La crisi idrica attuale colpisce -e in modo pesante- la Nurra

Riceverà i reflui urbani di Sassari e 50 mc al giorno dalle autobotti.
Per i reflui, l’impianto di depurazione sassarese, pronto da dodici anni, viene ora rabberciato per fornire 13 milioni di mc annui (quando sarà) e questo conduce a calcolare 25 milioni di mc/anno di consumo per Sassari, comprese le perdite in rete superiori al 60%. Una rete per la quale non esiste neppure una mappa completa, dunque non è possibile una ricerca ed una riparazione sistematica delle perdite; una rete che eroga comunque ai rubinetti urbani mediamente 35.000 mc al giorno. E per la Nurra, già in ginocchio per i divieti di coltivazione produttiva, ci sono 50 mc/giorno con le autobotti: un settecentesimo del totale, per la stragrande maggioranza del territorio, rispetto a quanto è disponibile per la città murata.
I padroni dell’acqua? Egas, Enas, Abbanoa, in parte Enel, oltre ai sindaci, alla Regione, ai Consorzi, alla Città metropolitana, al residuo della Provincia… E chi più ne ha, più ne metta: tutti soggetti che solo da poco iniziano a parlare fra loro, e per ora con il solo risultati di rattoppare, rabberciare, inseguiti dal tempo, sperando nella pioggia come durante la preistoria… È necessario creare sinergia vera, produrre e aggiornare continuamente la mappa delle reti anche nelle parti capillari, segnare su quella mappa tutti i punti di perdita e di vecchiume, ed indicare con precisione il cronoprogramma per mettere a regime l’erogazione. Ripetiamo, sinergia fra i vari soggetti, tutti provvisti di personale ben pagato, che non si limiti all’episodio e all’emergenza.
Il Comitadu pro sa Nurra era presente all’incontro organizzato dal Comitato Zonale Nurra sul tema della crisi idrica locale. Tra i relatori, il presidente del Consorzio di Bonifica della Nurra, che ha definito ingestibile la situazione, precisando che l’acqua destinata all’agricoltura proviene, attualmente, dal pozzo di Tottubella, dai reflui di Alghero, dal pozzo Sella e Mosca, dalla diga Surigheddu e dai reflui di Sassari (in parte persi per strada e – aggiungiamo noi – non idonei in quanto trattati in un depuratore rabberciato).
La disponibilità non è sufficiente a coprire il fabbisogno del territorio, che si aggira intorno ai 30 milioni di mc a stagione.
L’amministratore dell’Ente Acque della Sardegna (ENAS) ha chiarito che vengono portati avanti i lavori sulla condotta Coghinas 1 e che la condotta Coghinas 2 sta diventando impossibile da riparare: il rischio è che “esploda completamente”, obbligando a eseguire lavori di 30 giorni, con restrizioni idriche della stessa durata.
L’ing. Soriga ha precisato che le opere di riparazione riguardano soltanto alcuni tratti. Un lavoro completo avrebbe il costo di 400 milioni di euro, ma le risorse a disposizione sono circa 1/6 (in arrivo altri 27 milioni nel 2026). Ha ricordato che il Cuga è senz’acqua e che, al momento, Enas non può fare di più.
Il sindaco di Alghero non ha escluso la possibilità di un razionamento dell’idropotabile nel mese di settembre, se nel frattempo non dovesse piovere.
Ha evidenziato la necessità di una pianificazione regionale e di forme tempestive di sostegno al reddito.
Dopo gli interventi del sindaco di Olmedo e del presidente del Consiglio della Municipalità della Nurra, che ha portato i saluti del sindaco di Sassari (sì, era assente), la referente del Comitato Zonale ha proposto la creazione di un tavolo di confronto e monitoraggio che, secondo il portavoce di Coldiretti, dovrebbe essere aperto alle associazioni degli agricoltori. Nel ricordare che la Nurra produce eccellenze agricole, ha sottolineato la necessità di garantire ai giovani la possibilità di investire nelle campagne. Ciò, a detta del prof. Farris, intervenuto successivamente, sarà possibile soltanto con una nuova visione dell’agricoltura, attenta agli studi climatici e al cambiamento delle fasce delle colture.
In sala erano presenti 150 persone, forse anche di più. Al microfono, dopo gli interventi dei relatori, qualcuno ha espresso il malcontento generale, qualcun altro ha avanzato la proposta del declassamento del Cuga (con lo stoccaggio dei reflui di Sassari e Alghero) per destinarlo all’agricoltura, e dell’utilizzo delle condotte Coghinas 1 e 2 per l’idropotabile.
Quasi in chiusura, un agricoltore ha fatto presente che Abbanoa ha chiuso i pozzi e ha proposto di raccontare il dramma della Nurra con maggiore fragore. L’invito a portare i trattori nelle piazze è stato accolto con un applauso generale. Un passo per scuotere i decisori politici. Un modo per non chinare la testa di fronte a un’emergenza che, di certo, non è nata ieri. E per cui, stasera, non sono state prospettate soluzioni immediate.
La stagione ce la siamo giocata. Parliamo di acqua. Acqua per l’agricoltura e l’allevamento. Acqua per la vita.
Siamo arrivati a questo punto e la sensazione, forte, è che si tenda a controllare il dissenso, non a gestire la crisi idrica.
Immagine: enelgreenpower















