Tabula Rasa Blues, contraddizioni di una transizione mal nata  – S’Imprenta, rassegna stampa dalla colonia

de Ivan Monni

Tra Santa Giusta e Arborea tagliano gli alberi per far passare i mezzi con le pale eoliche gigantesche. Qualcuno ha autorizzato. 

Il Grig denuncia il taglio degli alberi, “avevano autorizzato una sfrondatura”, e la modifica delle strade verso Musei.

Il Comitato Sarcidano aveva pubblicato in un post relativo all’area Bessude – scarico di Oristano: “alcune foto di un documento di 78 pagine in cui viene descritto dettagliatamente l’abbattimento di alberi, muretti a secco, strade e rotonde per il trasporto di una sola consegna pale.”

Questo schema dovrà ripetersi per ogni impianto eolico?
Parecchio dell’eolico verrà posizionato sui monti, come faranno a portare le pale sui Sette Fratelli?

Alle ore 14 di martedì 17 giugno, Terna ha terminato di radere al suolo gli alberi dai terreni acquisiti a Selargius. Non si può dire che non ci sia manco un filo d’erba, ma quasi.

Nella stessa mattinata i lavori delle ruspe erano stati improvvisamente bloccati da quattro coraggiosi agricoltori de sa Barracca. I lavori sono cessati, ma la polizia è immediatamente accorsa e ai quattro agricoltori sono stati registrati i documenti

A breve dovrebbe iniziare lo sbancamento, e quello sarà il momento in cui potrebbero emergere rilievi archeologici. La zona era già stata segnalata come archeologica dallo studioso Carlo Desogus, ed alcuni reperti trovati proprio su quei terreni erano stati consegnati al sindaco. Per la sovrintendenza non erano rilievi sufficienti per bloccare i lavori.

La resistenza continua sotto varie forme. Martedì sera, a Maracalagonis, un gruppo di cittadini di Mara e di Selargius ha presidiato il consiglio comunale (che ha deliberato contro le 17 pale sui Sette Fratelli, ma ha glissato sul Tyrrhenian Link). Il comitato No Tyrrhenian Link venerdì ha manifestato a Quartu Sant’Elena, mentre a Guspini è nato un nuovo comitato, con al suo interno l’ADES, tra i primi di questa ondata speculativa ad opporsi già da febbraio 2022. Organizza una manifestazione alle 9,30 di oggi.
Il 22 (stasera) Su entu nostu, il Comitato di Sanluri, organizza l’evento “La transizione energetica deve servire, non deve asservire”. A Serri c’è consiglio comunale aperto per discutere dell’impianto eolico a poche centinaia di metri dal santuario nuragico.

Nell’articolo di due settimane fa riportavo una breve storia triste e mi chiedevo dove fossero gli intellettuali.
In realtà immediatamente dopo abbiamo ricevuto la lettera dei prof. Ugas e Zucca, due gocce in un mare, mentre Maria Antonietta Mongiu si era già schierata con il Comitato Insularità con la sua proposta.

Il resto è tabula rasa. Gli intellettuali difendono l’orticello del vecchio sistema di potere italiano del centrodestra e campolargo, ed è ovvio che l’evento di Saccargia ha infastidito più di una persona.

Todde e Solinas sono due facce della stessa medaglia, due facce dello stesso colonialismo italiano. Gli intellettuali sono organici a questo schema, intrappolati nella ragnatela degli schemi italiani. 

Il giornalista Guerrini (osservatorio 5739) riduce la protesta ad un “happening musicale”, si schiera in difesa della Todde, ritenendo che altrettanta contestazione non era stata rivolta contro Solinas. In realtà I Comitati hanno manifestato contro Solinas sotto la regione, più di una volta e la prima proposta di moratoria era stata richiesta proprio al presidente “sardista”.

Il giornalista Biolchini nasconde il suo attacco dietro a delle domande, su cui avrebbe potuto trovare facilmente risposta nei vari documenti del coordinamento. C’è modo e modo di porle, a partire dal titolo e il richiamo all’isteria, o alla critica ai “professionisti della protesta” (cento volte migliori dei professionisti del divano) per continuare con l’inutile tentativo, da novello questore, di sminuire Saccargia, minimizzando la partecipazione. Probabilmente Saccargia, in quanto simbolo di questa resistenza, vale più di Pratobello, se non altro perché resiste al logorio di oltre un anno e mezzo di battaglie e coinvolge l’intera isola, non solo un paese. Il resto dipenderà dall’esito di questa lotta.

La Nuova Sardegna, il giorno dopo la manifestazione, non apre con Saccargia, e la questione diventa un caso politico mediatico. Tutto alquanto imbarazzante.

Sardinia post, presa in affitto dal gruppo Nuova Sardegna, sterilizzata e ridotta a guida turistica, non pubblica nemmeno la notizia.

E poi c’è l’Unione Sarda. L’apparato di potere sardo per eccellenza, che comprende Radiolina, Videolina e Sardegna1, da qualche anno è schierata sul fronte anticoloniale, non solo sull’energia, ma anche su basi militari, scorie nucleari, rifiuti dal continente in genere, che hanno fatto della Sardegna una grande pattumiera d’Italia. Bene!

Mauro Pili è l’artefice della svolta, ma occorre capire perché l’Unione avesse tanta necessità di Pili, fino ad invertire la linea storica schierata dalla parte del sistema coloniale.
Zuncheddu si muove per tornaconto, questo inverno sembrava dovesse candidarsi alla guida del centrodestra, ma non se ne è fatto nulla.

Guerrini sostiene che le motivazioni sono legate al metanodotto, e Todde nella sua strana intervista rilasciata martedì, accusa genericamente i Comitati sul perché si protesta sulle rinnovabili e non sul metano. L’intervista non è comprensibile, i comitati sono schierati contro il metano. Occorre un’altra chiave di lettura, perché si rivolge a suocera (i Comitati, che hanno preso posizione contro il metano) affinché nuora intenda (Zuncheddu/Pili, che sono favorevoli).

Attacco che non è esente da contraddizioni, dato che i Comitati hanno parlato spesso di metano, anche nel comunicato che le è risultato indigesto, e infine in questo di ieri, che allarga le richieste perfino sul destino delle fabbriche Portovesme e Saras.
Inoltre, Todde, nel suo rinomato curriculum, esibisce di aver “lavorato alla norma che ha consentito il DCPM Sardegna per l’arrivo del gas regolato in Sardegna.” 

Todde finora non ha sciolto i nodi principali, cioè:
quanti gwp di FER ha in mente di installare? Non l’ha mai dichiarato, dunque valgono quelli in approvazione, oltre 50 gwp!
intende installare il fotovoltaico nei tetti e favorire le comunità energetiche? Anche su questo non si è pronunciata. Le interviste polemiche sono inutili, se non scioglie questi nodi chiave.

Le domande dei comitati sono chiarissime, delle risposte non c’è traccia.

Altra partita (economica) in gioco tra Zuncheddu -Todde (Unione – Nuova) è l’affare F2i e la contrarietà dell’Unione alla privatizzazione degli aeroporti, con quello che ruota attorno (realizzazione di strutture commerciali e ricettive), riconducibile alla lotta tra Zuncheddu e De Pascale (azionista de la Nuova Sardegna). Su questo, qualche mese fa, Zuncheddu aveva minacciato Todde, nemmeno tanto velatamente, perché si era detta favorevole alla privatizzazione. 

L’evento di Saccargia, lo ricordiamo, è stato organizzato dal coordinamento regionale dei Comitati, la logistica curata dai comitati Anglona, Gallura, Meilogu, Nurra.
L’Unione Sarda arriva per sostenerlo, ed ha fatto comodo perché meritoriamente ha dato rilevanza e garantito copertura a tanti telespettatori e radioascoltatori. Insomma, la posizione dell’Unione sulla speculazione, in questo momento, collima con quella dei Comitati, ma questi ultimi, certamente, rimangono indipendenti e schivano il cappello.

In questo senso va letta la netta risposta del coordinamento dei comitati, che pongono a Todde la domanda sul metano, e su quale direzione vuole dare il governo sardo alla “transizione”, che deve escludere il gas per non essere ossimoro.

Questa è la fase più delicata per i comitati, in cui è necessario passare dalla protesta all’efficacia politica, senza compromessi al ribasso, ma senza far chiudere le porte della trattativa: il sentiero è molto stretto.

Àteras novas de sa chida

L’altra notizia della settimana è l’autonomia differenziata, approvata dal parlamento. L’argomento principale esposto dagli oppositori è la spaccatura dell’Italia, qualsiasi cosa voglia dire, in un contesto a due velocità sotto tanti punti di vista, in cui le differenze di PIL/abitante dall’unità d’Italia in poi sono aumentate drasticamente.

Ecco, se insieme alle finanze, il nord si prendesse la sua quota di rinnovabili non sarebbe neanche tanto male. Invece scarica sul sud e sulla Sardegna le sue servitù, palesando quella che è stata fin dall’inizio la funzione dell’Italia: uno strumento coloniale del nord sul sud

La Sardegna ha il dovere di chiedere nuovi poteri, magari legati proprio alla questione energetica e paesaggistica (su cui attualmente incombe sempre un “fatti salvi gli interessi dello stato”), sui beni identitari e sulla sovrintendenza, sul fisco (la Valle d’Aosta trattiene il 100% delle sue entrate, la Sardegna il 70%) e la questione didattica della scuola per fare la scuola sarda, ad esempio. È necessario aprire subito con delle proposte, si è aperta una finestra che non rimarrà aperta per troppo tempo. 

Invece i partiti si attaccano su questioni ideologiche, con argomentazioni di retroguardia.

Uno dei drammi sardi, il rendimento scolastico, è una vera e propria emergenza:
Pochi diplomati e alta dispersione: in Sardegna sos zone interne
I presidi sardi: «Appena 25 euro a studente dalla Regione solo spiccioli per l’istruzione»

Incendi. Inferno di fuoco tra Guasila e Guamaggiore: «In cenere 500 ettari, un territorio in ginocchio».

Politica. Primi scricchiolii in maggioranza, i Progressisti chiedono a Todde un cambio di passo su sanità e speculazione. «Subito un vertice di maggioranza»

Rinnovabili Sardegna: sì delle commissioni alla ‘moratoria’

Alessandra Todde: «L‘Einstein Telescope potrà trasformare il territorio, occasione straordinaria per l’isola»

Imàgine de sa chida


Immagine: S’Indipendente su foto dei comitati

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