Selargius, la batteria BESS Whysol è stata approvata con illeciti? Alcuni documenti

È noto da anni, Selargius è diventato l’epicentro di una trasformazione industriale senza precedenti, segnata da una massiccia sovrapposizione di progetti energetici che trasformeranno su Giardinu de su Campidanu da agricolo ad industriale. 

La relazione tecnica del Dott. Mario Asquer, commissionata nel 2024 dal comune in occasione del Ricorso straordinario al presidente della repubblica contro il Tyrrhenian Link, evidenzia rischi concreti per la salute di chi nelle campagne ci vive e del bestiame a causa dei campi elettromagnetici.

Alle stazioni e al cavo, occorre aggiungere il Sardinian Link, ma anche diversi impianti di batterie (BESS), tra cui quello della società Whysol, autorizzato nel 2023 per una potenza di 150 MW.

Quest’ultima ha da poco sottoscritto, tramite la controllata Whysol ION Holding, un finanziamento del valore complessivo di 319 milioni di euro, messo a disposizione da banche e istituti finanziari:
Cassa Depositi e Prestiti (CDP), BNP Paribas Italian Branch, Crédit Agricole Corporate & Investment Bank (partner in diverse operazioni con F2i), ING Bank N.V.   – Milan branch, Intesa Sanpaolo – Divisione IMI Corporate & Investment Banking e UniCredit. Intesa Sanpaolo ha ricoperto il ruolo di banca agente, issuing bank e banca depositaria.

L’approvazione senza il consenso della Regione e il passaggio a una “scatola vuota”

L’autorizzazione originaria per l’impianto BESS da 150 MW era stata concessa nel giugno 2023 alla Whysol-E Sviluppo S.r.l., direttamente dal ministero, senza attendere il parere della regione. Ne avevamo scritto tempo fa (Selargius, porta della colonia sarda: nuova servitù con 100 container di batterie al litio, 25 container con sistemi di conversione e 50 trasformatori).

Tuttavia, nel luglio 2025, il Ministero (MASE) ha autorizzato la voltura dalla Whysol alla W Selargius S.r.l..
Dall’analisi delle visure camerali richieste da una attivista, emerge un dato allarmante: la W Selargius S.r.l. è stata costituita l’11 febbraio 2025 e, al momento della voltura, risultava ufficialmente “inattiva” nei registri della Camera di Commercio. 

“In data 24 febbraio 2025 […] si è deliberato un aumento di capitale sociale a pagamento per la società WRH1 riservato a Whysol-E S.r.l. mediante emissione di n. 2.573.713 nuove azioni per complessivi euro 3.277.427,28, a fronte del conferimento delle sue partecipazioni nelle società W Bisaccia S.r.l., W Codrongianos S.r.l., W Copertino S.r.l., W Deliceto S.r.l., W Ozieri S.r.l., W Sassari 01 S.r.l., W Sassari 02 S.r.l. e W Selargius S.r.l.”.

I progetti, inclusi i rischi e le responsabilità, vengono gestiti direttamente da alcune aziende-scatole cinesi, operative anche in altre parti della Sardegna, per cui i territori interessati potrebbero contattarci per maggiori informazioni.

Il capitale sociale della W Selargius S.r.l. è di soli 10.000 euro. L’inadeguatezza del capitale sociale solleva dubbi critici sulla responsabilità civile, ad esempio sulla gestione delle emergenze in caso di fuga termica, in caso di bonifiche ambientali, e per mancanza di garanzie.

Non solo. Il comune di Selargius, interrogato via PEC, ha ammesso che non sono state ancora definite misure di compensazione ambientale per la comunità. In sede di Conferenza di Servizi, la società proponente Whysol aveva formalmente confermato al Comune la propria “disponibilità a definire e concordare misure di compensazione ambientale“. Questo impegno è stato messo a verbale nel Decreto Direttoriale del 2023, ma ancora nulla è stato fatto su questo punto.
Certo bisogna essere dei geni della negoziazione per contrattare le compensazioni dopo che il comune ha dato parere positivo e l’impianto è stato approvato dal ministero. Il potere contrattuale ora è nullo. 

Alcuni attivisti nel mese di settembre 2025 avevano presentato una istanza di autotutela contro questa voltura.

Batterie BESS, incendi e la Terra dei Fuochi

I continui incendi nelle campagne selargine sono stati un campanello di allarme per il paese e l’area metropolitana.
È risaputo che nelle campagne selargine abbondino i rifiuti, che vengono smaltiti con dei roghi. Il problema va avanti da decenni, con smaltimento di intere cataste di pneumatici, inceneritori abusivi organizzati (due sequestrati le scorse settimane), eternit, materassi, lavatrici.

Lo scorso 29 marzo abbiamo chiesto un accesso agli atti al comune di Selargius, relativi a:

1. l’atto di Scissione dell’11/02/2025 (Rep. 12938, Racc. 6647) relativo al passaggio del progetto tra Whysol-E Sviluppo S.r.l. e W Selargius S.r.l.; (il comune ha dichiarato che nessuna comunicazione in merito gli è mai stata trasmessa dalla società)

2. documentazione tecnica completa presentata per l’ottenimento del titolo abilitativo, incluse planimetrie di dettaglio del sito e del cavidotto;

3. atti relativi alla procedura di Variazione Urbanistica (da zona E a zona G) e verifica dell’avvenuto pagamento degli oneri o delle compensazioni ambientali;

4. parere di conformità antincendio del Comando dei Vigili del Fuoco di Cagliari e relativi piani di emergenza per il rischio di “fuga termica” (thermal runaway).

Riguardo al punto 2, il comune ci ha risposto che:

“[…] in relazione al rilascio della documentazione di cui al punto 2, ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. 184/2006, con protocollo in uscita n.18601 del 17/04/2026, è stata inviata la comunicazione alla controinteressata.

Avendo ottenuto risposta dalla società W Selargius s.r.l., a seguito di un primo approfondimento dell’ufficio scrivente, che ha valutato le motivazioni addotte non sufficienti ad impedire l’accesso agli atti a tutta la documentazione tecnica presentata per l’ottenimento del titolo abilitativo, si comunica, l’accoglimento parziale dell’istanza.

La W Selargius si era opposta al rilascio della documentazione tecnica completa, per cui ci è stata rilasciata parzialmente dal comune.
Male non fare, paura non avere, l’opposizione della società ci ha spinto a procedere oltre.

È emerso inoltre che:  

Il Comando dei Vigili del Fuoco di Cagliari ha espresso una valutazione favorevole sul progetto dell’impianto BESS di Selargius in data 1° marzo 2022 (nota prot. n. 0006111), ma tale approvazione è vincolata al rispetto di alcune specifiche prescrizioni tecniche.

In merito alla richiesta specifica sui piani di emergenza per il rischio di fuga termica, il Comune di Selargius ha dichiarato di non detenere tali atti. Per questo motivo, ad aprile 2026, l’ufficio comunale ha inoltrato formalmente la nostra richiesta di accesso agli atti al Comando dei Vigili del Fuoco di Cagliari e agli uffici competenti del Ministero dell’Interno per ottenere un riscontro diretto su questi aspetti tecnici. 
Su questo non abbiamo più avuto risposta dal comune. 

Terreno con tipologia di soprassuolo “altro” o “pascolo”?

Ma andiamo oltre. In data 14 giugno, via PEC abbiamo richiesto al comune il registro degli incendi, cui tutti i comuni sono tenuti ad avere.

Il comune dichiara di non avere tale registro, in quanto la superficie boschiva è pari a zero.
Tuttavia, il registro degli incendi, secondo la legge 353/2000, non lega l’obbligo alla sola presenza di aree boschive.
Scrive il comune: 

“In relazione alla richiesta di Certificazioni o attestazioni relative alla sussistenza di vincoli decennali o quindicennali gravanti sulle particelle catastali Foglio 6 e Foglio 7 di Selargius, con specifico riferimento al divieto di trasformazione urbanistica (da zona E a zona G), tenuto conto di quanto sopra, si aggiunge che nei Certificati di Destinazione Urbanistica rilasciati dal Comune di Selargius per gli immobili percorsi dal fuoco è stata riportata la seguente dicitura: “Il terreno è stato rilevato come un’area percorsa dal fuoco (anno ….) caratterizzata da tipologia soprassuolo: altro”, ossia non “bosco”.” 

Cioè, le batterie BESS sorgeranno su un terreno che è già stato percorso dal fuoco, ma dal comune hanno dato comunque parere favorevole perché la tipologia è “altro”.

Tuttavia, se andiamo a leggere le carte della Relazione di Compatibilità Paesaggistica redatta dalla Whysol stessa, emerge che sono avvenuti tre incendi e che il soprassuolo non è “altro”, ma “pascolo”.

“L’area estesa che contiene l’intervento rientra tra quelle censite dal Corpo Forestale dello Stato, in quanto interessata da eventi negli anni 2009, 2011 e 2016, così come evidenziato nella cartografia consultabile sul Geoportale della Regione Sardegna e riportata nelle Tavolette allegate.”

Nella stessa relazione paesaggistica Whysol c’è scritto che:

“L’art. 10 della Legge 252/2000 prevede, al comma 2 (ndr, è un refuso del documento Whysol, la legge è la 353/2000), che i comuni provvedano, entro novanta giorni dalla data di approvazione del piano regionale, a censire, tramite apposito catasto, i soprassuoli percorsi dal fuoco nell’ultimo quinquennio, con aggiornamento annuale del catasto. Al comma 1 dello stesso articolo, la norma contiene divieti e prescrizioni derivanti dal verificarsi degli incendi boschivi così censiti, con vincoli che limitano l’uso del suolo solo per quelle aree che sono individuate come boscate o destinate a pascolo, con scadenze temporali differenti, ovvero:

-Vincoli quindicennali (15 anni): la destinazione delle zone boscate e dei pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non può essere modificata rispetto a quella preesistente l’incendio per almeno quindici anni. In tali aree è consentita la realizzazione solamente di opere pubbliche che si rendano necessarie per la salvaguardia della pubblica incolumità e dell’ambiente.”

L’approvazione è del 2023, l’incendio del 2011, per cui sono passati appena 12 anni.

Le contraddizioni tra la posizione del comune di Selargius e della Whysol

Secondo la Legge Quadro 353/2000, i pascoli percorsi dal fuoco non possono cambiare destinazione d’uso per almeno quindici anni, e abbiamo visto che sono passati appena 12 anni dall’ultimo incendio.

Ma Comune e Whysol si contraddicono: il Comune nega l’esistenza di boschi, ma non cita i pascoli, per evitare i vincoli della Legge 353/2000. 
Eppure, la società classifica ufficialmente le aree bruciate proprio come “Pascolo” nella sua R08a_RelazionePaesaggistica:

“L’intero impianto in progetto, compreso la SSE elettrica sarà installato in agro di Selargius, nel dettaglio:

“299, seminativo Classe 2 […] e pascolo are 24, ca 71”;

“254, Pascolo Classe 3, are 58, ca 80”;

“253, Pascolo Classe 3, are 21, ca 70”;

“252, Seminativo Classe 1, Pascolo Classe 3, are 27, ca 75”;

“251, Seminativo Classe 1, Pascolo Classe 3, are 27, ca 95”.”

Ricapitolando:

Sebbene la società Whysol, nella sua Relazione Paesaggistica (R08a), classifichi ufficialmente i terreni del sito come “Pascolo Classe 3” e ammetta un incendio nel 2011 su un “piccolo lembo” del sito, questa informazione non è stata usata per bloccare l’iter:

  • Il Ministero (MASE) ha rilasciato l’Autorizzazione Unica nel 2023 basandosi sui pareri favorevoli degli enti locali (nota pec acquisita al prot. MiSE n. 11250 del 12.04.2022 con cui il Comune di Selargius, ha comunicato parere favorevole nel rispetto di prescrizioni, in particolare prescrivendo che la classificazione delle aree in cui ricadono gli interventi (cavidotti esclusi) sia modificata da E a G;).
  • Poiché il Comune non ha mai istituito il Catasto Incendi (ritenendolo inutile data la “superficie boscata zero”), non esisteva un vincolo formale “bloccante” nei registri urbanistici al momento del decreto

Il comune di Selargius ha dato parere favorevole all’impianto, definendo il soprassuolo come “altro“, anziché “pascolo“.
Su questo potrebbero emergere degli illeciti?

Rimane un punto da chiarire: gli impianti BESS sono “opere pubbliche che si rendano necessarie per la salvaguardia della pubblica incolumità e dell’ambiente”?

Gli impianti BESS sono disciplinati dal Decreto-Legge n. 7/2002, che stabilisce che queste opere sono dichiarate di “pubblica utilità, indifferibili e urgenti”, ma siamo lontani dalle deroghe della legge 353/2000, che ammette una deroga ai 15 anni, solo per la “costruzione di opere pubbliche necessarie alla salvaguardia della pubblica incolumità e dell’ambiente“.

In ambito legale-amministrativo, la “pubblica utilità” trasforma automaticamente un impianto privato in un'”opera pubblica” destinata alla “salvaguardia dell’incolumità” nel senso stretto richiesto dalla deroga per i terreni bruciati?

Giovedì 16 luglio, ore 18, nel consiglio comunale di Selargius si parlerà di Pratobello26 e dell’ultimo incendio che ha causato gravi danni ad alcune persone, oltre a 100 ettari andati in fumo.


Immagine di copertina: enel.com immagine rappresentativa

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