Cento domande rivolte al Potere – S’Imprenta

S’Imprenta – Rassegna stampa dalla colonia
Tutti i sabato mattina su S’Indipendente
La politica sarda attraversa una fase difficilmente decriptabile, ci sono troppe forze e tendenze che turbinano in cento direzioni diverse, in uno scenario impazzito, a cui si aggiunge la repressione poliziesca che reprime i manifestanti, tacciati di terrorismo.
Todde, anatra zoppa, tenuta in piedi volutamente perché debole ha concluso il suo ciclo propulsivo, se mai è iniziato (sentenza aggiornata al 27 febbraio).
Ha bloccato lo spazio alla legge popolare in favore di un’altra colabrodo, che regola le aree in cui si può speculare: ma è anch’essa zoppa come la governatrice.
Le sentenze che pendono e che arriveranno lasceranno tutto com’è ora, una legge e una governatrice deboli e instabili, per rendere la Sardegna depredabile?
È questo il finale già scritto?
L’industria autoctona sarda al collasso, il pecorino sotto attacco, la crisi delle campagne all’ultimo stadio, la dermatite bovina, l’incetta dei terreni agricoli (acquistati a prezzo agricolo) per uso energetico industriale.
Nelle prospettive di sviluppo di Terna per il 2050 viene esplicitata la necessità del nucleare come fonte stabile. È una dichiarazione di fallimento degli studi sui sistemi 100% rinnovabili, e il governo rilancia con determinazione la ripresa del nucleare, in barba ai referendum. Anni fa c’era stata una forte resistenza in Italia, ora la società italiana sembra morta.
I cavi necessari per le interconnessioni, il carbone tenuto in standby, perché non si sa mai che un sommergibile tagliacavi cinese butti giù il sistema elettrico natzionale (sardo), l’arrivo del metano, la Saras che non smetterà di emettere fumi e CO2, la Portovesme, cui Biolchini ne dichiara giustamente l’estrema unzione.
I lavoratori della Portovesme sì, quelli che producono armi alla RWM sì, i lavoratori delle centrali a carbone chi se ne frega, non ne parla nessuno.
Intendiamoci, è giusto chiudere il carbone, ma i lavoratori?
Perché anche i sindacati su questo sono silenti?
Portovesme inquina quanto e più del carbone, con l’aggravante che consuma una quantità enorme di energia, cioè è la causa della CO2 prodotta dal carbone, a cui va aggiunta quella della Saras prodotta dagli idrocarburi.
Trovate un senso a tutto questo?
Io no, se non i guadagni fantastici delle multinazionali che decidono come deve andare il mondo.
Manca una idea di Sardegna, senza uno straccio di idea da contrapporre, che sia coerente negli obiettivi e nella visione. Un piano sociale-industriale, cioè la visione politica economica.
Invece si marcia a vista al tempo delle governanti Todde–Meloni, il duo di donne, destra e sinistra italiana, che governano Sardegna e Italia e che hanno deciso che le multinazionali devono passare e passeranno.
È l’industria che infrange i diritti umani, la salute, l’arte, l’estetica e il bello.
E a noi sono “capitati” Todde, Meloni, Solinas, Truzzu, Cani, Bartolazzi e Desiré Manca come rappresentanti in nostra difesa. Abbiamo anche le ballerine e i saltatori, e il circo è completo.
Tre sono le industrie che muovono questo postcapitalismo: i dati, l’energia e la guerra.
Stiamo costruendo un mondo fragile, tenuto in piedi con uno sputo: non sono contrario all’AI, ma va regolata fortemente. È partita la prima campagna virus orchestrata autonomamente dall’AI Anthropic, che sarebbe collegata all’apparato statale cinese; i server Amazon americani che cadono e bloccano mezzo mondo, il down di Microsoft dello stesso periodo (che ha trascinato giù Poste Italiane), e poi è toccato a Cloudflare, che ha buttato giù parecchi servizi, incluso ChatGPT; una nuvola in Spagna butta giù un paese intero perché la rete elettrica non ha retto la quantità di fotovoltaico oscurata.
Siamo tenuti in piedi dal passaggio di una nuvola, e dipendiamo dalla nuvola (cloud) di proprietà di poche aziende mondiali che controllano i dati.
Secondo un’analisi della Banca centrale europea «Meglio tenere sempre a disposizione 70-100 euro cash per ogni membro della famiglia».
Ma come, non si doveva eliminare il contante?
Cosa sta per succedere al sistema bancario digitale?
O al sistema elettrico?
Chi è fermo al trade off stato-mercato è fermo al dibattito degli anni ’80, in Italia ’90. Le multinazionali sono creazioni dell’uomo esattamente come gli stati, entrambi esercitano un potere enorme sulle persone e sulle comunità, comprimendo e schiacciando chi si oppone alle decisioni apparecchiate sulla tavola del capitalismo assistito. Il trade-off è tra i potenti del mondo e le comunità locali o microregioni.
È errato parlare di Potere, piuttosto di poteri, a volte in contrapposizione tra loro come i politici e giudici che a breve inizieranno la campagna sulle carriere dei magistrati. Ovidio Marras ha vinto giocando con le regole del sistema, dentro il sistema, i bug esistono e bisogna sfruttarli, purché ci sia dietro uno studio approfondito su come funziona. Decriptare gli ingranaggi è fondamentale, per difendersi, ciò che non si conosce fa paura.
La rappresentazione di Ovidio Marras è lo stereotipo idealizzato dei sardi, ma non corrisponde al vero, semmai all’opposto, i sardi hanno venduto tutto per un piatto di minestra: Ovidio è l’antisardo.
Studiare e capire le falle è fondamentale, ovviamente la società rispetto al mondo cyber è molto più complessa e imprevedibile e dall’altro è molto più naïf, dato che bastano poche parole d’ordine, pronunciate con determinazione anche dal più ignorante dei politici, che arrivano alla pancia, per conquistare le “masse”.
La società sarda ha maturato gli anticorpi per rigettare questo virus rappresentato dai partiti italiani, maggioranza colpevole e opposizione silente e consenziente?
I comitati Pratobello invitano all’adesione alla manifestazione del 28 novembre, contro tutte le forme di sfruttamento coloniale.

Michele Zuddas rilancia un terzo polo, la necessità è emergente, e ciclicamente riparte la chiamata che nasca dal confronto dei comitati, dei movimenti indipendentisti e dell’autodeterminazione, del movimento dei pastori e del mondo dell’agricoltura sotto attacco, dai pescatori, del mondo del turismo e della cultura.
Il coordinamento di Gallura ed il comitato di Alghero hanno presentato un’assemblea informativa tecnica e partecipata.
L’offshore negli alti fondali, come si ancora?
Il peso delle catene è maggiore di quello delle piattaforme che sostengono le pale e le trascina verso il fondo?
Devono cercare le secche, cioè i punti più bassi, che sono anche quelli dove i pescatori trovano il sostentamento?
Le ancore arano i fondali, mosse dalle onde?
Stesso discorso al sud, nelle acque di Carloforte, dove l’offshore sarà installato sulla rotta dei tonni. Buttano giù l’economia di una comunità che si autosostiene da secoli con la pesca? Segnerà la fine e lo spopolamento di Carloforte?
È possibile lasciare distruggere una comunità in questo modo?
Il coordinamento di Gallura ha lanciato la campagna di partecipazione contro l’impianto Eolia, con l’obiettivo di coinvolgere attivamente la popolazione nei processi autorizzativi per presentare le osservazioni al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), entro il 6 dicembre.
Il Presidio Permanente del Popolo Sardo, dopo le proteste di Carloforte e dei pescatori di Siniscola, ha svolto un’assemblea ad Iglesias.
Il nuovo DL energia, denuncia il comitato del Sarcidano, destinerebbe 10.000 ettari di terreno agricolo, invece che sui tetti. A questi vanno aggiunti batterie, stazioni, cabine, espropri e servitù di passaggio dei cavi.
Ma la politica non ascolta: il comune di Assemini fornisce parere favorevole ad un impianto di batterie da 40 MW di potenza e di 320 MW di accumulo presentato da ENI Plenitude Storage Italy srl.
A Selargius, la partita del Tyrrhenian Link è persa, ma si possono bloccare gli accessori, tre impianti di batterie BESS concentrati in un fazzoletto di terra, di fianco alle future stazioni: siamo alla follia completa.
In quel lembo di terra vivono delle persone, incastrate tra la scelta di un possibile pericolo per la salute e l’impossibilità di vendere casa, dato che nessuno deciderebbe di andare a vivere lì. Il valore delle case e dei terreni tenderà allo zero, la perdita economica di chi vive di fianco alle servitù, ma non è sotto esproprio (dunque non riceverà nulla) è quantificabile già da ora.
Sono persone “sacrificabili” (l’hanno detto a Radio X, Extralive), in nome della “transizione”?
È possibile una class action tra tutti i proprietari terrieri e di immobili sardi che confinano con gli espropri?
Lo strumento legale è quello utilizzato da Ovidio Marras. Ovviamente uno sforzo simile deve essere sostenuto dalla popolazione: una nuova Pratobello legale-popolare (ma con un altro nome, “Paradura”? “Agiudu Torrau”?), partecipata economicamente e politicamente da tutti i sardi, in cui la causa riguarda, non i possibili futuri rischi della salute (difficili da dimostrare in tribunale), ma la perdita del valore degli immobili e dei terreni, quantificabile già da oggi da un perito.
Le persone e le comunità devono difendersi dalla potenza di fuoco delle multinazionali predatorie e dello stato italiano.
Servitù militari
Gruppo anarco-insurrezionalista, inchiesta dell’Antiterrorismo a Cagliari: 10 indagati.
Scrive l’Unione Sarda: “L’organizzazione sarebbe attiva nel capoluogo e in tutta l’Isola: in tutto 36 sotto accusa per violenze durante le manifestazioni antimilitariste. Nel mirino l’Officina Autogestita Kasteddu.”
Lo stato italiano non ammette la protesta. Chi manifesta, chi si difende piantando semplicemente ulivi, chi dissente in qualche modo, viene trasformato in un terrorista e colpito nei punti dove è possibile fare male: una denuncia che sporchi la fedina penale, facendogli perdere il lavoro, complicando l’esistenza per far cedere alla stanchezza e alla rassegnazione.
Esercitazioni a Quirra, il Procuratore: «Sì ai risarcimenti».
“Decine di morti sospette fra civili e militari per gravi patologie legate alle sostanze impiegate: la richiesta dell’accusa nel processo d’appello sul Poligono.
Il processo di primo grado si era chiuso al Tribunale di Lanusei quattro anni fa con l’assoluzione («Perché il fatto non sussiste») di tutti gli otto imputati. Ieri sono comparsi davanti alla Corte, presieduta per l’occasione dal giudice Giovanni Lavena, i comandanti del poligono che si sono susseguiti dal 2004 al 2010: Fabio Molteni, Alessio Cecchetti, Roberto Quattrociocchi, Valter Mauloni, Carlo Landi e Paolo Ricci, assieme ai comandanti del distaccamento dell’Aeronautica di Capo San Lorenzo: Gianfranco Fois e Francesco Fulvio Ragazzon. A difenderli c’erano gli avvocati Leonardo Filippi, Andrea Chelo, Francesco e Pierfrancesco Caput, oltre all’avvocato dello Stato, Giandomenico Tenaglia.” (Unione Sarda)
«Decisioni sulle aree militari competenza esclusiva dello Stato»: è polemica. La Regione: «Inaccettabile»
Un mondo di plastica
A Selargius non ritirano la plastica, gli impianti sono saturi, non conviene più smaltire.
Secondo l’articolo, la concorrenza a basso costo prodotta dalla Cina avrebbe fatto crollare il prezzo e non conviene più riciclare, per cui Selargius rimane coi sacchi pieni. Andiamo verso la sovrapproduzione della plastica, anziché ridurne il consumo, di varie confezioni alimentari, vaschette, bottiglie?
Da un lato impongono politiche “ambientali”, dall’altro producono una merce che si può produrre riciclando. Tutto normale?
Non esiste una logica se non i guadagni di stati e multinazionali, dal punto di vista dello spreco di risorse la sovrapproduzione non è la soluzione più efficiente.
Ai e Sardegna
Da evidenziare questa settimana anche la notizia che la Sardegna, secondo Todde, si candida per essere leader nell’AI, e questo non può che far emergere un contatto con il suo ex concorrente alla candidatura a presidente: Soru. L’inventore di Tiscali, con la compagnia Istella sta lanciando un modello linguistico che ambisce ad essere leader in Italia.
Sa cida in 1 Minutu
Ambiente e energia
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Politica e affari
Rapporto Stato-Regione: tra conflitto e esigenza di coordinamento. Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Roberto Calderoli, ha deciso di impugnare la legge della Regione Sardegna numero 24 del 11 settembre 2025, recante Assestamento di bilancio 2025-2027 e variazioni di bilancio
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Vertenza entrate, la Regione incontra Giorgetti: “Passi avanti verso accordo”
La presidente Todde all’Ordine degli Architetti a Nuoro: “Progettare oggi significa proteggere la Sardegna che verrà”.
Vadano a studiare le opere di Simon Mossa, è già tutto codificato.
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Immagine: gqitalia.it















