Il Rinoceronte governerà il mondo?

“La formazione continua, nel  tempo dell’intelligenza artificiale, potrebbe essere uno strumento importante per la competitività delle imprese e dei lavoratori”. Parla Antonello Pranteddu, Presidente Generale Confsal Sardegna

Il paradigma tecnologico rappresentato dall’AI pone moltissime questioni di carattere politico ed economico ai diversi livelli. 

Sabato 26 settembre, presso la Casa del Quartiere Is Mirrionis, la Confsal, (Confederazione Generale Sindacati Lavoratori Autonomi) insieme con la CSS, (Confederazione Sindacale Sarda), e  l’ACS,( Assotziu Consumadoris de Sardigna) ha  organizzato il convegno “Il Rinoceronte governerà il mondo”  per analizzare alcune  delle tematiche presenti nel mondo del lavoro in Sardegna legate all’intelligenza artificiale  anche al fine di presentare possibili soluzioni .

“Il titolo della conferenza, volutamente provocatorio, – spiega Pranteddu – prende spunto dal libro del sociologo Angelo Gatto. Il rinoceronte rappresenta una trasformazione enorme, potente e difficile da fermare ma  che possiamo decidere di governare” 

“La questione – continua il Presidente – non è avere paura dell’intelligenza artificiale o considerarla soltanto una grande opportunità tecnologica. Dobbiamo capire chi la governa, con quali regole e soprattutto quale ruolo vogliamo lasciare alla persona. Abbiamo bisogno di agire in un nuovo umanesimo in cui la tecnologia sia, come afferma Papa Leone XIV disarmata, libera cioè come dal potere di pochi in modo che possa essere al servizio dell’uomo”. 

In base ad alcuni studi statistici ( Golf dam Sacks, Vangard, World Economic Forum) entro il 2030  a livello globale  verranno creati,  grazie al rinoceronte, circa  170 milioni di posti di lavoro e circa 90 milioni verranno persi. Il saldo sembrerebbe  positivo  e anche l’ Italia secondo il Censis farebbe parte di questo trend. Il processo, come sottolineato da Angelo Gatto non sarà automatico e tanto meno indolore, perché cambieranno i lavori e soprattutto cambieranno le competenze richieste, anche per le professioni ad alta qualificazione

“E’ fondamentale quindi non subire il cambiamento ma essere elementi partecipi dello stesso. In questo senso – dice Antonello Pranteddu – gioca una ruolo chiave la formazione continua in quanto, attraverso i suoi strumenti, l’AI  può aumentare la produttività e aiutare le imprese a creare nuove opportunità. E’ necessario, però, agire con responsabilità ed etica in modo  che la  formazione possa essere raggiungibile  dal maggior numero di imprese ed evitare, per quanto possibile, che si crei il divario tra chi non ha alcun problema ad  accedervi e chi potrebbe  rimanere escluso”

“Per la Sardegna il problema – chiarisce il Presidente – è ancora più delicato. Il nostro tessuto produttivo è formato in larga parte da piccole e micro imprese   che trovano nella mancanza di risorse o nel tempo a disposizione dei veri propri ostacoli al perseguimento della formazione necessaria per allinearsi al cambiamento. La difficoltà non è soltanto acquisire una nuova tecnologia. Un’impresa deve prima capire come utilizzarla, come inserirla nei propri processi e quali competenze sono necessarie”.

Il fine dell’incontro è stato quello di approfondire con Cascom, organizzazione datoriale federata con Sistema Impresa, il rapporto tra Fondi Interprofessionali ed Enti Bilaterali in modo da verificare quali iniziative concrete possano essere sviluppate in Sardegna a favore delle imprese e dei lavoratori. E’ stato presentato Formazienda, un fondo interprofessionale per la formazione continua gestito dalla bilateralità. Una parte della formazione finanziata riguarda proprio nuove competenze e nuove figure professionali legate alla digitalizzazione e all’intelligenza artificiale con riconoscimento dei titoli acquisiti.

“La formazione, nel tempo dell’intelligenza artificiale, potrebbe essere uno strumento  importante per la competitività delle imprese e dei lavoratori. Questa è una sfida – conclude Antonello Pranteddu – che riguarda tutti: imprese, lavoratori, organizzazioni datoriali e sindacali, istituzioni e sistema della formazione. Il rinoceronte, probabilmente, continuerà a correre. Noi non possiamo fermarlo, ma possiamo impegnarci  per  indirizzarlo a nostro favore”

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