La Sardegna tra i popoli nella Ghjurnate internaziunale di Corte del 8-9 agosto 2026

Una delegazione ufficiale di Sardigna Natzione Indipendentzia, come ogni anno da 40 anni, insieme a una delegazione di Repùblica, ha rappresentato l’indipendentismo sardo nel convegno internazionale organizzato da Nazione, movimento indipendentista corso. Insieme agli indipendentisti locali e alle altre delegazioni provenienti dalla Corsica, Catalogna, Sicilia, Bretagna, Guyana, Martinique, Comores-Mayotte, Réunion, Guadalupe, Kabilie, Nova Caledonia- Kanaki, tutte nazioni senza stato accomunate dall’aspirazione all’indipendenza e dall’essere sovrane nei loro territori nazionali.
Un mondo di gente appartenente a popoli distanti tra di loro decina di migliaia di km ma accomunati da un sentire e dialogare comune in un evento eccezionale che gli indipendentisti corsi di Nazione organizzano ormai da 44 anni.
Come un ritorno ad un paese immaginario che ci accomuna ogni anno ci salutiamo come vecchi amici, quasi come paesani, se qualcuno manca chiediamo informazioni e con i nuovi facciamo subito amicizia, l’occasione è l’invito a cena che Nazione offre agli invitati.
Di quanto si impara in queste occasioni si sa poco fuori dagli stretti consessi, non si sa per esempio delle isole di Mayotte e Reunion, territori d’oltremare della Francia e dell’Europa a sud e a nord del Madagascar, poco si sa della Nuova Caledona-Kanaki e degli altri popoli presenti con delegazioni.
Tutte storie diverse ma accomunate dalla volontà di autodeterminazione, di sovranità sui loro territori. Volontà manifestate con determinazione dai delegati e dalle delegate che scambiano tra di loro informazioni, esperienze e proposte. Un arricchimento incredibile, una scuola di cultura, di politica, di lotte comuni e particolari.
Particolare la storia del popolo Mayotta, Sania Assoumani, la cui isola è rivendicata dallo stato delle isole Camore, come particolare quella raccontata dal presidente della Kabilie, Ferhat Mehenni, in esilio in Francia perché condannato a morte dal governo Algerino.
Rilevante la firma di un documento comune, Déclaration de Corte, alle colonie francesi, metropolitane o d’oltre mare, Front Internationale de decolonisation, firmato da Francois Benedetti per la Corsica, Jean Jacob per Guadalupe, Cindy Pollux per Guayane, Qenegei Dimitri per Kanaky, Francis Carole per Marinique, Sania Assoumani per Mayote-Comores, Cedric Famibelle-Frozola per Reunion. Nel documento pur tenendo conto delle differenze tra le diverse nazioni vengono individuati schemi comuni di sottomissione; Sistema economico coloniale e predatore, spoliazione delle terre per speculazioni e profitti esterni, la ripopolazione forzata per renderli minoritari, criminalizzazione dei movimenti indipendentisti, richiamano tutti le carte internazionali sui diritti dei popoli e l’eliminazione del colonialismo e chiedono di iscrivere o reiscrivere le loro nazioni nella lista dei popoli da decolonizzare.
Sardigna Natzione ha scambiato molte idee con tutti e con tutti, ha condiviso pareri, opinioni, proposte e soluzioni per restituire la sovranità ai nostri popoli.
In particolare, Sardigna Natzione si è ritrovata in perfetta assonanza con le problematiche che riguardano il tentativo di cancellazione che i popoli in sudditanza subiscono da parte degli stati che forzatamente li tengono all’interno del loro contesto nazionale.
Si è constatato che anche nei contesti delle delegazioni presenti l’autonomia è una forma di dipendenza la cui ampiezza può essere variata con la sola e unica discrezione dello stato che la concede e che dunque nulla ha di autodeterminazione ma è piuttosto una forma di eterodeterminazione.
Si è concordato sull’importanza della lingua come essenza irrinunciabile per l’essere popolo e come indispensabile baluardo per fermarne la soppressione.
Si è riconosciuta l’importanza del sistema bancario che può essere un pilastro dell’indipendenza economica e sociale, se organico al contesto, e un pilastro della dipendenza se è di tipo coloniale come in Sardegna e in Corsica.
Si è giustamente celebrato il 50enario del FLNC, fronte armato corso nel quale tanti giovani corsi hanno perso la vita o sono tuttora incarcerati per aver difeso la loro terra, la loro gente e il diritto del popolo corso a decidere sul proprio destino.
Un diritto di autodecisione che in Corsica è messo in serio pericolo per l’alterazione del corpo elettorale corso, con l’arrivo di 5000 francesi all’anno, principalmente di residenti di seconde case.
La delegazione sarda ha portato nel dibattito una sintesi sullo stato della Sardegna data alla mano, dallo stato italiano, a speculatori di ogni tipo che rubano ai sardi la terra, l’energia e la dignità, e supportano l’azione di un sistema esogeno che con i propri nani politici governa la Sardegna impedendo qualsiasi forma di autosviluppo autopropulsivo e blindano la rappresentanza politica con leggi elettorali da apartheid.
La delegazione sarda ha anche incoraggiato gli indipendentisti di Nazione nella loro resistenza al tentativo di ridurre il popolo corso allo stato di francesi isolani, alla francesizzazione accettata, per una evanescente forma di autonomia promessa con il trattato di Beauvau, che altri indipendentisti hanno purtroppo già accettato.
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Immagine: https://www.facebook.com/Ghjurnate















