!
Politicamente è un’eresia, non toglieranno mai il potere alle aziende dell’energia (Saras inclusa), è il motivo principale per cui le comunità energetiche non sono mai decollate realmente, e sono anzi boicottate.
L’associazione Italia Nostra denuncia: “il Governo taglia 1,4 miliardi (64% ai finanziamenti del PNRR) di fondi alle comunità energetiche“.
Il ritorno (in farsa) del nucleare
Mentre il presidente di Confindustria, Orsini, a Cagliari ha indicato la Sardegna come “una delle regioni chiave per lo sviluppo delle energie rinnovabili in Italia“, Giorgia Meloni rilancia il nucleare in Italia, “isole comprese”, come in una televendita.
Era stata la stessa Terna a proporre il binomio rinnovabili + nucleare per stabilizzare la produzione.
Ma c’è un ma…
Sicuramente il sistema tecnicamente manterrà l’equilibrio, su questo non abbiamo strumenti per dire il contrario, ma dover equilibrare gli alti e i bassi della rete costringe il nucleare a continui stop-and-go, per cui il nucleare non conviene economicamente come stabilizzatore.
“Il nucleare non è adatto a compensare la variabilità eolica e solare: per abbassare il costo dell’elettricità in Italia è più conveniente installare rapidamente rinnovabili e accumuli“, a dirlo è Federico Maria Butera, ingegnere e professore emerito di fisica tecnica ambientale al Politecnico di Milano.
Tuttavia, se da un lato il nucleare è antistorico e inadatto come stabilizzatore intermittente, il professore non spiega però come risolvere i problemi di stoccaggio di medio-lungo termine.
Insomma, siamo di fronte a un trade-off tra sostenibilità tecnica e sostenibilità economica, e la coperta è molto corta. A cui si aggiunge la geopolitica e l’ideologia fine a sé stessa.
Su Comitadu Nonucle-Noscorie torna sul piede di guerra
Il combinato tra le proposte di legge C.1742 e C. 2669 che darà delega al governo per decidere sul ritorno al nucleare e sull’individuazione dei siti per lo smaltimento delle scorie radioattive vede la nostra isola in serio pericolo?
Se ne parlerà a Nuoro il 22 maggio, alle ore 18.00, nella sede di Progetto Nuoro, piazza Sebastiano Satta in un incontro pubblico promosso dal Comitadu Nonucle-Noscorie che nel 2011 aveva chiamato i sardi al referendum su tali argomenti.

Dal mondo della resistenza
I Rossomori de Sardigna denunciano che con la “Determinazione 1125/53482 del 13/11/2025 la PricewaterhouseCoopers Business Services s.r.l. si è aggiudicata il bando per lo studio di fattibilità per la costituzione della Società Energetica della Sardegna“. È in atto “un forte processo di tecnocratizzazione e centralità della finanza energetica che contribuisce a mettere all’angolo le comunità locali, i cittadini, i pastori, gli agricoltori e i piccoli operatori locali.”
Il Comitadu NO eolicu PALAS a terra denuncia che il 28 ottobre 2025 la società Thiesi Solar S.r.l. ha presentato istanza per il rilascio di Autorizzazione Unica per un impianto di accumulo elettrochimico con potenza minimale di 470 MW.
Il Gruppo Tutela Territorio Sardo – Gruttes Oristano denuncia che il bando che affida la gestione delle energie rinnovabili a consulenti privati è passato quasi inosservato. Procedura aperta, ai sensi dell’art. 71 del D.lgs. 36/2023, per l’affidamento del servizio di supporto per attività istruttoria tecnico-amministrativa delle istanze di autorizzazione unica di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili.
Il Comitato di difesa del territorio di UTA denuncia che per la realizzazione di un gigantesco impianto BESS da 478,8 MW (tra le più grandi al mondo) tra Uta e Assemini, nell’area di Planemesu – Macchiareddu, a poca distanza dalla chiesa di Santa Lucia, “la società proponente ha richiesto ufficialmente l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio e la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera.” Cioè vogliono procedere con espropri forzati.
Sa Cida Sarda in 1 Minutu
Ambiente e Energia
Sardigna: crisi industriales, Cani pedit règulas noas in s’Energia S’assessore Cani presentat a sa Càmera sas regulas de sos costos energèticos pro sas impresas de s’ìsula isvantagiada. (Sardinia Post)
Sardegna Ricerche: 15 milliones de èuros pro sas rinnovàbiles Unu bando nou pro sos investimentos energèticos e unu laboratòriu de avanguardia in s’àrea de Macchiareddu. (Sardinia Post)
Sardigna: primu logu in su mundu pro su carburante birdi po Yatch S’ìsula s’apròntat a produìre un’energia noa e sustenìbile chi ponet sa regione a s’avanguàrdia globale. (La Nuova Sardegna)
Idrògenu lìmpiu: arribant sos fondos europeos pro sa transitzione S’Unione Europea finàntziat progetos noos pro s’idrògenu birdi pro minimare s’impatu ambientale de s’economia globale. (HDblog)
Sardigna: primu logu in su mundu pro su carburante birdi In s’ìsula s’at a produire un’energia noa e sustenìbile chi ponet sa regione a s’avanguàrdia globale. (La Nuova Sardegna)
Polìtica & Affari
Alto Adige: via lìbera definitivu a sa reforma de s’Istatutu Approvada sa reforma de s’Autonomia pro sa provìntzia de Bolzano a pustis de s’ùrtimu votu in su Parlamentu. (Alto Adige)
Guvernu-Sardigna: impugnada sa lege pro su rèdditu de istùdiu Su Guvernu natzionale atacat sa norma regionale chi prevedet agiudu econòmicu pro sos istudiantes de s’ìsula. (L’Unione Sarda)
Cuntinuidade Territoriale 2026: sa Regione apròntat su bando nou Informatziones in subra de sas règulas noas pro sos bolos tra sa Sardigna e sos aeroportos continentales. (Regione Sardigna)
Meloni contra a su PD: iscontru in subra de s’insularidade Discussione polìtica in subra de s’artìculu 119 de sa Costitutzione e de sas risorsas pro sa Sardigna. (L’Unione Sarda)
Porto Torres: crisi industriale sarda e s’apellu de sa UIL Su sindacadu pedit interventos lestro pro amparare su traballu e s’economia de su territòriu turritanu in dificultade. (SassariToday)
Fluorsid: unu pranu de riforma pro sa sustenibilidade de mercadu S’azienda apròntat una mudàntzia de produtzione pro afrontare sas isfidas econòmicas e de mercadu de su futuru. (L’Unione Sarda)
Goni e Ballao: listas de continentales, su sìndigu s’arràbbiat meda Su sìndigu uscente denùntziat sa presèntzia de candidados furisteros comente una “bregùngia legalizada” pro sas comunidades locales. (L’Unione Sarda)
Monte dei Paschi: traballadores in isciòperu in tzitade de Casteddu Sos dipendentes de sa banca protestant pro sa pèrdida de su 30% de su personale in s’ìsula. (YouTG.net)
Riforma Calderoli: tancant setantachimbe Comunes montanos de sa Sardigna Sos taglios de sos fondos de s’Istadu ponent in perìculu sas zonas internas contras a s’ispopolamentu. (Gazzetta Sarda)
Aeroportos: De Pascale punnat a su gestore ùnicu Su coordinadore defensat F2i contra a sas crìticas, nande chi ddu mutire speculativu est una farta de beridade. (TeleSardegna)
Aeroportu de Elmas: incumentzant sas primas mossas pro sos privados Sa privatizatzione de s’iscalu de Casteddu est partende cun sas primas detzisones pro sa gestione noa de s’aeroportu. (L’Unione Sarda)
Aeroportos sardos: su term sheet chi aperit a sos privados Un’anàlisi de su documentu chi sinnat sa privatizatzione de sa gestione de sos iscalos aèreos in Sardigna. (Blog Sandro Usai)
Privatizatziones: cunfrontu tra sos aeroportos de Sardigna e Sitzìlia Un’anàlisi de sas diferèntzias tra sas ìsulas mannas in sa gestione de sos iscalos aèreos a sos privados. (Blog Sandro Usai)
Campo Largo: farta su nùmeru legale, s’opositzione denùntziat Su tzentrudresta nàrat “vergogna” pro sa farta de sos tzentrumanca chi ant fatu blocare sa riunione de su Cunsìgiu. (L’Unione Sarda)
Presones sardas: tensiones artas e atacos contra a sos agentes Sos sindacados denùntziant una situatzione crìtica a pustis de sos ùltimos fatos de violentza in sos istitutos de s’ìsula. (L’Unione Sarda)
Disabilidade: sa Sardigna est sa prima regione in Itàlia Sos datos de s’ISTAT amustrant un’incidèntzia meda arta de graves problemas de salude in sa populatzione. (Sardinia Post)
Cultura e Società
Financial Times: su paradossu de Sardigna tra longevidade e ispopolamentu Su giornale famosu contat s’ìsula tra problemas demogràficos e s’isperàntzia de una rinàschida econòmica e sotziale. (Sardinia Post)
Sas natziones sena istadu imponent sa boche issoro in Europa Movimentos pro s’autodeterminatzione chircant de fagher ascurtare sas pretendas issoro in antis de sas eletziones europeas. (Corsica Infurmazione)
Sassari: calendàriu de sos esàmes pro sa tzertificatzione C1 Sa Regione pùblicat sas datas de sas proas de limba pro su livellu artu de s’idioma tataresu. (Regione Sardigna)
Topolino: sa Sardigna protagonista cun s’archeologia de su Sinis Su fumetu famosu amustrat sas bellesas anticas de s’ìsula in una paristòria dedicada a s’istòria sarda. (ANSA)
Libros: Pulixi contra a sos prètzios artos de s’usadu S’iscritore cunsìgiat de non comprare sos libros suos a prètzios macos de 500 èuros in su mercadu online. (L’Unione Sarda)
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Sighi su dinai (Follow the Money)
Intervista a su sòlitu Draghi, incentradu in subra de chistiones de mercadu in ue “integratzione” sinnificat règulas detzìdidas dae s’artu. Cunfundet sa libertade e s’autodeterminatzione de sas populatziones, mutinde·ddas “tràpulas” chi blòcant.
Google e SpaceX tratant pro data center in s’òrbita Sas duas impresas punnant a creare tzentros de datos in s’ispàtziu pro sustènnere s’intelligèntzia artifitziale globale. (Il Sole 24 Ore)
Anthropic: bator meses pro risòlvere sas fragilidades de s’IA S’avisu de Anthropic ponet in pèntzigu guvernos e bancas pro sos prìculos de seguresa de s’intelligèntzia artifitziale. (HWUpgrade)
Europa: lìmites a sa tecnologia birdi de sa Tzina S’Europa ponet lìmites a sos inverter tzinesos pro evitare atacos informàticos e blackout a sas retzes de energia. (Il Fatto quotidiano)
Gas de sos USA: s’Unione Europea est semper prus dipendente Unu raportu nou isvelat chi s’Europa rìschiat de cambiare una dipendèntzia energètica cun un’àtera meda costosa. (Open)
Fusione nucleare: Proxima Fusion mutit sos mannos de s’energia Sa cursa europea pro s’energia de su benidore intrat in sa fase detzisiva cun investimentos tecnològicos noos. (HWUpgrade)
Su manifesto de Palantir pro sa Repùblica tecnològica noa Binti-duos puntos pro definire su ròlu de sa tecnologia in su Guvernu e sa seguresa de sos istados. (Il Foglio)


Immagine: meteoweb.eu
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No mi praghet meda s’impreu de sa IA po sa bortadura, ma deppo narrer ca cando apo ligiu “Cani pedit règulas noas in s’Energia” m’est fuìu s’errisu po sa beridade manna chi b’at in custu titulu