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Fine della Pratobello24 (e una proposta di Class Action) – S’Imprenta

La maggioranza di centro sinistra ha approvato la proposta di legge n.146 “Modifiche alla legge regionale 5 dicembre 2024, n. 20“, parzialmente bocciata dal consiglio di stato, impugnata dal governo: la legge faceva acqua da tutte le parti, ha permesso il fotovoltaico a S’Incantu di Putifigari, e piovono le approvazioni nell’oristanese e nel Medio Campidano. 

Cristina Usai (FdI) ha parlato di una proposta di legge fatta di luci e ombre, sottolineando che il vero problema è il comma 7 bis che, secondo la consigliera, è una “moratoria mascherata”.
Risponde Spanedda: “Nessun blocco. La norma fa chiarezza per evitare interpretazioni restrittive”.

Dunque, la legge prima era troppo restrittiva, nelle sue possibili interpretazioni, ma Fratelli di Italia l’attacca perché è troppo bloccante (“moratoria mascherata”).
Da un lato abbiamo i partiti italiani (destra e sinistra), dall’altra abbiamo il popolo.

Fine della Pratobello24

Con questo titolo rischio la scomunica dei comitati Pratobello (di cui faccio parte), con l’aggravante che, alla fine, ho scelto di non mettere il punto interrogativo.
La politica ha deciso, si va avanti senza l’ascolto dal basso.

A dicembre 2024, nell’articolo “2025 fine della lotta dei comitati?” scrivevo che “È possibile che la legge 20, aree idonee, venga bocciata non nella sua totalità, ma solo nelle parti troppo restrittive per l’eolico.
Non riapriranno il capitolo mettendo in discussione la legge 20 nella sua interezza, per evitare di riaprire dei varchi alla P24. Chi ha passato l’anno aspettando questo momento ha perso tempo, ed è tempo di andare oltre e trovare nuove strade.

La mancata discussione della legge Pratobello24 rimarrà una pagina bellissima nella Storia sarda, ma nerissima per la sinistra “sarda ma anche italiana“, sempre più “italiana di Sardegna“; gli insulti a Todde nascono dall’impotenza di fronte al non ascolto della voce dal basso, concretizzata nelle 210.729 firme.
Abbiamo mille buoni argomenti per prevalere razionalmente, schiacciati dai rapporti di forza

I comitati continuano ad essere operativi, presentano perlopiù obiezioni e osservazioni, denunciano e presentano esposti. I comitati Sarcidano e Gallura hanno trovato la chiave per fermare diversi impianti eolici: la mancanza di studi anemometrici.
Il Presidio Permanente del Popolo Sardo continua con il movimentismo e le manifestazioni in tutta la Sardegna.
Stasera, alle 17,30 ad Alghero il comitato di Alghero e di Gallura propongono un incontro dal titolo “Difendiamo il nostro mare”.

Il comitato di Selargius, in un post, propone una class action da parte dei proprietari che NON sono sotto esproprio, ma confinanti con i terreni in cui verranno realizzate le opere, dentro al nuovo distretto industriale elettrico.

Campagne di Selargius

In mezzo a quei puntini rossi, vivono regolarmente delle persone, che hanno comprato terreno e casa con il mutuo.
Ma attorno stanno costruendo batterie BESS, stazioni, cabine primarie, cavi vari, circondandole.

Saranno costrette ad ammalarsi o a cambiare abitazione, e NON essendo sotto esproprio, ma confinanti, non riceveranno un centesimo. Siccome il valore della casa o del terreno avrà subìto un deprezzamento tendente al 100% (nessuno lo comprerà) saranno costrette a comprare una nuova casa.

In mezzo a quei puntini rossi abitano persone.
La sinistra umanitaria si ricorda del significato di persona? La destra liberale si ricorda del principio di difesa dell’individuo?
Le sacrifichiamo sull’altare di questa “transizione”, a cui ormai non crede più quasi nessuno?

Il comune selargino, su pressione del comitato, nel 2024 aveva commissionato uno studio all’agronomo Asquer sui rischi del solo Tyrrhenian Link, che pur non tenendo conto degli accessori al cavo di Terna, già dimostrava la pericolosità: “Dai vari studi eseguiti emergono i seguenti effetti”, tra le altre cose, “l’eventuale rapporto tra i campi ad alta frequenza o quelli a bassissima frequenza e alcuni tipi di tumori, i disturbi della funzione riproduttiva, alcune malformazioni congenite, l’epilessia, le cefalee ed altri disturbi neurofisiologici (come amnesie o depressioni), disturbi del sistema immunitario, degenerazione del tessuto oculare, l’aumento del rischio dell’insorgenza di effetti negativi in alcuni soggetti come i bambini, le gestanti o gli anziani“.

Una vasta class action sarda, con il sostegno economico e morale di tutti i sardi, potrebbe avere la funzione di deterrente e spaventare volutamente gli investitori.
Attenzione, non una class action che dimostri la pericolosità delle opere (difficilmente dimostrabile anche a posteriori), ma che metta il focus sull’oggettiva perdita del valore commerciale delle case e dei terreni, stimabile da un perito già da ora.


Un articolo del Manifesto denuncia le debolezze del Piano di Terna.
Il recente documento di Terna “Prospettive di sviluppo del sistema energetico 2050” suscita perplessità che non ti aspetti, vista l’autorevolezza di Terna sul tema «della copertura della domanda elettrica»

“Ciò naturalmente peggiora le cose, perché non potendo contare su carichi che si adattano alla generazione, Terna gestisce la variabilità delle rinnovabili ricorrendo alla sola generazione “programmabile”, in cui inserisce anche il nucleare, scelta che merita un chiarimento, visto che allo stesso tempo si dichiara un suo utilizzo quasi costante.”

In pratica, è un’ammissione di debolezza da parte di Terna. Nonostante le batterie e i vari collegamenti, tra cui il Tyrrhenian Link, che teoricamente dovrebbero stabilizzare, di fatto ammettono che non riusciranno comunque nella stabilizzazione. Da qui la necessità di una fonte programmabile come il nucleare.


L’ex direttore dell’Unione Sarda, Antonangelo Liori, pubblica due post sulle srl scatole cinesi delle rinnovabili: uno su Sergio Chiericoni un ingegnere che possiede 98 srl senza alcuna copertura finanziaria, l’altro sulla Sardegna Nulvi 1 srl azienda senza dipendenti, “che possiede 0 euro, proprietà di uno dei soci fondatori della Nexta capital, Società milanese che fattura 0 euro, possiede 0 dipendenti e ha un indebitamento di 27.000 euro, a sua volta collegata ad altre nexta in Lussemburgo e Londra.”
La magistratura che fa? È ovvio che non è normale tutto questo.

Paolo Maninchedda, sul suo blog, pubblica un articolo sul consumo del suolo, in cui la Sardegna “L’incremento biennale è stato di 677 ettari sottratti all’habitat naturale, 384 dei quali per il fotovoltaico. I metri quadri consumati per abitante sono divenuti in Sardegna 4,31, a fronte della media italiana pari a 1,42.”

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Immagine: autonomieeambiente.eu






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