Gli indipendentisti di LibeRU e Repùblica a Osilo contro la colonizzazione energetica

Nella serata di giovedì 30 luglio, la Sala Conferenze dell’Ex Mercato in Piazza Parrocchia di Osilo ha ospitato un consiglio comunale straordinario e aperto al pubblico. La seduta, convocata su iniziativa di Marta Spada e degli altri consiglieri di opposizione, è stata organizzata per affrontare un tema cruciale per il futuro del territorio: il progetto di potenziamento del parco eolico Nulvi-Ploaghe.

Durante l’incontro si è discusso approfonditamente del ruolo svolto dal Comune nell’iter autorizzativo, delle iniziative già messe in campo a tutela della comunità e delle azioni da intraprendere di fronte all’avvio delle procedure espropriative. Si tratta di questioni delicate che toccano da vicino l’ambiente, il paesaggio e l’economia locale.

L’ampia partecipazione di cittadini, associazioni e portatori di interesse ha confermato quanto l’argomento sia sentito, sottolineando l’importanza di mantenere un dibattito pubblico aperto, trasparente e consapevole sulle decisioni che plasmeranno il futuro del territorio.

Dettagli del progetto e polemiche

Al centro del dibattito c’è il progetto di repowering (ammodernamento e potenziamento) energetico legato agli impianti eolici dell’area. Gli interventi, collegati ai progetti di potenziamento della zona Nulvi-Ploaghe da parte di ERG, impatteranno anche sul colle di Bonaria dove si trova l’omonima chiesa panoramica, come raccontato nell’articolo di Marta Spada.

Perché vengono contestate le installazioni?
Il progetto prevede l’installazione di aerogeneratori di grandi dimensioni (torri alte circa 180 metri) a poca distanza (circa un chilometro) dal belvedere e dal colle di Bonaria. I comitati locali e gli attivisti impegnati nella difesa del paesaggio hanno sollevato forti critiche per l’impatto paesaggistico sia in termini di cavidotti e infrastrutture, sia sul panorama a 360 gradi visibile dal colle e per la presunta mancanza di adeguate simulazioni visive del progetto nei pressi del sito religioso e paesaggistico. 

Ingegner Cosentino, ERG S.P.A.

Il consiglio comunale si è aperto con il sindaco Valentino Canu, eletto in seguito alle elezioni amministrative del giugno 2026, che ha dato parola all’ingegnere Cosentino, di ERG, incentrato sul repowering dell’impianto di Nulvi-Ploaghe. La ERG S.p.A. è un grande gruppo industriale italiano, oggi leader nella produzione di energia pulita da fonti rinnovabili, in particolare eolica e solare ma storicamente attiva nel settore petrolifero.

Nel documento video è interessante notare come l’ingegnere insista con argomenti finanziari che poco interessano ai presenti, i quali di fatto lo sovrastano fino a esplodere quando parla di “indipendenza energetica dell’Italia”. I due livelli di comunicazione sono eloquenti: da una parte gli investitori che vedono solo i soldi a dispetto degli interessi locali, dall’altra appunto i comitati sardi che ormai non vogliono sentire più nulla. 

I comitati

I comitati territoriali in questi anni hanno assunto un ruolo fondamentale nel tenere testa alla colonizzazione energetica svolgendo un ruolo centrale di presidio, pressione politica e contropotere dal basso. La battaglia – sempre utile dirlo – non è semplicemente contro le energie rinnovabili in sé, ma contro quello che definiscono “speculazione energetica” o “nuovo colonialismo”. 

Per i comitati, la questione centrale è la sovranità energetica e territoriale. Il timore espresso è che la Sardegna venga utilizzata come “servitù energetica”, che l’Isola sia chiamata a produrre energia ben oltre il proprio fabbisogno per esportarla verso il nord Italia o l’Europa, lasciando sull’isola l’impatto ambientale e paesaggistico senza reali ritorni economici o sconti sulle bollette per la popolazione locale. 

Gli interventi

Diversi sono stati gli interventi da parte di esponenti della società sarda e in particolare dell’area indipendentista, tutti volti a sottolineare come certe decisioni vengano imposte senza tenere conto della volontà delle comunità che abitano i luoghi.

Marta Spada è consigliera di opposizione, in quanto candidata sindaca della lista arrivata seconda alle elezioni di giugno 2026. Inoltre è attivista del partito indipendentista Repùblica. Di seguito un estratto del suo intervento:

Marta Spada

Noi non siamo abituati a rassegnarci, siamo abituati a combattere. 

Voglio fare un doveroso ringraziamento a tutte le persone che sono qui stasera: ai cittadini, alle associazioni, ai comitati. Se questa sala è piena è il segnale che qualcosa non va e che la comunità osilese ha deciso di alzare la testa. Il fatto che Osilo non sia stato interpellato durante la progettazione e in tutte le fasi endoprocedurali di questo percorso è una violazione di legge, è una violazione dei nostri diritti.

Chiediamo che questa amministrazione dichiari se è a favore o contro questo progetto. Questa comunità oggi ha il dovere di pretendere che il sindaco, la giunta e questo consiglio comunale si attivino immediatamente nelle maniere che riterremo più opportune per il paese e per il territorio di Osilo. Restiamo uniti.

Non è una battaglia ideologica. Chiediamo di sederci a un tavolo dal quale ci hanno escluso, chiediamo che ci ascoltino, che vengano fatti valere i nostri diritti.

Gli interventi di LibeRU e Repùblica

Per LibeRU è intervenuta la ex segretaria Caterina Tani, che ha contestato la gestione esterna della transizione energetica in Sardegna in quanto si traduce in speculazione e colonialismo, escludendo le comunità locali dalle decisioni. LibeRU rivendica autodeterminazione e gestione diretta delle risorse, opponendosi ai progetti calati dall’alto e sostenendo la mobilitazione popolare per difendere il territorio. Di seguito il testo dell’intervento, pubblicato sui canali di LibeRU:

Caterina Tani

Da anni denunciamo quello che abbiamo chiamato “assalto delle rinnovabili” e ovviamente siamo partecipi insieme a tanti altri soggetti delle lotte e della mobilizzazione popolare per difendere la nostra terra. Il problema è che in Sardegna la transizione energetica si è davvero trasformata in speculazione energetica per il numero di progetti che sono stati presentati per terra, per mare, per aria, insomma, in ogni punto della Sardegna. 

Tali progetti sono presentati da multinazionali – e poco importa se sono italiane o non lo sono, sono sempre multinazionali – e a volte anche da piccole società che, secondo noi, sono dei prestanome, perché non è possibile che ci siano progetti presentati da società che hanno 10.000 euro di capitale e non si capisce come dovrebbero affrontare progetti simili. A queste multinazionali di fatto interessano solo i profitti e i loro progetti non tengono assolutamente in conto – anzi, sono spesso volentieri incompatibili – col paesaggio, con i beni archeologici, con le aspirazioni e con le vocazioni dei nostri territori a cui invece lasciano solo le briciole. 

Se il sole, il mare, il vento sono le nostre materie prime e possono produrre profitti, dovremmo rivendicarne noi la gestione e, dopo aver soddisfatto le esigenze di energia della Sardegna, dovremmo essere noi a decidere se, dove e quando, casomai, realizzare impianti da cui ricavare i profitti da utilizzare per il bene collettivo, non per profitti che vanno ad arricchire tasche private. 

Il problema vero, infatti, secondo noi, è che al momento non abbiamo l’opportunità di governarci da noi, non siamo nelle condizioni di autodeterminarci. Pertanto, continuano a pioverci dall’alto progetti che rispondono a interessi autonomi, non agli interessi della Sardegna. Questa vicenda si sta trasformando nell’ennesima servitù e quando questo succede, cioè quando altri decidono a casa tua cosa devi fare, come ti devi governare, per noi è ancora colonialismo. Se l’ingegnere (Cosentino, ERG, ndr) fosse sardo, forse capirebbe meglio il nostro sentire. Ingegnere, non ci interessa essere l’hub energetico dell’Italia. Per l’Italia abbiamo già troppe servitù e questa sarebbe solo l’ennesima. 

Bene fanno, quindi, le comunità – come sta succedendo oggi qua a Osilo – a chiedere trasparenza, chiarezza e partecipazione. Noi siamo dell’opinione che se ci sono ancora le condizioni – così come diceva la consigliera d’opposizione – per continuare la battaglia io credo che sia giusto continuare e sostenere chi la fa. Grazie.

Per Repùblica è intervenuto Simone Màulu, secondo cui siamo di fronte al più grande attacco coloniale degli ultimi 60 anni: la Sardegna rischia di diventare una piattaforma energetica. Màulu precisa che Repùblica non è contraria all’energia termica, ma chiede che le istituzioni si esprimano su chi debba beneficiare della ricchezza prodotta da sole, vento e acqua: collettività o privati? Di seguito il testo dell’intervento, pubblicato sui canali di Repùblica:

Simone Màulu

Oggi siamo oltre la speculazione. Possiamo affermare chiaramente che oggi siamo di fronte all’attacco coloniale più grande degli ultimi 60 anni. E lo Stato italiano, con tutta la sua arroganza, con tutta la sua prepotenza e il suo spirito di sopraffazione, ha deciso che la Sardegna deve diventare la sua piattaforma energetica. Noi non siamo contrari alle energie alternative – questo deve essere molto chiaro – ma in questo senso facciamo un ragionamento molto semplice e crediamo che sia fondamentale che le istituzioni della Sardegna, dal Consiglio Regionale a tutti i Consigli comunali – quindi anche Osilo – si esprimano su un concetto generale che è questo: il sole, il vento e l’acqua sono beni collettivi che producono ricchezza. Le ricchezze che producono questi beni collettivi devono andare a beneficio dei privati o della collettività? Questo è il concetto generale. 

Ingegner Cosentino, i soldi di questi 300 gigawatt che pensate che produrrebbe a Ploaghe, a chi andranno? Alla collettività o alla ERG? Questo è il discorso. Grazie.

Come suggerisce Ivan Monni, questo è il momento in cui le carte si mescolano: il lavoro di lunga durata dei partiti si sta mescolando con la forza, l’energia e la determinazione dei comitati e dal rimescolamento nascerà per forza il nuovo.


Foto: facebook


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