Il Presidio Permanente del Popolo Sardo scende in campo per la tutela del territorio comunale di Osilo

Il Presidio Permanente del Popolo Sardo, associazione impegnata nella tutela e salvaguardia dell’ambiente naturale, storico e identitario della Sardegna, il 10 Agosto ha presentato istanza di accesso agli atti relativi al procedimento di Autorizzazione Unica riguardante il progetto di sostituzione e potenziamento della centrale eolica Nulvi- Ploaghe.
Il progetto, promosso dalla ERG Energy Spa, prevede l’installazione di 27 turbine eoliche alte 180 metri, un diametro del rotore fino a 145 metri ,per una potenza totale pari a 122 MW e una produzione complessiva di 335GWh/anno.
«Il progetto, spiega Davide Fadda, Presidente dell’associazione – presenta vizi procedimentali e sostanziali su cui si vuole fare luce: mancati controlli sul rispetto delle normative che disciplinano il repowering, una conferenza di servizio mai realmente indetta, comuni esclusi dall’iter autorizzativo, l’autorizzazione unica al progetto che si forma grazie il silenzio assenso della distratta Regione ».
In particolare, con l’accesso documentale, l’Associazione vuole prendere visione da un lato della evoluzione degli elaborati progettuali prodotti tra il 2025 e 2026, e dall’altro della nota del Servizio del Genio Civile di Sassari per valutare elementi legati al rischio idrogeologico.
«A gennaio del 2026 – continua Fadda – il Sindaco Ligios aveva dichiarato l’illegittima esclusione di Osilo dal processo decisionale mentre .alcuni mesi prima il Genio Civile di Sassari aveva posto un vero e proprio veto sul progetto dichiarando le opere inammissibili. Le pale eoliche, i cavi interrati e le nuove strade per i camion sarebbero passati sopra o troppo vicino al reticolo idrografico e ad aree protette da vincoli rigidissimi».
All’azione del Presidio Permanente del Popolo Sardo si affiancano le diffide alla Regione e al Comune di Osilo notificate da Mauro Pili, Presidente della Regione nel 1999 e nel periodo 2001- 2003, e inerente alla realizzazione di questa imponente centrale eolica.
Gli atti, a cui farà seguito il ricorso straordinario al Capo dello Stato entro il 25 settembre, trovano le basi, più che fondate, sul fatto che l’Autorizzazione Unica al progetto sia un atto contra legem.
L’autorizzazione, che prevede la collocazione a corona sul territorio di Osilo degli altissime turbine e opere di connessione dentro il paesino, è in apparente contrasto con quanto stabilito nel DM del 13 febbraio del 1968. Con il suddetto decreto l’intero territorio di Osilo è stato dichiarato di notevole interesse pubblico ai sensi della L. 1497 del 1939 sia per gli immobili sviluppatisi con innata armonia attorno al Castello Malaspina sia per l’agro comunale che costituisce un ambiente ecologico unitario per l’armonico variare della zona agricola, naturale intatta e pastorale.
La legge 1497 è successivamente confluita nel Codice Urbani, il Codice dei beni culturali e del paesaggio del 2004, e con essa tutti i provvedimenti di vincolo approvati. Non può essere, dunque, escluso quello della Commissione provinciale incaricata nel 1968 di definire i vincoli di tutela del ridente paesino e che stabilì la tutela delle pubbliche vedute che si possono ammirare dall’abitato. (Mauro Pili)
«Colpisce – spiega Davide Fadda – il fatto che, nonostante la suddetta legislazione, l’amministrazione del Comune di Osilo non si sia opposta alla sentenza del TAR Sardegna 346/2026. In base alla sentenza, l’inidoneità di un’area alla realizzazione di impianti FER non equivale mai a un divieto assoluto o aprioristico. L’amministrazione deve compiere una valutazione concreta sulla fattibilità del singolo progetto».
« Ad ogni modo, – conclude il Presidente – il mutato quadro normativo prodotto dalla Corte Costituzionale sull’urbanistica e dal Consiglio di Stato, consente alle regioni, sin dall’origine, la facoltà di individuare aree idonee e non idonee».
La palla è ora di nuovo nelle mani dell’amministrazione del Comune di Osilo a cui, fino al 25 settembre, viene data una nuova possibilità per opporsi allo scempio del proprio territorio dimostrando di non farsi sottomettere da un Governo Regionale le cui decisioni e azioni non lasciano dubbi.
Il fantastico programma che contempla, in accordo con Terna e altri poteri forti, la trasformazione della Sardegna in una piattaforma di produzione di energia per trasportarla dove viene consumata, sostanzialmente da Sud a Nord, non solo dell’Italia, e dove si concentrano la maggior parte dei consumi civili e industriali e che implica una rete che abbia grandi capacità di trasporto (Industria Italiana 2023 – Giacomo Donnini, all’epoca Direttore Grandi all’epoca Direttore Grandi Progetti e Sviluppo Internazionale di Terna).
Immagine: algherolive.it















