AI Factory a Nuraxi Figus

La responsabilità verso il Creato e il disarmo dell’AI per la custodia della persona umana 

Di recente le pagine dei nostri quotidiani hanno riportato la notizia riguardante il progetto di riconversione industriale della ex miniera di Monte Sinni, Nuraxi Figus (Sulcis – Iglesiente) e la relativa querelle in ambito politico.

Il progetto Digital Vault Sulcis, promosso dalla Energy Vault Sulcis S.r.l, controllata dal gruppo svizzero-statunitense Energy Vault Holding. Inc., prevede il riutilizzo delle aree già oggetto della concessione mineraria, dei pozzi e delle gallerie della storica miniera di carbone attraverso la creazione di un datacenter “modulare”, con primo modulo da 30MW, specificamente dedicato all’intelligenza artificiale. 

Ad esso dovrebbe essere annesso un polo tecnologico per lo sviluppo di sistemi “ibridi” di accumulo di energia, per una potenza pari a 100MW, di cui  80MW  attraverso batterie al litio e i restanti 20MW per gravità grazie ad un dispositivo di stoccaggio “a gravità”denominato EVO, sviluppato dalla stessa Energy Vault .(Trystan Riner – Pv Magazine 2024). 

E’ previsto un investimento privato di 1,4 miliardi di euro che dovrebbe portare alla  creazione di 400 posti di lavoro. Il progetto è stato inserito dal Governo tra quelli di rilievo strategico nazionale, il che potrebbe rendere decisamente più “agevole” il suo iter autorizzativo.

Il gruppo “A’ Innantis”, un comitato di tutela del territorio vicino al Campo Largo, ha pubblicamente espresso i propri dubbi  riguardanti in particolare l’utilizzo dell’acqua, l’energia, i posti di lavoro e ha inviato due istanze: all’Assessore Regionale all’Industria Emanuele Cani e alla Carbosulcis. All’azione del gruppo è seguita la reazione del deputato Salvatore Deidda  esprimendo la propria contrarietà per la presa di posizione del gruppo.

In attesa della risposta da parte delle Istituzioni sollecitate, è apparso alquanto opportuno approfondire, sulla base degli scarni dati resi al momento disponibili e con una rigorosa metodologia analitica scientifico-tecnico-industriale alcuni dei fattori che appaiono di maggiore criticità in relazione alla fattiva attuazione delle opere in programma.

Da tale punto di vista si ritiene che elemento di massima importanza, anche e soprattutto in relazione alle correnti condizioni del Territorio del Sulcis sia determinare in linea di massima il fabbisogno minimo di acqua per il raffreddamento dell’impianto, considerando che si tratta inizialmente, di un impianto da 30MW, unico dato reso al momento  disponibile.

Le risultanze di tale procedura hanno portato alla conclusione che un impianto delle dimensioni ipotizzate necessita annualmente per il suo raffreddamento di una quantità d’acqua di 540.000 metri cubi annui. pari al fabbisogno annuale di una comunità di 7500 abitanti.

Tale dato va aggiunto che dalla torre di raffreddamento (“torre di evaporazione”), tipica di questo genere di impianto, ipotizzata di 20 metri di altezza ai fini del contenimento dei fabbisogni energetici del circuito di raffreddamento, si avranno rilasci di aria satura in vapore, alla temperatura di 38° C, per volumi pari a circa 1.209.135 m^3 /h che andranno a sommarsi a circa 1,7 m^3 /h di acqua dispersa per trascinamento (Drift).

Senza soffermarsi su altri aspetti correlati, come il fabbisogno di acqua per mantenere l’acqua del circuito di raffreddamento entro parametri di fungibilità industriale (acqua di spurgo – (Blowdown) – si ritiene che gli effetti sul microclima locale (e non solo) siano del tutto evidenti ed identificabili.

Indipendentemente da questi aspetti, che pur rientrano senza dubbio nella “Responsabilità verso il creato (Card. P. Parolin – Segretario di Stato Santa Sede) appare opportuno richiamare l’attenzione anche sul tema della “Custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”, su cui verte la prima enciclica  Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV.

L’Enciclica mette “in guardia contro una crescente politica del potere che sta trasformando il mondo del lavoro, la famiglia, l’istruzione” (A. Roland) che vede l’uomo come utensile di un ordine algoritmico nelle mani di pochi privati le cui imponenti risorse finanziarie stanno condizionando  le  decisioni dei singoli stati. Sono i tecno-feudatari promotori di culture di intelligenza artificiale, post  e trans-umanesimo, che in alcune forme propongono la sostituzione dell’umanità in quanto “giunta a scadenza”.

Approfondimenti sulle origini e i contenuti di questa visione del mondo verranno trattati in altra sede. 

Magnifica Humanitas” nasce “dall’ascolto di scienziati e ingegneri che lavorano con entusiasmo  sincero su tecnologie in grado di alleviare sofferenze immense, di  leader politici che con perseveranza continuano a sviluppare leggi, di insegnanti e genitori profondamente preoccupati per il futuro delle giovani generazioni. Ci sono arrivate anche voci molto preoccupanti che parlano di sistemi di armamento autonomi che vanno oltre la portata umana, di algoritmi che sono in grado bloccare l’accesso ai sistemi sanitari, all’occupazione  e alla sicurezza sulla base di dati influenzati da pregiudizio e ingiustizia. L’intelligenza artificiale deve essere disarmata: liberata, cioè, dalla logiche che la trasformano in uno strumento di dominio, di esclusione  e di morte” ( S.S. Leone XIV).

Il Santo Padre  non è certamente un complottista ma un’Istituzione con una visione completa anche delle problematiche inerenti alla intelligenza artificiale. Data “l’asimmetria tra potere tecnico e saggezza morale” (Card. P. Parolin) che si riflette anche in ambito accademico, appare d’uopo l’invito l’Assessore Cani e al deputato Salvatore Deidda (FDI) a leggere l’enciclica citata e ascoltare la sua presentazione in modo da avere qualche strumento per comprendere cosa stia accadendo nel mondo e dunque in Sardegna.

E’ un periodo storico che impone una profonda e seria presa di coscienza  in antitesi con facili entusiasmi per qualche finanziamento. Le solite briciole, rispetto all’impiego di risorse ambientali richiesto, che si rendono necessarie per dare spazio, in questo caso, alla “libido dominandi” dei Thiel, dei Musk di turno.

il disarmo della AI, a causa degli smisurati patrimoni nelle mani di pochi ricchi, sarà arduo e complesso ma potrebbe essere utile aspettare che si realizzino le condizioni affinché possa essere veramente al servizio della libertà, della giustizia sociale e del bene comune.

(Si ringrazia l’Ing. Gianni Cossu per la sua preziosa collaborazione e per la messa a disposizione di chi fosse interessato della distinta dei calcoli effettuati sul fabbisogno idrico ed i rilasci al raffreddamento).


Immagine: Sole24Ore

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