Dottor Jekyll e Mr. Hyde

Dottor Jekyll e Mr. Hyde. Quando parliamo della postura e delle decisioni che vengono prese dalla Regione Sardegna ecco che ci ritroviamo davanti ad una situazione schizofrenica e surreale. Perchè se da un lato abbiamo un atteggiamento di finta apertura, dall’altra osserviamo una postura inconciliabile con i tentativi di confronto con le parti sociali e civili. Cosa che spesso sfocia in prese di posizione che spesso sono poco comprensibili e conciliabili con quello che è il comune sentire di ciò che realmente servirebbe alla Sardegna, terra che anno dopo anno vede i suoi ritardi ampliarsi.
Lo avevo già scritto in un articolo precedente, “Il cosiddetto impero dei Troya (di Sardegna)”, in Sardegna vige un sistema per il quale una classe di soliti noti muove le fila economiche e politiche della nostra terra, precludendo la possibilità di rendere la Sardegna economicamente forte e capace di trattare le questioni che la riguardano e il proprio futuro in una posizione di forza con lo Stato e non in una posizione di perenne vassallaggio. Le solite figure politiche, passate e recenti, dettano l’ultima parola in diversi campi economici, fagocitando quei gioielli di famiglia che possediamo come popolo Sardo e svendendoli in cambio di una piccola rendita personale (e piccola si fa per dire!)
In quest’ottica va vista la privatizzazione dello scalo aeroportuale di Elmas, che segue sulla falsariga di quelle già operate nei confronti degli scali di Alghero e di Olbia. Una scelta incomprensibile, presa contro il parere della Corte dei Conti e dove la Sardegna decide di togliersi qualsiasi velleità di contare e di decidere su un settore strategico come quello dei trasporti, riservandosi un misero 10% nel capitale della società di nuova costituzione che incamererà lo scalo cagliaritano. E cosi, oltre al danno della continuità territoriale sempre più misera e risicata, si aggiunge la beffa che la Sardegna non è più padrona né delle rotte marittime, né di quelle aeree. Con la scarsità di collegamenti stradali e ferroviari, significa consegnarsi alla mercè di operatori esterni che lucreranno sulle necessità e sulle debolezze della popolazione sarda.
E sempre nello stesso schema va vista la gestione del dossier speculazione energetica da parte della RAS. Prima lo snobismo nei confronti della Pratobello24, quindi la falsa speranza di prenderla in considerazione in commissione, infine l’amara sorpresa che laRAS contemporaneamente amplia le aree di accelerazione rispetto a quelle inizialmente previste. Con in più l’aggravante delle aree BESS tra le più grosse d’Italia in quel di Uta. Con il senso di impotenza legata alla constatazione che colui che dovrebbe tutelarti, gioca contro di te, facendo spudoratamente tutto ciò che può essere contrario al popolo sardo. Ma non disturbiamo troppo la questione, di questi tempi è più urgente per le figure politiche nostrane il dedicarsi al referendum sulla giustizia in programma il prossimo fine settimana. Meglio politicizzare una questione estremamente delicata come quella dell’equilibrio dei poteri e buttarla in caciara, tanto più che nessuno farà domande sui problemi immediatamente contingenti le nostre zone e le nostre vite.















