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Li chiamavano Pìsciatinteris, la stampa coloniale italiana scatenata contro la Sardegna – S’Imprenta

S’Imprenta – Rassegna stampa dalla colonia

Come ogni sabato mattina su S’Indipendente

Il 2 giugno rappresenta uno spartiacque tra coloro che festeggiano con il collo all’insù ad ammirare i fumogeni spargi CO2 tricolori, o coloro che sognano una Repubblica Sarda.

Da un lato le parate militari, dall’altra la contro-manifestazione A Foras contro il colonialismo delle varie servitù militari.

Foto S’Indipendente

Il milite ignoto starà imprecando perché fu mandato a morire a causa dello stato italiano che dichiarò guerra per prima, in entrambe le guerre. Non c’era nulla da difendere.

Lo spartiacque tra colonialisti e resistenza, in questi anni, si è creato anche per la speculazione energetica.

Da un lato, i colonizzatori, con l’apparato mediatico e i propri lacchè locali, a raccontare che la Sardegna è in ritardo, e che dobbiamo modernizzarci, e che siamo quelli del no a tutto.

Dall’altra, i comitati che hanno proposto un modo diverso di portare avanti la transizione alle rinnovabili:

  • portare la produzione dell’energia dalle multinazionali del fossile e delle rinnovabili alle comunità energetiche e ai privati
  • rifiuto delle decisioni prese a Roma e decisione dei sardi, sulla base del principio di autodeterminazione dei popoli
  • la scelta dei tetti e delle superfici cementificate, rispetto alle bellezze paesaggistiche, archeologiche e ambientali

La stampa italiana sta facendo pressione, basando la sua narrazione su un presunto ritardo sardo nella transizione. Stiamo subendo un attacco mediatico pesantissimo da parte della stampa italiota. Pisciatinteris li avrebbe chiamati il poeta Cicitu Masala

La lettera degli scienziati, attivisti, ecologisti storici va in questa direzione, e fa appello al Campo Largo principalmente sardo.

Sul blog di Beppe Grillo appare un articolo di Marco Bella, carico di disinformazioni e un approccio fortemente colonialista (“Teniamo presente che la Sardegna è un sito ideale per le rinnovabili non solo perché ha sole e vento in abbondanza, che ci sono in tante regioni del sud Italia, ma proprio perché ha una bassa densità di popolazione“). Un tempo Grillo stava con i Comitati, ora sta con le multinazionali.

Il Foglio attacca usando l’argomento Nimby, ma non hanno capito nulla. Segue una polemica con Todde e una serie di articoli.

Repubblica tempo fa aveva usato l’argomento scientifico, come se non fosse una questione politica. Come se gli scienziati fossero oggettivamente portatori di verità in queste dinamiche complesse.

Il Sole 24 Ore va oltre, non segnala solo i ritardi sulla transizione (previsti da piano Pichetto Fratin 80 GW dal 2021 al 2030), ma segnala 150 GW (quasi il doppio) bloccati in iter autorizzativi.

E poi ci sono tutte le riviste di settore a premere, come Greenreport, carico di pregiudizi politici, scarsa conoscenza delle dinamiche sarde, ma questa è una costante della stampa italiota.

La rivista Vaielettrico ha una serie di articoli contro la Sardegna, ne riportiamo qui alcuni a titolo di esempio, incluso l’articolo su Fiorello, in cui non poteva mancare un riferimento sulla Sardegna.

La domanda è perché questa ondata di articoli giornalistici, ben orchestrata e coordinata, e con una tesi unica?

Quello delle rinnovabili è l’eldorado degli investitori, alcune connessioni possono ritrovarsi nel riciclaggio.
Secondo l’Unione Sarda, la Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Palermo ha ripetutamente confermato che il settore delle energie rinnovabili — in particolare l’eolico e il fotovoltaico — rappresenta uno dei principali terreni di infiltrazione e speculazione finanziaria per la criminalità organizzata.

Lo ripeteremo fino alla nausea, la Sardegna produce già ora il 54% (dati Terna) dei suoi consumi interni da rinnovabili: siamo avanti rispetto alla media italiana ed europea (dati Sole24ore).

Il ritardo che denunciano è basato sul piano coloniale di Pichetto Fratin, 6.2 GW entro il 2030. Hanno forse deciso i sardi questi obiettivi?

Le accuse di ritardo, di antimodernismo dei signori del NO vanno rigettate a mare, insieme ai tanti Caronte che dall’interno dell’isola fanno il gioco sporco per convincere i sardi a piegarsi.

Todde rilascia un’intervista a La Stampa e alcuni passaggi sono emblematici:

𝐒𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐏𝐢𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐅𝐫𝐚𝐭𝐢𝐧, 𝐥𝐞𝐢 𝐬𝐭𝐚 𝐛𝐥𝐨𝐜𝐜𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨.

«Lui mi accusa di voler fermare la transizione energetica, mentre quelli del suo partito e, in generale, del centrodestra, qui in Sardegna mi chiamano “regina delle rinnovabili” e dicono che apro alla speculazione energetica. Facciano pace con loro stessi».

𝐏𝐨𝐬𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐝𝐢𝐫𝐞, 𝐩𝐞𝐫𝐨’, 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐝𝐮𝐞 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐯𝐞𝐭𝐞 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐥𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨?

«L’obiettivo e’ arrivare a produrre 6.2 gigawatt entro il 2030 e lavoriamo per raggiungerlo.

Diciamo che Todde subisce pressioni da due fronti opposti. Se Todde ha approvato una legge che accetta i 6.2 GW e non nei tetti (è su questo che i comitati la attaccano), la destra ha fame bulimica di affari coloniali, e in Sardegna fingono comodamente dall’opposizione.

Per coerenza, la destra italiana di Sardegna, dovrebbe staccarsi dai partiti statali, se avessero un briciolo di onestà intellettuale. Invece la classe politica sarda è miserabile e opportunista e gioca sulla pelle dei sardi sull’ipocrisia.

Le pressioni giornalistiche, che evidentemente sono diventate più efficaci di quelle dei comitati, hanno sortito l’effetto, che nel frattempo hanno eretto muri: tre impianti vengono approvati da Todde e dal Ministero.

“60 megawatt proposti da Sardaeolica (gruppo Saras) nei comuni di Jerzu e Ulassai, nonché relative opere di connessione. Del fotovoltaico, denominato Cacip 25, della Delta Acquario srl (gruppo Canadian solar) con le opere di connessione alla rete, da realizzarsi nell’area di Macchiareddu, nel comune di Uta per 25 megawatt, e di un impianto agrivoltaico , denominato “Serramanna 2“, potenza nominale di 27 megawatt, della società Tisi srl.”

Un altro impianto sulle acque di Carloforte (Maxi parco eolico off-shore nel mare della Sardegna: sì del Ministero della Cultura. Via libera a 42 pale alte 285 metri visibili dalla costa anche se distanti circa 40 chilometri), mentre ad Ittiri va avanti il progetto batterie BESS.

La visione coloniale della stampa italiana, mista alla non conoscenza delle dinamiche sarde (“Todde contro le rinnovabili“, in Sardegna fa ridere) conferma che la Sardegna serve all’Italia per le ennesime servitù, che gli obiettivi tra stato italiano e nazione sarda divergono, e che abbiamo due narrazioni opposte.

Esiste uno spartiacque tra colonizzatori e resistenza anticoloniale, il compromesso tra i due mondi è impossibile. Chi ha cercato di cambiare il sistema dall’interno si è ritrovato dalle scatolette di tonno da aprire alle superconsulenze regionali da 600.000 euro agli amichetti e ai trombati.

E così, mentre in Catalogna Puigdemont diffonde le immagini dalla festa Patum, in cui la popolazione srotola uno striscione che chiede la Repubblica Catalana;

Scozia, Irlanda e Galles parlano apertamente di unione delle istanze per l’indipendenza (“The SNP, Sinn Féin and Plaid Cymru together are now in an unprecedented position to support each and other accelerate movement”), chiamata Celtic Alliance;

In Corsica protestano in massa per la Scola Corsa (con i bambini in prima fila);

In Sardegna la classe politica si appresta a far saccheggiare il territorio, usato per prelevare sole e vento senza ricadute sul territorio, espropriano per il metano e per il Sardinian Link, a breve bombarderanno ancora una volta la Sardegna per le esercitazioni, e di Scuola Sarda ancora non si parla nel consiglio regionale, pur avendo nominalmente le competenze in Statuto (art.5).

Il governo approva il nucleare, la Sardegna trema

Scrive il Comitato NoNucle-NoScorie:

LA MINACCIA RADIOATTIVA INCOMBE ANCORA SULLA TESTA DEI SARDI

La Camera (deve ancora passare in Senato) ha oggi approvato la legge delega C. 2669 che dà delega al Governo di decidere in materia di energia nucleare sostenibile e sul sito del deposito unico delle scorie radioattive in base ai siti individuati nella CNAI (Carta Nazionale delle Aree Idonee) dove i siti sardi sono 8 (OR60-OR61-SU31-SU44-SU47-SU73C-SU74).

Il combinato della Legge Delega con altri dispositivi di legge e provvedimenti di vario tipo che mettono insieme la nascita dell’agenzia Nuclitalia, il sistema di autorizzazione unica, il richiamo al potere sostitutivo, l’adozione della sismicità come criterio principale, il declassamento del criterio insularità, il finanziamento di 320 milioni di euro per l’adattamento del porto di Santa Giusta-Oristano e i sondaggi eseguiti e ancora in corso nei siti sardi rende serio il pericolo che l’Ulisse Radioattivo trovi la sua Itaca in Sardegna.

“Anche per il 2030 e il 2050 il nucleare è una forma di produzione di energia elettrica più costosa delle rinnovabili. Parliamo, infatti, di una differenza di ben 86 €/MWh tra nucleare e solare per il 2030 e il 2050, 69 €/MWh per l’eolico onshore, per il 2030 e 65 €/MWh per il 2050. E per l’eolico offshore di 77 €/MWh per il 2030 e il 2050. Differenze di costi, più o meno elevate, che si riscontrano anche negli Stati Uniti, in Cina o in India.”

Riporta ReportSardegna24 “saremo in piazza per nuove NoNucle-Die, chiameremo il popolo sardo alla Rebellia”, afferma in una nota Bustianu Cumpostu.

Il nucleare oggi è antieconomico, ci troviamo con le rinnovabili a produrre molto più di quello che ci occorre nella stagione primaverile-estiva. Realizzare il nucleare per la sola stagione invernale è una sciocchezza antistorica e antieconomica.

“Nessuna infiltrazione mafiosa ad Alghero” secondo il vertice sulla sicurezza in Prefettura

Se c’è una istituzione che andrebbe abolita è la prefettura. Antidemocratica e repressiva delle istanze popolari, come quando vietò il cambio della toponomastica, perché dedicata ai Savoia, come a Bonorva e a Lanusei.
Ora, le dichiarazioni della prefetta Grazia La Fauci vanno contro il buon senso delle denunce fatte da cittadini, dei Collettivo Dignitat e Collettivo Alghero Antifascista, delle stesse dichiarazioni di Patronaggio, magistrato di lunga esperienza nell’antimafia, e dei sindacati della polizia, che denunciarono non solo l’infiltrazione, ma il sotto-organico della polizia, che lascia intendere una sproporzione di forze.

Sa Cida in 1 Minutu

Ambiente e Energia

Parcu eòlicu offshore in Sardigna: su Ministeru e Todde narant ca eja Su Ministeru de sa Cultura aproat su progetu mannu pro s’installatzione de pales eòlicas in su mare de Sardigna. (L’Unione Sarda)

8Rener8 Power: su Guvernu aproat su progetu mancari sos vetos Su Cdm aproat 8Rener8 Power cun su sì de sa Regione, mancari sos vetos de su Ministeru de sa Cultura.
Su Cunsìgiu de sos Ministros e cun su parere a favore de sa Regione Sardigna at aproadu su progetu nòdidu de sa multinatzionale 8Rener8 Power, mancari su parere contràriu de su Ministeru de sa Cultura pro sa presèntzia de benes paesagìsticos, ambientales e archeològicos in s’àrea interessada. (Comitato Difesa Territorio Uta)

Sighit sa lota de su Comitau de Ittiri contra a is baterias BESS e fait cincu preguntas a su Sìindigu

RWM Domusnovas: documentos isvelant sa cronistòria de su casu Documentos riservados isvelant sa beridade in subra de sa produtzione de esplosivos in sa RWM de Domusnovas: «A Domusnovas non produciamo esplosivi ».
“nel 2017, l’amministratore delegato di RWM Fabio Sgarzi fa sapere alla Provincia del Sud Sardegna che i lavori di ampliamento non hanno bisogno di alcuna Valutazione di impatto ambientale perché a Domusnovas “non si producono esplosivi” (Indip).

Tyrrhenian Link: trasportu de trasformadores mannos in Termini Imerese Terna apròntat su colàgiu de sos trastos pro sa fràiga de s’iscalu energèticu tra Sitzìlia e Sardigna. (PalermoToday)

Tyrrhenian Link: s’Odissea de su tràficu in sa carrera de mare Sos cantieris pro su Tyrrhenian Link creant dificultades mannas a sos automobilistas chi andant a mare. (L’Unione Sarda).

Su Tyrrhenian Link intrat in sa campagna eletorali de Cuartu: caos in sos cantieris e batalla giuditziària Sos traballos pro su cavu elètricu in sa litoranea de Cuartu ant causadu cuntierras legales. (L’Unione Sarda)

Cuartu: Terna firmat sos traballos in sa litoranea s’acabu de chida Sa sotziedade Terna detzìdet de blocare sos cantieris in sos fine de chida pro minimare su disacatu de su tràficu. (L’Unione Sarda)

Comitato No Tyrrhenian Link Quartu: sa protesta su 7 de Lampadas a Terra Mala via delle Ninfee, Cuartu, a is 10,30. (Facebook)

Dissaladores e ìsulas minores: propostas pro s’ambiente e s’abba Su Grupu de Interventu Giurìdicu presentat propostas pro gestire s’abba in sas ìsulas minores cun sos dissaladores nous. (Gruppo d’Intervento Giuridico).

Hotel de lussu in Cala Finanza: iscontru tra Regione e Guvernu Su via lìbera pro unu resort de chimbe istellas in zona tutelada ponet s’esecutivu statale contra a sa Regione. (Sardinia Post).

Polìtica & Affàrios

Sardigna a su votu: 148 Comunes isseberant sos sìndigos Chentu barantoto Comunes sardos s’apròntant a sas eletziones amministrativas pro annoare sos cunsìgios e sos sìndigos in totu s’ìsula. (ANSA)

A Innantis at presentadu su “pranu de polìticas linguìsticas”. (Facebook).

Forbes: Costa Smeralda reina de su mercadu de lussu Sa revista Forbes premiat sa Costa Smeralda comente su logu prus importante pro s’imobiliàri de lussu. (L’Unione Sarda).

Fondi de coesione: Todde contra a sa proposta de Fitto Sa Presidenta Todde si oponet a impreare sos fondos de coesione pro sa crisi energètica europea. (Sardinia Post).

Sanidade: sa Sardigna brincat sos target de su PNRR S’ìsula realizat chimbanta-noe domos de comunidade e deghessete spidales pro megiorare sos servìtzios de sa sanidade territoriale. (Sardinia Post).

Tassa de imbarcu: sa Regione negòtziat cun Ryanair pro s’ierru S’Amministratzione regionale est pronta a minimare sos prètzios feti pro sos collegamentos aèreos in sos meses prus fridos. (La Nuova Sardegna).

Riabilitatzione in Sardigna: mìgia de patzientes sunt abetendi Una crisi grae in sa sanidade sarda blocat sos tratamentos fundamentales pro paritzos malàidos chi isetant rispostas. (L’Unione Sarda).

Cultura e Sociedade

Sardigna: biàgiu contra a s’overtourism tra centenàrios e “borgos” Una chirca isvelat s’àtera fatza de s’ìsula, tra segretos de longhevidade e ritmos de vida antigos. (Il Fatto Quotidiano).

Tàtari: torrat su clothes sharing pro amparare s’ambiente S’initziativa in Tàtari donat una chance noa a sos bestires de segunda manu pro s’istiu. (L’Unione Sarda).

Su Sudtirol che Istadu indipendente – Illusione o iscenàriu plausibile? Assemblea Natzionale Sarda adòbiat a unos cantos autores de su libru “E si su Sudtirol si fagheret Istadu?” pro cumprèndere ite si movet in logu issoro. (ANS)

Torrat sa Natzionali Sarda de Fùbalu, in Biddacidru. Sa primu partida dd’at bìncia sa Natzionale Sarda 4-0, contra a Cabu Birdi.

Le mirabolanti inchieste della Nuova Sardegna

Questa settimana una quaterna niente male. Partiamo con il Fass Shopping Centre, di De Pascale, socio Nuova Sardegna. Articolo in cronaca e non nei pubbliredazionali. A seguire una partnership culturale con la Conad (mondo coop), i Giganti-alieni su Focus, infine l’inchiesta sui rosari e guida all’auto. Pericolosisssimi!


Immagine: informazionesenzafiltro.it

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