Storia del metano in Sardegna, chi l’ha voluto, e di un “piccolo” equivoco – S’Imprenta

S’Imprenta – Rassegna stampa dalla colonia
Come ogni sabato mattina su S’Indipendente
Draghi nel suo discorso ad Aquisgrana ha pronunciato parole trite e ritrite, ma viene accolto come un oracolo.
La sua visione dell’Europa è quella che darà benzina ai nazionalismi antieuropeisti. Quando rilancia l’integrazione dei mercati, presuppone che i territori debbano accettare passivamente le regole dettate da Bruxelles.
La sua idea di Europa è centralista, per lui i territori sono fastidiosi problemi. Esattamente il contrario di un’Europa dei popoli liberi, ma unita sul fronte esterno.
È lo stesso Draghi che candidamente ha ammesso nel 2024, dopo i dazi di Trump, di avere sbagliato per anni a comprimere i salari per rendere le aziende competitive internazionalmente, e che era ora di aumentarli per fare crescere i consumi interni.
Hanno tenuto le famiglie con redditi bassi e lo dice apertamente.
È lo stesso Draghi del famigerato decreto che apriva alla speculazione energetica. Todde stava nel governo mentre decideva come bypassare i poteri delle regioni, e introduceva il metano in Sardegna.
Chi comanda in Sardegna è una domanda che da anni si stanno ponendo in molti: a partire da chi ha scelto i candidati, lo stato italiano, l’affaire F21, Fondazione di Sardegna e BPER, la speculazione energetica, la corte costituzionale, il palazzo di giustizia, i militari, i due media principali, la penetrazione mafiosa.
E la sovranità dei sardi?
Rivedere a posteriori la cronistoria di alcune scelte è illuminante.
Era il 14 aprile del 2025, furono Descalzi (AD di ENI) e Cattaneo (AD di Enel) a dire per primi che non era il caso di chiudere il carbone:
“in una situazione di alti costi o di scarsa disponibilità di energia” sarebbe da riconsiderare. […] I data center stanno funzionando dove ci sono bassi costi, questo te lo consente solo il nucleare, il gas e il carbone. Non possiamo fare grandi salti in intelligenza artificiale e non pensare a quello che serve per alimentarla”.
Solo due giorni dopo, il 16 aprile 2025 inizia l’allineamento di Pichetto Fratin («Potremmo tenerle in stand-by»), fino ad arrivare al 2026 in cui “decise” di rimandare la chiusura al 2038. Gli ordini di Descalzi e Cattaneo sono stati eseguiti, facendoli digerire per gradi, con tanti saluti alla “transizione”, Tyrrhenian Link incluso, spacciato come necessario per chiudere il carbone. Cornuti e mazziati.
Ma passiamo al metano, il cui piano era stato inserito in bozza nel DPCM negli stessi giorni (19 aprile 2025) in cui si bloccava lo stop alla chiusura del carbone (“Gas metano in Sardegna: ok alla perequazione, addio dorsale, priorità a Oristano e Sud”).
Leggiamo da Kalaritana Media che:
“Il nuovo piano rinuncia infatti alla dorsale integrale: al suo posto, una “mezza dorsale” che partirà da Oristano, unico porto con fondali adatti all’attracco delle Fsru, le navi gassificatrici. Portovesme, a causa del basso pescaggio, non potrà essere utilizzato come previsto inizialmente. Una deviazione porterà il gas nel Sulcis, mentre resta incerta la realizzazione di un secondo Fsru a Porto Torres.“
Il decreto rimane in bozza, fino alla minaccia di Eurallumina. Era l’8 settembre 2025:
“Eurallumina, rischio stop a Portovesme: “Rusal non anticipa più i fondi. La mancata approvazione del decreto energia mette in crisi lo stabilimento di Portovesme, mentre la proprietà russa riduce le spese e i sindacati preparano proteste”
Quattro giorni dopo, il 12 settembre 2025, il governo firmava il Dpcm Mase-Mimit-Mit. Perché?

Nell’annuncio appare l’addio al carbone, il digestivo per ogni servitù (oggi sappiamo che rimarrà fino al 2038), omette però i riferimenti al ricatto dei quattro giorni precedenti.
Il decreto rendeva esecutivo il metano in Sardegna, energia richiesta dalla Portovesme.
Ma chi altro ha voluto il metano?
Tutto l’arco costituzionale sardo, e i due media principali.
Il metano stava già nel decreto Draghi, ritenuto necessario per la transizione dal carbone alle rinnovabili. Quindi temporaneo. Todde espone nel suo CV in bella vista l’operazione che in questi giorni si sta compiendo.

Solinas a luglio 2022 ricorse contro il decreto Draghi, non contro la speculazione, ma perché avrebbe voluto decidere le operatività e i tempi sul metano. Il ricorso fu bocciato dal Consiglio di Stato.
Il metano, storicamente, era sostenuto dall’editore Zuncheddu, che in un suo editoriale del giugno 2024 si disse amareggiato (Tutti hanno il metano, noi no. Abbiamo preferito tenerci bollette più care del 30-40% per famiglie e imprese!!!). Oggi, il giornale non si è schierato contro gli espropri agli agricoltori, e questo è un fatto, per un giornale che pretende di difendere la Sardegna.
Mauro Pili ora si schiera contro, ma era favorevole al metano, dai tempi del Galsi. Tuttavia nella Pratobello24, scritta principalmente da Pili, con emendamenti dei comitati, venivano esclusi i nuovi impianti da fonti fossili (per nuovi impianti si intendono appunto nuovi, inclusi i rifacimenti a nuovo da carbone a metano, checché ne dicano i detrattori).
Il giornalista Franco Siddi, che per anni ha ricoperto il ruolo di presidente dell’Associazione della stampa sarda, attuale vicepresidente del cda dell’Unione Sarda, scriveva Biolchini, “è diventato, per osmosi, consulente della Snam, la società che vuole costruire la dorsale del metano in Sardegna.”
La Nuova Sardegna non sembra opporsi, anzi, plaude all’operazione.


Sinistra Futura, partito di maggioranza in regione, sempre in prima linea contro i comitati, secondo cui sarebbero al servizio delle aziende del fossile, non solo si trova dentro la coalizione Todde che ha spalancato i “porti” al gas, ma addirittura lo ammetteva nel programma, in via transitoria per decarbonizzare.

Ma è davvero transitorio? La “transizione” come giustificazione normativa e propagandistica per il metano
C’è un piccolo equivoco, se così vogliamo chiamarlo. Il metano funzionale alla transizione è più un piede di porco che piede nella porta del venditore.
Scriveva Paola Mantova in un articolo di giugno 2025 su Recommon che:
“Di fronte agli azionisti, infatti, Snam ha chiaramente ammesso di non aver mai realizzato una propria stima sulla domanda di gas in Sardegna. Si è limitata a citare vecchi e ormai obsoleti studi della società Ricerca sul sistema energetico (Rse, controllata indirettamente dal ministero dell’Economia), che già nel 2022 indicavano di preferire l’elettrificazione dell’isola piuttosto che l’utilizzo del gas.
Snam si defila ma in ogni caso incassa i guadagni e nessuno è in grado di stabilire a che cosa serviranno i nuovi investimenti sul gas.”
Prendiamo l’articolo di maggio 2026 di Qualenergia.it.
“Gli scenari trasmessi da Snam a dicembre 2025, sviluppati con Terna, indicano per l’isola 50 milioni di Smc nel 2026, 612 milioni di Smc/anno al 2030 e 892 milioni di Smc/anno al 2035/2040.”
La crescita, però, è trainata soprattutto dall’industria: dei 612 milioni di Smc previsti al 2030, ben 548 milioni riguardano utenze industriali e, di questi, 363 milioni sarebbero legati all’alimentazione della raffineria di bauxite Eurallumina di Portovesme. La domanda civile e terziaria resta molto più contenuta: 50 milioni di Smc nel 2026 e 59 milioni a regime.
“Equivoco” numero 1
Dunque, l’orizzonte è almeno fino al 2040, nonostante l’etichetta di “transizione”, le previsioni di consumo non indicano una rapida uscita di scena del gas. Al contrario, la domanda è stimata in forte crescita proprio dopo il 2030, anno in cui i 6,2 GW dovrebbero essere installati.
Questo piccolo “equivoco”, “metano necessario alla transizione”, crolla definitivamente quando, riprendendo il testo di Qualenergia.it, Terna ammette che il metano non servirà per produrre energia termoelettrica:
“Dal dco Arera emerge però che Terna non ritiene che nei prossimi anni servirà produzione termoelettrica a gas per la sicurezza del sistema elettrico dell’isola e per questo Fiume Santo non viene considerata nel dimensionamento del collegamento virtuale.” […]
“L’Autorità scrive appunto che potrebbe non servire gas per produzione termoelettrica nei prossimi anni, come già comunicato da Terna, e nelle conclusioni si riserva ulteriori valutazioni sulla metanizzazione dell’isola, anche in ragione dei costi, degli impatti tariffari e dei potenziali effetti sui mercati all’ingrosso.”
“Equivoco” numero 2
Il metano abbasserà le bollette: ma abbiamo visto che degli 892 milioni di Smc, solo 59 sono destinati al civile e al terziario, il resto va all’industria con la parte principale destinata all’Eurallumina
Ironia della sorte, Eurallumina non esce dalla crisi e batte cassa, anche se il metano viene portato principalmente per l’industria, e soprattutto su pressioni dell’azienda russa.

Intesu bona zente? È la conferma che il metano con la transizione non c’entra nulla, non serve ad agevolare il passaggio dal carbone alle rinnovabili.
Che fraintendimento!
E tanti saluti a Sinistra Futura che ha mascherato le sue intenzioni gettando fango sui Comitati.
Dal mondo della resistenza
RWM: Regione schierata con l’azienda, il TAR decide la sospensione il 27 maggio.
“Le associazioni ricorrenti contro il decreto del Commissario ad acta che ha autorizzato l’ampliamento dello stabilimento RWM di Domusnovas-Iglesias informano che il TAR Sardegna ha fissato per il prossimo 27 maggio 2026, alle ore 10, la Camera di Consiglio nel corso della quale verrà discussa la richiesta di sospensione cautelare del decreto n. 34147 relativo al rilascio dell’autorizzazione ambientale. […]
Al centro della vicenda vi è, ancora una volta, il ruolo ambiguo della Giunta Regionale Sarda. Dopo aver definito l’istruttoria della Valutazione di Impatto Ambientale ex post “carente e incompleta”, la Regione ha infatti deciso di costituirsi in giudizio al fianco della RWM e a sostegno del decreto commissariale.”
Comitato NoNucle-NoScorie. Contro il pericolo scorie nucleari in Sardegna. Incontro il 22 maggio alle ore 18.00 Sede Progetto Nuoro – Piazza Sebastiano Satta. “Le scorie nucleari e la sperimentazione dei reattori nucleari modulari verranno imposti alla Sardegna”
Firme irricevibili, Consiglio regionale citato in giudizio sulla richiesta di riforma della legge elettorale. Il ricorso è stato presentato da Lucia Chessa, segretaria dei Rossomori e presidente della Rete di iniziativa popolare “Liberamus su voto” che accusa il campo largo di “incoerenza”.
Comitato Civico Ambiente Salute Sarroch. Oggi si è tenuta l’udienza relativa al procedimento penale che vede coinvolta Saras/Sarlux.
Uno dei passaggi centrali riguardava le costituzioni di parte civile già depositate, tra cui quelle di cittadini e del Comune di Sarroch.
A Foras is bases po is gherras allenas. Corteo contro l’occupazione militare della Sardegna. 2 giugno 2026, 16:00. Cagliari, Marina Piccola
Su 23 de maju Sardinnia tzerriat Sardinnia at a donai sa tessera onorària de ScS a Mario Puddu, eus a contai ita at fatu, dd’eus a ascurtai, e eus a donai su fueddu a totus is chi si bolint contai calincuna cosa a pitzus de issu.
Monumenti Estorti. Domenica mattina, 25 maggio, presso i punti dei Monumenti Aperti a Selargius apprenderete dei nuovi “monumenti” funzionali alla speculazione energetica, in preparazione presso le campagne selargine.
Sa Cida in 1 Minutu
Ambiente e Energia
Ottana: arrestadu su sìndigu pro chircas in subra de sas rinnovàbiles Sa Procura de Nùgoro apròntat chircas graes pro concussione chi pertocant a sos impiantos de energia de su territòriu. (L’Unione Sarda)
Lacu Omodeo: sa Regione cunfirmat sos pannelos fotovoltàicos in s’abba Sa detzisione ufitziale previdet s’installatzione de impiantos energèticos in sos bacinos de s’Omodeo e de Pranu Antoni. (Link Oristano)
Energia: sa farta de pianificatzione bona creat mostros in Sardigna Su Grupu de Interventu Giurìdicu denùntziat sos trassa de sa transitzione energètica sena règulas craras pro s’ìsula. (Gruppo d’Intervento Giuridico)
Serramanna: sversamentos de rùfios tòssicos in sa fona de su PIP Sos carabineris ant iscobertu livellos de incuinamentu prus artos de setichentu bortas de su lìmite ufitziale. (Casteddu Online)
Eòlicu e màfia: Nicastri, Messina Denaro e sa Gallura Unu raportu isvelat sos ligàmenes tra sos afares de s’energia eòlica e su boss de sa màfia siciliana. (Gallura News)
Sardigna: sa sfida de Roberto Capelli pro su nucleare S’esponente polìticu proponet su nucleare comente solutzione pro sa crisi energètica chi afròchiat s’economia de s’ìsula. (Cronache Nuoresi)
Polìtica & Affàrios
Graziano Milia: sas fàulas denuntziadas in subra de sa polìtica Un’anàlisi crìtica in subra de sas decraratziones de su sìndigu de Cuartu chi pertocant a sa gestione de su territòriu. (ReportSardegna24)
Insularidade e trasportos: sos Riformadores atacant a Salvini Su partidu denùntziat sos ritardos de su Guvernu italianu chi diat àere ismentigadu sas merces dae sos collegamentos. (CagliariPad)
Desertificatzione produtiva in Sardigna: s’allarme pro sa crisi grae Un’inchiesta de su giornale scòviat su perìculu de sa pèrdida de traballu e de impresas in su territòriu sardu. (Il Fatto Quotidiano)
Polìticas 2027: sos partitos si càlant pro sas candidaduras sardas Primu nùmenes e mudàntzias in sos ischeramentos pro sas eletziones chi ant a detzìdere su benidore de sa Regione. (La Nuova Sardegna)
CISL Sardigna: allarme pro sa crisi industriale e sos rèdditos Su sindacadu denùntziat su perìculu chi s’ìsula paghet su prètziu prus artu pro sos costos de s’energia. (L’Unione Sarda)
Turismu: su 25% de is prenotatziones tancadas pro sa crisi Sos datos amustrant una diminuida de sos bisitadores in s’ìsula pro neghe de sos costos de su biàgiu. (L’Unione Sarda)
Selargius: blitz de sos Carabinieris pro rifitos tòssicos e machinas furadas Un’operatzione de seguresa at iscobertu discàrrigas abusivas e atividades illegales in su territòriu de sa tzitade metropolitana. (L’Unione Sarda)
Portos de Sardigna: sos datos ufitziales de su mese de abrile Su documentu de s’Autoridade de Sistema Portuale isvelat su tràficu de merces e tzitadinos in sos iscalos sardos. (AdSP Mare di Sardegna)
Eurallumina: istipèndios e traballos ambientales in perìculu pro farta Sos sindacados apròntat sa mobilitatzione pro amparare sos traballadores de s’azienda chi est oramai a su collasso. (Sardinia Post)
Sulcis: sa protesta de sos traballadores torrat in Pratza Casteddu Una manifestatzione noa pro pedire rispostas a sa Regione in subra de sa crisi industriale de su territòriu. (L’Unione Sarda)
Su consulente de sa Regione espertu de sardu in Tzina Una polemica naschet pro su biàgiu de un’espertu in Oriente, tra crìticas de “passerella” e sa defensa cosa sua. (L’Unione Sarda)
Istadu e Regione: iscontru sena fine pro batòrdighi leges Su Guvernu italianu at impugnadu batòrdighi normas regionales, ponende in dificultade s’autonomia e s’amministratzione de s’ìsula. (L’Unione Sarda)
Dermatite bovina: tancados totu sos focolares in Sardigna Sa malàdia de sas bacas est istada binta, sena peruna presèntzia noa de sa patologia in sos allevamentos sardos. (CagliariPad)
Cultura e Sociedade
Sardigna: unu istùdiu isvelat sa formatzione de s’ìsula in Mesozoicu Chircadores ant iscobertu provas geològicas chi amustrant s’evolutzione de sa terra sarda in sos millènnios. (La Nuova Sardegna)
Algoritmos identitàrios: una riflessione in subra de s’identidade sarda Un’anàlisi de su blog Monte Arvu in subra de comente sa tecnologia e sa cultura s’addòbiant. (Monte Arvu)
Istat: sa Ispagna crèschet deghe bortas prus de s’Itàlia Sos datos econòmicos isvelant sa distàntzia tra sa crèsida ispagnola e sas dificultades de su sistema italianu atuale. (La Nuova Sardegna)
Casu marzu e vida longa: sa Sardigna incantat sos Americanos Sa cultura de sa mandigusa e sos segretos de sa vida longa ant atràidu s’atentzione de sos Istados Unidos. (La Nuova Sardegna)
Prima Fiera contadina Terra furriada, organizzata insieme a Museodiffuso.exe, si svolgerà sul lungomare di Sant’antioco il 30-31 Maggio

Immagine: ilmanifesto.it















