Cui prodest?

Le dichiarazioni del Presidente della Regione Sardegna e del Presidente di Confindustria durante l’iniziativa Quale Europa per le imprese
Nell’ambito dell’incontro Quale Europa per le imprese, svolto l’8 maggio nella sede di Confindustria Sud Sardegna, le affermazioni della Presidente della Regione Sardegna e del Presidente di Confindustria si sono distinte per singolarità.
La Presidente Todde sembrava cantasse dei muttos mentre rivendicava un piano nostrano per le FER e rassicurava sul fatto che le aree idonee siano state identificate nel rispetto della normativa dei beni culturali.
La Presidente, nel chiaro tentativo di gettare fumo negli occhi dei sardi, dimentica, però, i sassolini bianchi che lei e la sua giunta hanno lasciato per strada fin dal loro insediamento: il silenzio assenso della Regione in relazione alla vicenda della Basilica di Saccargia o la decisione di ampliare le zone di accelerazione rispetto a quanto stabilito dal GSE sono solo i primi che vengono in mente. Tutti i sassolini, in realtà, conducono verso la realizzazione di un piano, probabilmente deciso in stanze al di fuori di Bruxelles, volto a soddisfare interessi che non collimano con lo sviluppo dei comparti caratterizzanti l’economia dell’Isola.
Secondo la narrativa dominante, l’Italia deve diventare luogo di scambi energetici tra l’’Europa e l’Africa. Per chiarire il ruolo che il Sud e le Isole devono assumere rispetto a questo mirabolante obiettivo, si riporta l’intervista rilasciata nel 2023 alla rivista “Industria Italiana” da Giacomo Donnini, all’epoca Direttore Grandi Progetti e Sviluppo Internazionale di Terna.
<<L’obiettivo principale del Tyrrhenian Link è la stabilizzazione e messa in sicurezza della rete, assicurando lo scambio efficiente tra le due isole e tra queste e il Continente. Collegato a questo, c’è il tema dell’integrazione nella rete nazionale delle fonti rinnovabili. Le aree di approdo dell’opera non sono casuali: sono luoghi dove c’è molta disponibilità di sole e vento. L’energia delle fonti rinnovabili è per sua natura intermittente e pertanto dobbiamo prevedere un’importante capacità di trasporto: una rete che consenta di prelevarla dove viene prodotta e di portarla dove viene consumata, sostanzialmente quindi da Sud verso Nord, dove si concentra la maggior parte dei consumi civili e industriali. Questo vale in un contesto italiano, ma se allarghiamo lo sguardo all’Europa, i due maggiori bacini di rinnovabili sono l’eolico nel mare del Nord e il fotovoltaico nel Mediterraneo. Dobbiamo avere la possibilità di trasferire quest’energia da un’area all’altra in base a disponibilità ed esigenze di consumo. L’Italia si trova al centro e da questo punto di vista anche la connessione>>.
Riflettendo sui contenuti di cui sopra, è lecito pensare che la coesione sociale su cui si basano i fondi strutturali e regionali resi disponibilidalla RAS per 900 milioni di euro, debba essere messa in atto dalla Sardegna a favore del Nord non solo dell’Italia ma anche dell’Europa. È più facilmente comprensibile dunque il motivo per cui la Sardegna al 31 marzo 2026 sia assalita da 637 pratiche per richieste di connessione pari a 44,67 GW di potenza a fronte di una richiesta giornaliera che si mantiene costantemente al di sotto di 1,5 GW (Terna)
Riguardo all’intervento del Presidente Orsini, la parte in cui afferma che la Sardegna dovrebbe produrre 460 Megawattora risulta essere alquanto sibillina. Forse Orsini intendeva dire 460 MW di potenza? Ma anche in quel caso, che senso ha questo numero? Si fa presto a dire 460 megawattora…
Il Presidente ha, infine, esternato il suo timore che la Francia interrompa l’esportazione di energia elettrica verso l’Italia e dunque dovremmo accelerare l’implementazione di impianti FER in Sicilia, Sardegna e Calabria. Il Presidente Orsini, dimentica il famoso detto “La paura, ha paura di tutto.. tranne che di se stessa.
Il Presidente ha, infine, esternato il suo timore che la Francia interrompa l’esportazione di energia elettrica verso l’Italia e dunque dovremmo accelerare l’implementazione d’impianti FER in Sicilia, Sardegna e Calabria. Il Presidente Orsini, dimentica il famoso detto “La paura, ha paura di tutto… tranne che di se stessa”. Il fatto che l’Italia si candidi, in quasi totale assenza di dibattito, a diventare hub energetico x\x\del Mediterraneo in modo che l’Europa possa emanciparsi dal gas russo, dovrebbe, invece, far riflettere sulle vulnerabilità nazionali, la vacuità europea e le fragilità nord africane. Il caso dell’Egitto insegna (Limes, 6 dicembre 2024). E viene da domandarsi… cui prodest? Però, osservando la cartina prodotta dal Ministero della Transizione Ecologica e pubblicata da Limes il 6 dicembre 2024 si può arguire qualche indizio.
















