«Sui roghi non colpevolizzare i sardi»: Filosofia de Logu risponde a Marcello Fois

All’indomani della catastrofe che ha incenerito il Montiferru, sulle pagine della Nuova Sardegna è uscito un editoriale di Marcello Fois, intitolato «La brava gente, il cancro dell’isola». Qui lo scrittore nuorese attribuisce la responsabilità dei roghi ai sardi. 

Il collettivo di ricercatori Filosofia de Logu articola una lettura di quella che definisce una «retorica inquisitoria» che «devia costantemente l’attenzione da quello che dovrebbe essere il reale focus della questione, evitando di menzionare i tanti e ormai assodati fattori materiali (su scala regionale e statale) che costituiscono la prova provata delle responsabilità istituzionali dell’annoso e ripetuto disastro degli incendi in Sardegna». 

Di seguito un breve estratto del pensiero di Filosofia de Logu:

E così eccolo all’opera il soggetto autocolonizzato: sempre pronto a colpevolizzare i sardi facendone degli «asini tenaci e mansueti», condannati irrimediabilmente ad un «destino di provincialità diventato endemico», con tutto il corollario di «frustrazione sociale, lagnosità diffusa, impossibilità di assumersi responsabilità pubbliche». Senza rendersi minimamente conto che si tratta esattamente di quegli stessi sardi nei confronti dei quali, invece, quel soggetto autocolonizzato dovrebbe essere solidale e mostrare rispetto. Non fosse altro per il fatto che la maggior parte degli interventi risolutivi nel Montiferru sono stati possibili grazie all’azione collettiva delle persone comuni, di quegli stessi sardi che si sono mobilitati  per salvare il bestiame e prestare soccorso, per salvaguardare alcuni centri abitati rimasti pressoché indenni (come a San Leonardo di Siete Fuentes), e che senza questo intervento collettivo e comunitario, auto-convocato e spontaneo, sarebbero sicuramente andati incontro a ben altra sorte. Quelli che il soggetto autocolonizzato colpevolizza, accusandoli di essere «bravissima gente che sta sperperando il proprio territorio fisico e, con esso, anche quello antropologico», sono in realtà quegli stessi sardi che da tre giorni stanno rimboccandosi le maniche per prestare soccorso agli sfollati, per mettere al riparo il bestiame sopravvissuto, per cercare di procurare foraggio e mangimi, acqua e ogni sorta di bene per le comunità devastate dal fuoco e dalla cenere.

Qui l'articolo completo di Filosofia de Logu.