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Dalle ceneri della Madre Terra – S’Imprenta

S’Imprenta – Rassegna stampa dalla colonia

Come ogni sabato mattina su S’Indipendente

A Punta Molentis germoglia la vegetazione, sulle ceneri del disastro di poche settimane fa. Come araba fenice, la Sardegna vuole rinascere, la generosa  terra sarda non si arrende al primo fuoco. Ne ha passate tante, resiste e si ricrea, nonostante sia continuamente calpestata da losche orme senza scrupoli.


Storia n°.1 – La nuova “Quistione Sarda” diventa vertenza tricolorata.

Il fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la repressione si limitava ad ottenere la loro adesione a parole.
Oggi, al contrario, l’adesione ai modelli imposti dal Centro, è tale e incondizionata. I modelli culturali reali sono rinnegati. L’abiura è compiuta. Si può dunque affermare che la “tolleranza” della ideologia edonistica voluta dal nuovo potere, è la peggiore delle repressioni della storia umana. […]
Per mezzo della televisione, il Centro ha assimilato a sé l’intero paese che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un’opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza.
(Pierpaolo Pasolini, Scritti Corsari)

Il palinsesto televisivo detta l’agenda politica, chi deve trattare le questioni, e con quale enfasi. La TV impone l’argomento su cui dobbiamo concentrarci, in massa, prende il controllo dei nostri pensieri, portandoci a ragionare, a milioni, su temi provenienti dall’alto. 

La TV propone costantemente la scelta tra due posizioni politiche, inducendoci a credere che non esistano alternative, fino ad arrivare al tifo consolidato, che stabilizza il consenso, apparentemente senza via di fuga.

Il resto non esiste, e se esiste è solo disturbo, inutili minoranze che annaspano, resistono ma persistono a sopravvivere.
Come può rinascere la minoranza sarda in queste condizioni?

Certo, Liberu, Sardigna Natzione, Rossomori, ProgReS, iRS, ed altri possono avere fatto enormi errori, tattici, strategici, sono litigiosi, ma sono manchevolezze che vanno dimensionate per quello che sono nel panorama politico: irrilevanti.
Non si tratta di negare le responsabilità, ma di capire che la questione è molto più profonda, forse peggiore di un semplice J’Accuse. La maggior parte delle persone non si è nemmeno accorta della loro esistenza politica, figuriamoci se si è accorta degli errori, percepiti e amplificati solo da chi vive nella bolla del mondo dell’autodeterminazione. 

Il problema principale dell’indipendentismo e delle minoranze politiche in generale, è l’irrilevanza politica e mediatica: per la gente non esistono quei movimenti, e per capirlo è sufficiente andare in un mercatino pubblico e chiedere ad alcune signore se hanno mai sentito i nomi dei partiti: non pervenuti. 

Paradosso della loro esistenza negata, è che le battaglie, oggi condivise dalla maggior parte dei sardi, sono nate da quel mondo lì. Ma non hanno capitalizzato elettoralmente, e questo è un problema da indagare. Da capire perché ad un certo punto la lotta viene normalizzata e portata in campo italianista e coloniale.

Sta succedendo anche ora, sotto i nostri occhi e il nostro naso. Leggete cosa scrive l‘Unione Sarda, a proposito della lotta contro la speculazione che vien spostata a livello italiano, in nome delle fasce (o dei “fasci” per parità di genere) tricolori.

Il linguaggio è neo-centralista:

Arriva da Aquileia – una delle capitali dell’Impero romano – l’appello contro la speculazione energetica”.
«E come il resto d’Italia, lo stesso pericoloso assalto delle rinnovabili», dice il sindaco Emanuele Zorino».
Le fasce tricolori puntano al massimo risultato: «spostare il confronto su scala nazionale può essere la soluzione per provare a risolvere l’emergenza»”

E a seguire parlamentari e consiglieri, inermi e inerti per anni si svegliano improvvisamente.
Dopo la mobilitazione dei sindaci contro l’assalto delle rinnovabiliin Sardegna il sostegno all’iniziativa diventa bipartisan, con il supporto anche di consiglieri regionali e parlamentari più vicini al Governo per portare il caso a Roma.”

È la fine della questione autodeterminazione. La potenza di fuoco dell’Unione Sarda è tale da imprimere il senso e dare nuovi significati alla battaglia, su questo ci sono pochi dubbi, il giornale (online) viene amplificato dai social e dalle chat dei gruppi. 

Come si rompe questo circuito vizioso?
Come si esce dall’irrilevanza politico-mediatica per cambiare realmente la società sarda, evitando i rischi di venire ricondotti all’interno del sistema coloniale? 


Storia n°.2 – La politica orba e sorda

Se dal fuoco e dalle ceneri di Punta Molentis rinasce la natura, dalla cenere dei pannelli fotovoltaici di Viddalba nascono parecchi interrogativi.

Il vento è cambiato, nei social, anni fa queste pratiche erano stigmatizzate dalla popolazione, oggi sono accolte con favore, basta leggere alcuni commenti per farsi un’idea.
Altri commentatori sembrerebbero invece aver già trovato i colpevoli.

Massimiliano Iervolino, sulle pagine di Huffington Post punta il dito contro i Comitati (Hanno creato un clima infame in Sardegna contro le energie rinnovabili).

Il piano statale è quello di fare una transizione dalle multinazionali del fossile alle multinazionali delle rinnovabili.
Non è vera transizione se non lo è anche dal punto di vista economico-sociale, il passaggio deve essere dalle multinazionali del fossile E delle rinnovabili alle comunità energetiche, in modo da generare benefici per la popolazione, passando dal modello dell’energia come merce, a bene comune.

Le comunità energetiche siamo noi, popolazione sarda, che toglie potere alle multinazionali. Se riuscissimo a fare massa critica di fotovoltaici sui tetti e a produrre la nostra energia, pensate a quanti soldi (e potere) potremmo togliere alle multinazionali. Sarebbe una rivoluzione economica, un settore strategico e ricco come l’energia tolto al grande capitale!

La rabbia era tanta, ma era cieca. La politica ascolti e prenda atto. Non è escluso che, se confermato il dolo, i mandanti siano gli stessi oppositori al modello delle comunità energetiche, per favorire il sistema delle multinazionali, chi può negarlo a priori?

Invece la politica ripete lo stesso “errore”, e ignora la raccolta firme sulla legge elettorale.
Scrive Lucia Chessa in un post di aver “ricevuto una nota del Presidente Comandini con la quale si comunicava l’inammissibilità della nostra proposta in quanto non corredata dalle 10.000 firme richieste.

La risposta di Comandini è semplicemente allucinante.
Se come metro per la discussione avessero utilizzato quello del numero di firme richieste, avrebbero dovuto discutere 21 volte la Pratobello24.

Storia n°.3 – Potere obbediente alle multinazionali

Due notizie che vanno lette in ordine cronologico:

  • 8 settembre 2025. Eurallumina, rischio stop a Portovesme: “Rusal non anticipa più i fondi“.
    “La mancata approvazione del decreto energia mette in crisi lo stabilimento di Portovesme, mentre la proprietà russa riduce le spese e i sindacati preparano proteste.”
  • 12 settembre 2025. Firmato Dpcm Mase-Mimit-Mit per addio al carbone in Sardegna.
    “È stato firmato il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

In questo articolo è spiegato benissimo il nuovo decreto, le fasi del passaggio dal carbone… al metano, e il ruolo del Tyrrhenian Link, secondo la visione predatoria.

Certe dinamiche si chiariscono col tempo, l’ordine proviene da Portovesme che richiede energia a basso costo. Devastano il paesaggio sardo per favorire un’azienda che inquina pesantemente il territorio.

Intesu, bona zente?
Bene che il carbone venga chiuso (ma è solo sostituito dal metano), la decisione definitiva non è però stata fatta a beneficio dei sardi; l’ha imposta una multinazionale, decotta, altamente inquinante, altamente energivora, e… russa. Alla faccia delle sanzioni.

La popolazione non viene rappresentata democraticamente in Europa, perché nel collegio con la Sicilia è esclusa (salvo rarissime eccezioni), la legge regionale blocca le minoranze sotto il 10%, le leggi popolari e il referendum cestinati, le manifestazioni democratiche che si concludono con denunce, e questi signori puntano il dito sui comitati che accenderebbero gli animi.

E mentre i sindaci tricolorati “pietivano” lo stop dell’assalto, l’Italia lesta, d’un sol gesto, scattò agli ordini della multinazionale russa.

Sa Cida in 1 Minutu

Sardegna in guerra

Comunicato di A Foras: Al lago Omodeo si continua a sparare.
“Il Centro Addestramento Istruzione Professionale (CAIP) della Polizia di Stato di Abbasanta, infatti, continua a svolgere “esercitazioni di tiro con armi portatili individuali a tiro teso” nel poligono del Lago Omodeo.”

Rwm. Sulcis, Mimit e Confindustria: «Sì agli investimenti di Rwm». Al tavolo non c’è Todde: è polemica. Urso e Porcu: «Accelerare sul piano per creare sviluppo e lavoro». Zedda (FdI): «Niente giunta in presenza al tavolo: forse stavano ballando…».

«Palestina libera»: imbrattata la roccia della Costa Smeralda

Militari israeliani in vacanza in Sardegna? Piantedosi: «Turisti da tutelare come tutti gli obiettivi sensibili». Todde: «Piantedosi non capisce cosa accade a Gaza»

A Foras denuncia che “la polizia di stato ha notificato ad alcunə compagnə, fra cui nostrə attivistə, svariati “fogli di via” dal Comune di Olbia motivandoli con infondate accuse di pericolosità sociale in seguito alla manifestazione del 31 agosto presso l’Aeroporto Costa Smeralda”

Speculazione e ambiente

Mare vietato per le analisi sull’eolico offshore: la protesta ad Alghero. Divieto di transito davanti a Capo Caccia per i rilievi. Regione e Comune promettono battaglia per difendere il paesaggio

«Pronti alle barricate per difendere Capo Caccia», contro il progetto del mega parco eolico offshore “Sardinia NorthWest”.

Sardegna, la Regione finanzia i Comuni che puntano sulle energie rinnovabili: “Soldi alle comunità energetiche”

Al mercato ortofrutticolo di Sestu nasce la Comunità Energetica Rinnovabile

Notti di fuoco e miasmi dalla raffineria, tensione a Sarroch

Politica

Autorità Portuale, intesa Regione-Governo: Bagalà (originario di Gioia Tauro) verso la presidenza

Il Consiglio regionale aumenta gli stipendi dei sindaci di Quartu e Alghero

Elezioni provinciali, al voto il 29 settembre: ecco liste e candidati

Un interessante articolo di Carlo Valdes, “Una casa a Cagliari costa più che a Brescia e Pavia

Liste d’attesa, Todde: «Nel 2025 ci sono state 125mila disdette e oltre 57mila non si sono presentati alle visite»

Piero Comandini lascia la guida del Pd sardo: «Nessuna divisione e leali alla presidente Todde»

Self-determination

Sardegna chiama Sardegna domenica 14 va a congresso, a Sant’Anna (OR), le porte sono aperte a tutte e tutti, non solo agli iscritti

Assemblea Natzionale Sarda, Sardigna Natzione Indipendentzia, Liberu, Repùblica, vanno alla Diada de Catalunya!

Bartolazziere: compendio delle bestialità di un assessore troppo loquace

Questa settimana ritorna il Bartolazziere e sostituisce “le spericolate inchieste della Nuova Sardegna” 

Dopo un lungo silenzio, Rombo di Tuono ha riaperto bocca, ed è subito danno: “I problemi della salute? Bartolazzi: «Invenzioni dei giornalisti» (presa di distanze da parte dei presenti)”

Ricapitolando:
“Sarò il Rombo di Tuono della Sanità”
“arrivo lunedì” (alla seduta di presentazione della giunta era presente in streaming)
“azoto per irrorazione negli acquitrini e nel letame per sconfiggere la lingua blu”
Auguro a tutti un poter risorgere, ma in un posto, in una regione, in un mondo, dove se porti un figlio all’ospedale per una tonsillite ci esce vivo“.
In Sardegna cose da Sudan. Commissari? Non ho nessuno da sistemare
“No a farmaci oncologici per gli ultra ottantenni” (smentita poi come necessità di prevenire le malattie)
I problemi della salute? Bartolazzi: «Invenzioni dei giornalisti» (presa di distanze da parte dei presenti)

… sighit


Immagine: Castedduonline

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