Figli del 4 Novembre

Figli e figliastri del 4 novembre. In questi giorni si è dibattuto molto sul significato di una data che spesso viene tramandata nei testi di scuola e che diventa occasione di ricorrenze e riconoscimenti, ma che nella memoria collettiva lascia un ricordo divisivo. Nel 1918 veniva proclamato dall’allora Capo di Stato Maggiore Diaz il “Bollettino della Vittoria”, con il quale si dichiarava la cessazione delle ostilità con l’Austria-Ungheria. L’Italia ufficialmente usciva vincitrice dalla Prima Guerra Mondiale, ma se la disgregazione per gli avversari di allora fu letterale, per gli Italiani fu morale e allegorica. Se ne usci con una società ed un’economia devastate e con un tessuto sociale fragile, che si ritrovo vittima del Ventennio Fascista a distanza di pochi anni. Fu una vittoria pirrica, perché poi da certi traumi l’Italia non si riprese più.
Come e ancor di più per la Sardegna. 13000 Sardi versarono il proprio sangue sul Carso, altri ci lasciarono parti di se, letteralmente o metaforicamente. Altri ritornarono frastornati (tra questi anche un paio di miei bisnonni, che nei racconti di famiglia ricordavano sempre con disagio le ristrettezze, i pericoli, le ingiustizie da parte degli ufficiali (e rileggete “Un anno sull’Altipiano” per ritrovare riscontri), mai ripagati delle promesse non mantenute fatte all’epoca (redistribuzione terre ecc ecc) né tanto meno dalle decorazioni che guadagnarono all’epoca.
E se per alcune visioni quel conflitto creo per davvero gli Italiani, in Sardegna porto i semi dell’autonomismo, che poi sfociarono nel Sardismo e nella nascita del Psd’Az. Ma oggi cosa rimane di quell’eredità? E cosa dovremmo imparare dal 4 Novembre?
Sicuramente oggi si vedono tantissime analogie tra questo momento storico e ciò che precedette i due conflitti mondiali. A parere personale più con il Primo, perché anche allora si veniva da un periodo di relativo benessere, la Belle Époque, perché anche allora si procedeva con un riarmo forsennato generalizzato di cui non si capiva bene la portata. Non si comprendeva la possibilità di scottarsi la mano con un conflitto, che poi puntualmente deflagro. Oggi sembra di vivere l’atmosfera, tra una retorica divisiva che spacca le società (allora interventisti/neutralisti oggi riarmisti/pacifisti), accuse di collaborazione con nemici (link), tifo da stadio sui vari conflitti (Ucraina/Russia vs Palestina/Israele). Infatti facciamo la guerra fino all’ultimo uomo (ucraino, mica nostro o americano). Poi si vedono i sondaggi e si scopre l’acqua calda, ossia che la maggioranza delle popolazioni è contro la mobilitazione di guerra (link). Con il rischio che come nel 1915, come nel 1940, in Italia la guerra venga decisa da una minoranza esigua, sulle spalle di noi tutti. La pericolosità di chi parla di guerra, senza averla mai fatta e che pensa sia come giocare a Risiko. Di chi sfida per conto terzi giganti da 6000 testate nucleari, che spesso ha rappresentato la fossa di chi aveva velleità di grandezza.
In quanto all’eredità autonomista, oggi è pesantemente tradita. Il campo autonomista “classico” è spaccato tra partiti e movimenti che collaborano con il regime coloniale italiano. In cambio di prebende o vantaggi personali. Vilipendendo il significato iniziale dell’autonomismo sardo. Oggi più che mai anche nelle azioni e nei fatti che vengono compiuti contro il popolo sardo. Dai Piani di rinascita all’attuale speculazione energetica, si distrugge da decenni l’identità di quel popolo che verso come e più di altri il proprio sangue per cause altrui. La Brigata Sassari? Un elemento di disturbo per creare una falsa connessione tra la vittima e l’oppressore, sfruttando indebitamente il sangue di 13000 sardi che hanno inondato il Carso. Il resto sono solo feticci che si è tentato di imporre come segni di identità sarda. Che però è altra cosa. E per fortuna con gli anni gli interrogativi fioccano sul significato sardo del 4 novembre. Perché solo cosi si può capire la nostra traiettoria e la nostra proiezione.
Immagine: pagina FB Sardigna Natzione Indipendentzia















