Un patriota sardo innamorato di Parigi costituisce una novità?

Simone Olla, classe 1977, originario di Quartu Sant’Elena dove ha fatto rientro dal 2019, mostra nel suo ultimo romanzo intitolato «Il cinema del disincanto», tutto l’amore e la nostalgia nei confronti di Parigi, serbando tuttavia Quartu come luogo di predilezione «où il fait bon vivre».
L’autore, appassionato di cinema, ha cofondato la Casa lettrice Malicuvata a Bologna e ideato e diretto il Festival d’arte «Passaggi per il bosco».
Ha scritto, prodotto e interpretato un lungometraggio intitolato «La sede di Dio» per la regia di Jerome Walter Gueguen, selezionato al Milano film festival nel 2014, ed è autore di tre romanzi pubblicati con diverse realtà editoriali italiane.
Il suo ultimo lavoro, che vedrà la luce nel febbraio prossimo per la casa editrice Narrazioni clandestine del Gruppo Santelli, ritraccia le esperienze di un sardo a Parigi in cui l’impegno politico, l’amore, i ricordi e la sua visione della vita, si mescolano in maniera impercettibile per dipingerci un affresco personale degli anni del soggiorno nella capitale francese.
Nel romanzo, il protagonista Decimo Cirenaica fa ritorno a Parigi con l’intenzione di realizzare assieme all’amico e regista Tancrède Rike, un film sui «passages» della città.
«Les passages de Paris», stupefacenti gallerie che conservano l’anima antica della capitale francese, ridotti a trenta rispetto ai centocinquanta originari, costituiscono una traccia evidente della Parigi del Secondo Impero.
Alfred de Musset frequentò, ad esempio, la Galerie Véro-Dodat, per ritrovare l’attrice Rachel che vi abitava. Oppure il Museo parigino delle Cere, le Musée Grévin, che deve il nome a un celebre caricaturista, Alfred Grévin costituisce la più grande attrazione del Passage Jouffroy, sito nel nono arrondissement di Parigi. Senza considerare le Galeries de Valois, de Beaujolais e de Montpensier, sorte attorno al Palais Royal, assurte a vero e proprio simbolo dei bazar creati sotto il duca di Orléans e simbolo del libertinaggio e del commercio dell’epoca.
Per ritornare, dunque, all’interrogativo del titolo, un patriota sardo innamorato di Parigi non costituisce una novità, nel senso che già negli anni successivi alla Rivoluzione francese, molti patrioti originari del Regno di Sardegna trovarono nella Parigi dell’epoca rifugio e riparo, legandosi di un amore talmente profondo a Parigi al punto di volervi morire.















