Avviato il piano di metanizzazione della Sardegna, l’ennesimo scempio per la nostra isola

Con la pubblicazione dell’avviso pubblico di avvio del procedimento di imposizione di servitù e occupazione temporanea si è entrati nella fase operativa della metanizzazione del tratto centro-sud della Sardegna.
Appare persino superfluo affermare che momento peggiore non si poteva scegliere per dare corpo a un progetto a dir poco scellerato e fuori dalla storia, quando i conflitti in Ucraina e in Iran con la chiusura dello stretto di Hormuz, suggerirebbero scelte esattamente opposte, ovvero investimenti utili a ridurre i consumi energetici e soprattutto liberarci dalle dipendenze energetiche esterne.
Stavolta, però, a differenza di quanto accade con la speculazione energetica rinnovabile, in cui si assiste ad un continuo scaricabarile tra maggioranza e opposizione, questo ennesimo assalto alla Sardegna viene condotto con il consenso bipartisan e il beneplacito dei sindacati confederali. Soprattutto, è un progetto fortemente voluto dalla maggioranza al governo della Sardegna che, nella persona della Todde e del PD, ha sempre dichiarato la precisa volontà di realizzare questa inutile quanto devastante opera. Infatti è del 12 settembre 2025 la firma dell’accordo con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
L’investimento per il solo tratto centro-sud è pari a 1,45 miliardi di euro e l’infrastruttura, sulla carta, dovrà servire fondamentalmente ad alimentare la raffineria di bauxite Eurallumina di Portovesme, la quale assorbirebbe da sola 363 milioni di metri cubi dei 612 previsti. E, di questi, appena una cinquantina sarebbero destinati al civile e al terziario.
Interessante osservare lo scenario nel quale si sta avviando la realizzazione dell’opera che vede l’Eurallumina in forte crisi, con il blocco dei conti e delle azioni legato alle sanzioni contro la russa Rusal, e le difficoltà crescenti, a causa dei conflitti di cui sopra, nell’approvvigionamento di combustibili fossili, tra i quali anche il metano, con i prezzi fuori controllo e comunque destinati a crescere nel corso del tempo.
Alla luce del piano di installazione di oltre 6 GW di rinnovabili al 2030 – con annessi impianti di accumulo e relative infrastrutture – e l’uscita dal carbone prorogata al 2038, bisognerebbe capire a chi giova questo ammontare di impianti. Mentre è invece, e come sempre, abbastanza chiaro chi ne pagherà il conto.
In questo quadro, la Sardegna appare destinata a mantenere ancora per lungo tempo il record di emissioni pro capite, pari a quasi il doppio della media italiana con 11,84 tonnellate di CO₂ contro 6,96. E ciò non certo per responsabilità dei singoli cittadini quanto per la presenza delle 2 centrali a carbone di Fiumesanto e Portoscuso – le uniche ancora attive in Italia – e della centrale Saras di Sarroch – mai messa in discussione da alcun piano di transizione o decarbonizzazione che dir si voglia – rappresentanti il vero tappo al pieno sfruttamento degli impianti rinnovabili già attivi. La centrale Saras da sola soddisfa quasi il 50% del fabbisogno elettrico sardo e, secondo alcuni calcoli, sarebbe responsabile dell’emissione di oltre 5 milioni di tonnellate di CO₂, ovvero oltre un terzo delle emissioni totali dell’isola, pari a circa 15 milioni di tonnellate.
Questo piano di metanizzazione non ha niente a che fare con la transizione ecologica e men che meno con la decarbonizzazione. Ancora una volta si curano interessi di parte, sperperando soldi in opere inutili e dei cui costi economici, ambientali, sanitari occupazionali e sociali, come di consueto, sarà la collettività a farsene carico.
Ancora una volta una classe politica iniqua ci sta impedendo di puntare a progetti di qualità e indispensabili per creare una migliore prospettiva per noi e per la nostra terra
p.s. L’avviso pubblico di avvio del procedimento con l’elenco delle migliaia di lotti interessati è stato pubblicato il 15 maggio 2026.
Il documento si trova allegato di seguito, e chi possiede dei terreni nei comuni interessati sarebbe bene verificasse se nelle 37 pagine è presente anche il suo.
Le osservazioni potranno essere presentate entro il 14 giugno e saranno valutate in Conferenza dei Servizi.
Devono essere inoltrate alla Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato dell’Industria Servizio energia ed economia verde – Settore strutture e infrastrutture energetiche, autorizzazioni uniche in Via XXIX Novembre 1847, n. 41 , 09123 Cagliari o all’indirizzo PEC industria@pec.regione.sardegna.it, – nonché ai Comuni interessati e per conoscenza a Enura S.p.A. a mezzo PEC enura@pec.snam.it.

Immagine: greenreport.it















