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A che punto è lo scontro in atto tra Sardegna e Italia? (a Sarroch “disastro ambientale”) – S’Imprenta

S’Imprenta – Rassegna stampa dalla colonia

Tutti i sabato mattina su S’Indipendente

… e qual è lo sbocco politico dello scontro?
Un aspetto fondamentale nei processi di autodeterminazione sono i percorsi, valgono per gli sforzi della popolazione, per la consapevolezza che si imprime quando è maturata dentro la lotta, perché una cosa è spiegarla, altro è viverla. 
Il percorso è la nascita di qualcosa, chiamatelo consenso, chiamatela consapevolezza, chiamatelo risveglio. È nel percorso che si fissano sottopelle le esperienze.

La lotta dei sardi in difesa del territorio, dopo tre anni intensi con comitati nati da Carloforte alla Nurra (l’ultimo nato è nel piccolo paese di Mogorella, dove è previsto un impianto di batterie BESS), si aggiunge a quella storica contro il nucleare, contro le basi e le esercitazioni, la petrolchimica e l‘industria inquinante, quella delle discariche del Parteolla e del Sulcis. 

La questione ambientale, la difesa del paesaggio, sarà la scintilla iniziale che porterà i sardi dentro un percorso di autodeterminazione e di indipendenza?

La signora anziana con il deambulatore, in una caldissima giornata d’agosto 2024, in fila per firmare la Pratobello24 è la rappresentazione simbolica dello sforzo dei sardi per far valere la propria volontà.
Era una via legale e democratica, non è stata nemmeno discussa in consiglio regionale.
Lo sforzo della signora con il deambulatore è stato buttato nel cestino.

D’altro canto, la legge elettorale garantisce il monopolio (non duopolio) alle due coalizioni coloniali italiche.
I presidi chiusi e le manifestazioni democratiche terminate con parecchi denunciati!
Quale arma rimane ai sardi? Ci vogliono spingere verso forme violente?

Non sono d’accordo con chi scrive che il mondo indipendentista è perso solo negli slogan e nelle parole d’ordine inutili. Molte delle battaglie nascono proprio da quel mondo (servitù militari, vertenza entrate, nucleare, petrolchimica, speculazione eolica, storia sarda, lingua sarda, ecc.).
Anzi, possiamo dire che le uniche battaglie sensate in Sardegna vengono dal mondo sardista / indipendentista, il mondo sardo-italiano ha partorito l’insularità in costituzione e altre amenità simili. Semmai non gli viene riconosciuto, perché non ha forza mediatica. Certo è che da almeno un decennio non ha più elaborato nuove battaglie. Probabilmente manca lo studio di nuovi dossier?

Lo scontro tra Sardegna e Italia esiste già anche a livello istituzionale, solo che viene narrato in maniera distorta. I partiti italiani cercano di normalizzarlo e di riportarlo in ottica dialettica destra-sinistra italiana, in modo da creare l’illusione di un’alternanza che non è altro che la ripetizione identica come nel film il giorno della Marmotta, ma senza lieto fine. Occorre anonimizzare questi scontri, senza i nomi delle liste partitiche, per osservare lo scontro centro-periferia in corso, ripulito dalla propaganda.

L’ultimo esempio di prova di forza dello stato è il decreto accelerazione, con cui vengono definite alcune zone di accelerazione per l’installazione delle rinnovabili. Entro il 31 agosto 2025 le regioni devono indicare le zone, in alternativa decide l’italia. Su questo Todde riesce nell’impegno (memore del fiato sul collo dei comitati), a 3 giorni dalla scadenza (prima regione in italia), viene presentato il Piano di individuazione delle zone di accelerazione terrestri, “circoscritte”, scrive la regione, “alla tipologia fotovoltaica. Le zone individuate sono le aree industriali – a partire dalla perimetrazione proposta dal Gestore Servizi Energetici – i siti industriali attrezzati quali zone D, PIP (Piani degli insediamenti produttivi), ZIR (Zone industriali di interesse regionale) non ricompresi nelle perimetrazioni GSE, superfici artificiali e edificate, parcheggi e relative coperture.” Castedduonline titola “e tanti saluti alla legge Pratobello“.
In attesa delle carte, è tutto da verificare.

Esempi di scontri di potere ce ne sono a decine, ad esempio, solo negli ultimi tempi, l’italia ha bloccato la moratoria, azzoppato la legge 20 (siamo in attesa della consulta), l’impianto di batterie BESS Whysol di Selargius approvato senza il consenso della regione, il governo italiano ha impugnato la salva-casa, la norma sarda sui taxi, la legge sul riordino sanità e tante altre.
Sono tutti tentativi della Sardegna di conquistare spazi di autonomia, ma l’italia non concede nulla.

Tra i tentativi centralisti di chiudere spazi di libertà c’è stato il famoso tentativo di riforma costituzionale del 2016 che metteva in discussione i già blandi poteri autonomistici. Per fortuna il referendum fu bocciato con percentuali bulgare. 

Con la vertenza entrate, nel 2006 emerse un mancato trasferimento di quote fiscali dall’italia alla Sardegna, si trovò l’accordo, ma in cambio iniziammo a pagarci la sanità e la continuità territoriale. Sanità e continuità ce le paghiamo, ma le quote del debito vengono costantemente ricontrattualizzate dallo stato, con sconti e dilazioni inconcepibili, tant’è che le vertenze si ripetono, l’ultima risale a febbraio 2025, con cui la regione ha citato lo stato in un ricorso al tribunale civile per mancati introiti di 1,72 miliardi, maturati dal 2010 al 2024.

C’è poi l’ordinanza del governo sardo n. 43/2020, in periodo COVID-19, che prevedeva che i passeggeri in ingresso in Sardegna avrebbero dovuto presentare all’imbarco una certificazione di negatività eseguita entro le 48 ore precedenti. Il governo italiano impugnò il provvedimento dinanzi al TAR della Sardegna, il quale sospese gli articoli principali per conflitto con le competenze statali.
Ci appestarono e ci accusarono di avere appestato.

Gli esempi di scontri su base centrifuga e centripeta sono a decine, ma è una dialettica tutta interna al sistema coloniale, seppur con una visione verticale (centro-periferia) e non orizzontale (destra-sinistra). Occorre imprimere una visione verticale fuori dal sistema coloniale.

Il senso della Lettera all’Indipendentismo di qualche settimana fa, ha origine dalla presa d’atto di un mancato sbocco della protesta del movimento popolare antispeculazione energetica, che ha messo chiaramente a nudo che il territorio sardo è ancora una volta sotto attacco, e il mandante è l’Italia.
Alla radice della blanda difesa della regione ci sono due problemi grossi: 

1. la Sardegna è governata da due coalizioni coloniali che obbediscono a ordini d’oltremare (destra e sinistra, due facce della stessa medaglia); 

2. anche qualora la regione volesse opporsi, la Sardegna non avrebbe poteri, perché prevarrebbe “l’interesse nazionale” (l’art. 3 dello statuto sardo).

Il potere mette la maschera democratica attraverso la manipolazione della narrazione, le clientele e la burocrazia; la società civile può fare passi da gigante, ma alla fine si scontrerà con la vera faccia dura del potere: la legge. Che viene protetta e sanzionata dalla polizia (fino all’antiterrorismo), i magistrati, con denunce, multe, ecc. Insomma, cun “sa giustìtzia” (la versione di giustizia del dominatore).

Non si tratta di chiedere elemosine al potere.
Se Assemblea Costituente deve essere, è necessario che sia popolare ed itinerante, a partire dai luoghi della speculazione, quasi a pisciare per marcare il territorio dove la mano dello stato coloniale ha lasciato il segno.
È su quell’incontro / scontro, punto di confine tra ragioni popolari (la sovranità negata) e legge italiana che occorre dare una spallata e cercare di modificare lo status quo, perché è la società ad essere cambiata. 

Certo, la spallata deve essere molto più corale, molto più forte e deve essere ripetuta, senza lasciarsi abbattere dai fallimenti parziali, che ci saranno senz’altro.
L’esercizio sul ragionamento indipendenza è in ogni caso propedeutico al raggiungimento delle conclusioni che non viviamo dentro uno stato libero.

Alla fine qualsiasi ragionamento indipendentista si scontrerà con la realtà dei fatti: non ci lasceranno andare tanto facilmente e continueranno a demolire il nostro ambiente e la nostra cultura per il loro tornaconto, per cui, in quest’ottica, ammainare i tricolori è un gesto prioritario, significativo, minimalista, ma necessario.

Sarroch, polveri sottili e benzene: chiesti 4 rinvii a giudizio

Scrive l’Unione Sarda: “Secondo la Procura di Cagliari, le torce della raffineria Sarlux di Sarroch – che avrebbero dovuto attivarsi solo in emergenza – sarebbero rimaste in funzione quotidianamente dal 2019 al 2024, diffondendo nell’aria polveri sottili e benzene oltre i limiti di legge. […] Le accuse: disastro ambientale e, in subordine, getto pericoloso di cose; a Corvetto si contesta anche l’ostacolo ai controlli. Parti civili Regione, Comune, ministero e le associazioni Donne Ambiente Sardegna e Sardegna Pulita, il cui esposto avviò le indagini.”

Un bel regalino dei favolosi anni ’60 da parte dell’italia, un esempio di colonialismo, quando Rovatti comprò l’informazione tutta (Nuova Sardegna e Unione Sarda) e il Cagliari Calcio per venderci l’industria in cambio di qualche posto di lavoro.
Lo diciamo sempre a voce bassa, ma una delle rare vittorie sarde, lo scudetto, puzza di petrolio. Il record di CO2 pro-capite prodotto dai sardi proviene da lì (non solo, anche da Portovesme e Fiumesanto), non certo dalle case dei sardi.
Una Assemblea Costituente popolare ed itinerante dovrebbe partire proprio da Sarroch.

Sardegna, un’Isola di vecchi: pochi lavoratori e welfare a rischio

Scrive l’Unione Sarda: “se oggi in Sardegna ci sono 58 persone non attive ogni 100 che lavorano (un dato in linea con la media nazionale), si stima che in un futuro non tanto lontano, nel 2050, il rapporto sarà di uno a uno, e nessun’altra regione d’Italia avrà uno squilibrio così critico tra chi non lavora e chi ha un’occupazione e contribuisce a sostenere lo Stato sociale”, in un contesto di povertà in aumento: l’inflazione e il lavoro povero mettono a rischio 270 mila persone

Ambiente e Speculazione

Mogorella si mobilita contro le centrali al litio: assemblea pubblica il 31 agosto (e il 28 consiglio con il sindaco)

Sardinian Link. Selargius, la maggioranza del sindaco Concu buca due sedute del consiglio comunale e rimanda il dibattito al 16 settembre, cioè 82 giorni dopo l’entrata della pratica in conferenza di servizi. Ma per Vannacci consiglieri e sindaco erano presenti in massa.

Da San Giovanni Suergiu e dall’intero Sulcis s’è levato un fortissimo “NO” al progetto della nuova discarica di rifiuti speciali a Is Urigus

Uta, nuovo assalto al territorio: da parte di Terna un progetto in fase di realizzazione

Vergogna Sardegna! – L’accusa di Fadda: “Il Tyrrhenian Link un disastro ecologico coperto dal silenzio”. Todde tace, i pescatori tremano

Quartu Sant’Elena, anche via della Autonomia Regionale Sarda deturpata dopo i lavori per il Tyrrhenian Link: protestano i cittadini

Maracalagonis, lavori per il Tyrrhenian Link sulla provinciale 15: esposto di Mudu

Il ministero cancella i presidi marini anti-inquinamento a Oristano e Arbatax: appello di Filt Cgil. Ricordiamo che ad Oristano è previsto l’arrivo del gas.

Google scommette sulla Sardegna: apre il primo impianto di batterie a CO₂ a lunga durata

Minicentrale idroelettrica sulla diga del Liscia: produrrà energia pulita

Trasporti e insularità

Trasporti. Nuova continuità territoriale, l’allarme dell’esperto Sandro Usai: “Numeri sovrastimati fino al 45%, rischio tracollo”

Insularità, l’appello dei Riformatori a Meloni e Todde: «Attuare la Costituzione è un dovere di chi governa»

Politica

Autonomia speciale: il Trentino corre, la Sardegna in grande affanno

Sorgia lascia la Lega: “Indifferenti rispetto alla speculazione energetica”

Manifesti anti-Israele a Su Giudeu, il Pm archivia: «Non c’è reato»

Cristian Solinas scrive un post in cui rivendica con alcuni numeri i suoi “successi”, paragonandoli a quelli di Mario Melis. Dimentica di citare il portatile rubato tra i successi, il silenzio assenso alla speculazione e l’intesa per il Tyrrhenian Link.
L’era Solinas resta una grande occasione persa, non ha fatto la scuola sarda, al senato il partito si è fuso con la Lega (il nome era proprio “Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d’Azione”).

I re di Cagliari Giannuzzi è più invisibile di De Pascale. Un bell’articolo di Paolo Maninchedda sul potere dei “re di cagliari”.

Cultura

Sette racconti di Kipling tradotti in sardo da Giuanna Dessì

La storia del Ducato di Mandas riaffiora dagli archivi storici di Toledo

Antonio Gramsci su Le Figaro: «Un gigante del pensiero, le sue idee ci aiutano a capire la nostra società»

Ateras novas de sa cida

Dermatite bovina, decisioni opposte in poche ore: il Tar blocca gli abbattimenti, il Consiglio di Stato li conferma

CPR Macomer. «Tentativi di suicidio, caldo asfissiante, cibo scadente: il dramma del centro migranti di Macomer»

Infiltrazioni mafiose, «Il territorio di Alghero è esposto a una pressione crescente dei gruppi criminali»

Le spericolate inchieste della Nuova Sardegna

“Vacanze in Sardegna finite per Bruno Barbieri: «Mi sono sentito a casa»”. Belen show in ristorante a Porto Cervo: litiga e tira patatine ai ragazzi che la filmano mentre balla.
Grossa delusione questa settimana, niente cinghiali, ma una tigre: Pastore di 43 anni attaccato da una tigre del Bengala: salvato da un bufalo.

Fàulas est arribande

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immagine: algoreducation.com

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