Centomila pannelli fotovoltaici su Campanedda (Sassari)

Nella frazione di Campanedda, comune di Sassari, la speculazione energetica ha un nome: “AGROPV “un enorme impianto industriale dalla potenza di 61,854 MWp che coprirà irreversibilmente 150 ettari di suolo agricolo con 101,400 pannelli fotovoltaici.
Non è l’unico impianto in questa zona della Nurra, molti altri sono in corsa ma AGROPV Campanedda è il primo ad aver superato i vari step autorizzativi verso la realizzazione.
L’aspetto che scandalizza di più di questa autorizzazione è che non solo trasformerà una realtà agricola in una zona industriale ma si imporrà un impianto agrivoltaico fra le abitazioni della borgata, costringendo gli abitanti di Campanedda a convivere forzatamente tra pannelli fotovoltaici/agrivoltaici, con le note conseguenze che ciò comporta. Un disastro antropologico.
È forse normale che la decantata “transizione energetica per la salvaguardia del pianeta” possa mettere a repentaglio la vita, la salute, l’economia, l’ambiente, l’esistenza di una intera comunità?
A distanza di qualche settimana dalla pubblicazione, il 21/08/2026, del decreto n. 540 che approva l’impianto AGROPV Campanedda, da parte dell’amministrazione comunale di Sassari, non un cenno di diniego, non un dubbio, è stato espresso pubblicamente, neppure da parte del signor Sindaco.
Così come nessun cenno, nessuna presa di posizione pubblica, è stata espressa dalla Municipalità della Nurra, organo preposto alla rappresentanza e tutela del territorio e dei suoi abitanti. Insomma, silenzio assoluto!
Campanedda ha bisogno di aiuto. Tutta la Nurra ha bisogno di aiuto! Noi abitanti di questa enorme regione della Sardegna, un tempo fiore all’occhiello dell’agricoltura isolana, non vogliamo essere seppelliti sotto decine di pannelli, vogliamo continuare a vivere nella tranquillità della campagna; non vogliamo subire inquinamento elettromagnetico da impianti e cavidotti di questa portata; pretendiamo la tutela della nostra salute, delle nostre attività economiche, e del territorio che abitiamo e che madre natura ci ha dato .
A fronte dell’impressionante numero di impianti già esistenti e denunciati in più occasioni e manifestazioni, e di altrettanti in fase di approvazione, chiediamo con fermezza che il comune di Sassari ci tuteli prendendo le distanze dallo scempio in atto, adottando, come tanti sindaci di vari comuni sardi stanno facendo, misure di tutela e salvaguardia e si schieri apertamente contro la devastazione del nostro territorio.
immagine: Bardiania de sa Nurra pro sa Sardinnia















