Speculazione, Nucleare, Basi Militari: attacco alla Sardegna, in nome del tricolore – S’Imprenta

S’Imprenta – Rassegna stampa dalla colonia
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La resistenza sarda mette insieme le varie vertenze, proprio mentre lo stato italiano cala una triplete di servitù in Sardegna:
- è possibile una centrale nucleare vicino a Cagliari
- sulle basi militari una proposta esautora la Sardegna dei poteri ambientali
- il decreto energia sulle rinnovabili toglie i poteri alle regioni
Nucleare, possibile una centrale vicino a Cagliari
Non solo esiste il pericolo scorie, lo stato inserisce Cagliari tra le città in cui installare il nucleare.
La mappa stilata da Gauss Fusion, società europea nata per la realizzazione dell’impianto di nuova generazione: in Italia in tutto 22 cluster.

L’assessore Cani si dice “pronto a valutare”, è semmai seccato per aver appreso la notizia da una azienda privata.
È una sciocchezza, sia perché andiamo verso una sovrapproduzione energetica enorme, già con le sole rinnovabili, con il metano e con la Sarlux, e i cavi non basterebbero per trasportare il surplus, sia perché c’è stato un referendum in Sardegna contro il nucleare, vinto con percentuali bulgare.
C’era stato il referendum anche in Italia, vinto, ma da quelle parti la resistenza è silente, almeno sui media.
Il comitato NoNucle-NoScorie da anni tiene alta la guardia, è strutturato e avrà il sostegno dei comitati contro la speculazione energetica, e dei sardi.
Servitù militari, proposta Fdi: stop a leggi regionali ambientali, decide lo Stato
«Esigenze militari prioritarie, stop alle norme ambientali della Regione sui poligoni»: ecco lo scopo della legge in Parlamento.
Scrive l’Unione Sarda, “I dettagli del testo portato in commissione Difesa da una deputata di Fratelli d’Italia che vuole eliminare tutte le competenze degli enti locali sulle aree addestrative: «Ogni proposta sul tema deve essere approvata dallo Stato maggiore». E spunta la classificazione “industriale”.
L’obiettivo è quello di bloccare l’applicazione delle leggi regionali ambientali nelle zone con basi e poligoni, se incompatibili con la sicurezza nazionale: a rischio bonifiche e prospettive di sviluppo dei territori.”
Oltre il 60% delle servitù militari sta in Sardegna, dunque si può definire un provvedimento specifico contro l’isola, verso cui Fratelli d’Italia mostra tutta la sua ferocia e pericolosità.
Crosetto propone un ritorno alla leva militare.
Pensare alla guerra nel 2025 combattuta da non professionisti è una barzelletta paragonabile a quella delle chat delle mamme delle reclute, che circola sui social. Semmai la proposta, ha un sapore più “rieducativo”, per “raddrizzare” le nuove generazioni all’ordine, alla disciplina e al servizio verso il tricolore.
Per farci digerire queste posizioni militariste, propongono una marcia della Brigata Sassari per i suoi primi 110 anni, con sventolio di tricolore, a ritmo sincopato di “pro s’onore de s’italia e de Sardigna”.
Decreto energia, esautorata la Sardegna: o Pratobello24, o dimissioni
Infine, il decreto energia che toglie qualsiasi potere alle regioni in merito alla decisione sulle aree idonee.
Un articolo del Gruppo di intervento giuridico spiega nel dettaglio i punti del decreto.
Todde lancia la sua battaglia contro il decreto energia («Umilia le regioni autonome come la Sardegna») che ci esautora dei nostri poteri, e ne fa una questione autonomistica, annunciando un ricorso alla corte costituzionale. Ma non è credibile. Fintantoché non approverà la Pratobello24 combatte con armi spuntate. Dunque le sue sono parole al vento.
Ribadiamo ancora una volta il fatto che la Pratobello24 non è al riparo da impugnative, ma ha il forte sostegno dalla popolazione sarda.
La Pratobello24 è uno strumento di scontro con lo stato, il sostegno popolare è la sua vera forza, sul piano meramente legale non abbiamo nessuna speranza, di fronte alla montagna di soldi in ballo.
La verità è che Todde (=Gasparetti) è devota alla tattica, ma non alla strategia, perché manca di visione, si limita a seguire le parole d’ordine mainstream della sua parte politica italica, per cui si trova nella contraddizione in cui si straccia le vesti per lo scippo dell’autonomia sarda, dopo aver guidato il fronte contro l’autonomia differenziata del nord.
Stessa contraddizione è in capo a Calderoli, alla Lega e al governo italiano.
In tutto questo la destra sarda tace silente e acconsente allo scippo della destra italiana.
È una lotta tra bande tricolorate, che decidono sulla pelle dei sardi, e di cui bisogna disfarsi al più presto.
È ovvio che serva uno scatto popolare, una spinta a Todde verso la Pratobello, o verso le dimissioni.
La manifestazione di ieri 28 novembre è solo un assaggio di quello che bolle nella pentola della società sarda: le vertenze si stanno unendo: servitù militari, RWM, nucleare, speculazione energetica, 41-bis, pecorino, dermatite bovina. I vari comitati e movimenti non compromessi vanno verso un fronte di convergenza comune.
Alla manifestazione hanno aderito anche i comitati Pratobello24.



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