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“Non esiste il decreto Draghi” e altre collezioni di fandonie tricolorate

S’Imprenta – Rassegna stampa dalla colonia

Come ogni sabato mattina su S’Indipendente

L’Italia è fondata sulla menzogna politica, ratificata in costituzione, alla base della repubblica.
È un dato strutturale, a partire dalle leggi che lo stato stesso disattende, sul lavoro quale diritto, sulla salute, sulla libertà di espressione, sulla tutela delle minoranze linguistiche e politiche, sulle autonomie ricondotte all’art.5, la repubblica una e indivisibile, che la rende una gabbia.

A cascata, i rappresentanti politici mentono, in continuazione, senza pudore, smentiscono loro stessi, con cucurumbeddus (capriole), giravolte, voltando la gabbana, parlando con lingua biforcuta.
Un conto è rivedere legittimamente le proprie posizioni, a fronte di un ragionamento meditato, giustificato e poi spiegato, altro è mascherarsi per opportunismo.

Il governo italiano fa retromarcia sul fotovoltaico a Putifigari, il centrosinistra “sardo ma anche italiano” si prende i meriti: il governo si è accorto che per mettere in imbarazzo Todde sulla sua legge 20 inutile, si è reso colpevole più della governatrice sarda e la protesta popolare (non le parole di Todde, in eterna guerra con Meloni) ha obbligato il governo al dietrofront. Ufficialmente è stata la sovrintendenza speciale per il PNRR ad aver sbagliato i calcoli.

L’ex presidente del consiglio regionale, Pais, attacca Todde su questo stesso punto, e diventa paladino contro la speculazione. Il leghista sardo dimentica che la prima moratoria (agosto 2023) fu consegnata dai comitati a lui in persona, promise la discussione in aula, ma non mantenne la parola. Qualche giorno dopo la sua maggioranza firmò l’intesa per il Tyrrhenian Link.

Che dire di tutto il centrodestra che fino a qualche mese fa caldeggiava la Pratobello24 e ora è silente sul decreto energia del governo di Giorgia Meloni che toglie qualsiasi autonomia alla regione?

Il capo dell’opposizione più inutile della storia sarda, Truzzu, accusava ““Todde unica responsabile del mancato esame in Consiglio” della Pratobello24. Che dice ora riguardo all’abuso del nuovo decreto del governo italiano?

Solinas, qualche mese fa ha rilanciato la Pratobello24, ma lui dov’era quando piovevano richieste di autorizzazioni di eolico e fotovoltaico delle multinazionali a seguito del decreto Draghi? Solinas si oppose al decreto Draghi, ma solo perché non veniva garantito un costo dell’energia più basso, la questione paesaggistica non era pervenuta.

E a proposito del decreto Draghi, passiamo a Todde (soprassediamo sulle fandonie di chi ha pagato la sua campagna elettorale e rimaniamo nel campo dell’energia). Arrivò a negarne l’esistenza in campagna elettorale (“non esiste il decreto Draghi”), ma poi disse che da viceministra con deleghe all’energia “rappresentava le aziende energivore” (non gli elettori), e che il decreto le era “passato davanti“. Ora si prende il merito della retromarcia di Roma, ma la denuncia era avvenuta da parte del comitato di Gallura e Sarcidano, e noi de S’Indipendente fummo i primi a darne notizia. Il suo governo dormiva.

Tutto il centrosinistra si straccia ora le vesti sulla decisione del nuovo decreto energia, perché su tutti decide Roma. Dimenticano di dire che seppur il decreto Draghi formalmente assegnava quel potere alle regioni, di fatto ne imbrigliava i poteri nell’ipersemplificazione che spianava la strada alle multinazionali.

Todde si rivolgerà alla corte costituzionale, e questa settimana, l’assessore Emanuele Cani presenta alcuni emendamenti al disegno di legge sull’energia rinnovabile.

Come dimenticare la capriola di Comandini, maestro di voltagabbana, che paragonava il Tyrrhenian Link ad un Tyrannosaurus predatore dell’energia sarda, in un contesto speculativo.
Quella posizione è ancora pubblica, i social aiutano le memorie corte degli elettori.
Comandini ha recentemente dichiarato che è stato un errore non discutere la Pratobello24, ma è ancora in tempo per portarla in aula, nessuno glielo vieta.
Nessun consigliere regionale, a destra come a sinistra, ha chiesto che la legge venga portata in commissione, sono tutti d’accordo: la Pratobello24 non deve essere discussa.

Sull’energia stiamo assistendo ad una figuraccia senza precedenti dei “nostri” rappresentanti dei partiti tricolorati, con la complicità di chi li ha votati.
Il voltafaccia e la menzogna sono la misura della classe politica italiana e “sarda ma anche italiana”, il primo articolo della costituzione andrebbe modificato, ne guadagnerebbe in sincerità.

Il governo ha improvvisamente tagliato i fondi per le comunità energetiche rinnovabili

Molte aziende l’hanno scoperto attraverso un post su LinkedIn del presidente del Gse. I finanziamenti passano così da 2,2 miliardi a 795,5 milioni, stravolgendo i business plan di migliaia di operatori ancora increduli.

Ecco la “transizione” che vogliono spingere, il progetto è quello di foraggiare le multinazionali, un chiaro boicottaggio ad una vera transizione che sia giusta socialmente, paesaggisticamente ed economicamente.

F2i chiude il riassetto Sorgenia. Ora i dossier Edison e Tirreno Power

Sixth Street, gigante globale degli investimenti alimentato da capitali istituzionali, affiancherà F2i nel controllo di Sorgenia, mentre Engie — multinazionale energetica partecipata dallo Stato francese — condivide con la stessa Sorgenia il 50% di Tirreno Power. Un intreccio che lega fondi internazionali, partecipazioni pubbliche e operatori energetici italiani in una filiera proprietaria sempre più complessa.

Scrive il Sole24ore, “Alla firma l’ingresso del fondo americano Sixth Street con il 38%.
F2i chiude il riassetto di Sorgenia, creando un maxi polo dell’energia da oltre 6 GW di capacità installata, e si prepara ad altri due dossier caldi del settore, entrambi italo-francesi: il break up di Tirreno Power, la ex genco Enel di cui la stessa Sorgenia condivide il controllo con Engie, e in prospettiva Edison, dove il quadro è più fluido in attesa delle decisioni di Edf.”

Ora preparatevi al mal di testa.
Ricordiamo che la F2i, controllata da Cassa depositi e prestiti (azionista Terna), a sua volta controllata dalla Fondazione di Sardegna (azionista de la Nuova Sardegna), è protagonista della fusione dei tre aeroporti sardi, promossa da De Pascale, azionista della Nuova Sardegna, presidente della Camera di Commercio di Cagliari.
De Pascale, tramite l’azienda Pellegrini ha costruito la stazione Terna a Garaguso, in Basilicata, e svolgerà dei lavori edili, civili e infrastrutturali per conto di Terna, come appaltatore, nell’ambito del progetto dei lavori per il SA.CO.I.3, il cavo potenziato che collega Sardegna-Corsica-Italia. La Fondazione di Sardegna ha ai vertici Giacomo Spissu (ex presidente della regione Sardegna) e alle relazioni esterne Graziano Milia, che non ha opposto resistenza al Tyrrhenian Link che approderà nei mari quartesi di Terra Mala.

Insomma, tolgono risorse alle comunità energetiche, mentre i colossi preparano il banchetto.

41 BIS a Uta, l’accoglienza a Todde del Comitato di Uta

foto: Rosi Tocco

L’incontro viene spiegato benissimo da Rosi Tocco del comitato di difesa del territorio di Uta, non aggiungiamo altre parole:

“I boss arriveranno e il problema non saranno loro, ma i familiari, e coloro che sono vicini ai boss e alla famiglia, che verranno qui a fare nuovi acquisti speculativi. Permetteteci di dire che c’è stata poca onestà politica: si è aperto il dibattito chiedendo unità tra le due fazioni di destra e sinistra e unità con il popolo, e poi si è andati a nominare la destra e a incolparli della loro assenza. Permetteteci di dire che i lavori all’interno della struttura per ospitare il 41 bis sono iniziati nel 2017 e non in maniera riservata; tutti lo sapevano…
A questo punto dobbiamo domandarci: nel 2017, il presidente della regione Sardegna di quel tempo, i sindaci della città metropolitana di Cagliari, Uta e gli amministratori, dove erano?”

Sarroch, il MASE apre due procedimenti d’ufficio di riesame dell’AIA: “Criticità non più eludibili”

Per la prima volta negli ultimi vent’anni, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha avviato due procedimenti paralleli di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) della raffineria Sarlux.

Dopo mesi di monitoraggi, analisi e richieste di accesso agli atti, il Comitato Civico di Sarroch ha segnalato ripetute anomalie nei controlli ambientali, nella trasparenza dei dati e nella gestione dei forti odori che hanno colpito migliaia di residenti tra Sarroch e Capoterra.
Il Comune di Sarroch è stato coinvolto nel riesame come supporto tecnico.

Sa Cida in 1 Minutu

Ambiente e Energia

Dai comitati sardi, Maria Grazia Demontis, del Coordinamento di Gallura riporta su un post che “Il sindaco di Pattada Angelo Sini, ha pubblicato una sentenza ignobile del consiglio di stato, riguardante la possibilità di esproprio delle Terre Civiche per l’installazione di FER”.
Va da sé che ci saranno opposizioni dell’agguerrito comitato di Gallura, che, tra l’altro, ha lanciato una campagna di opposizione al parco Eolia.

Dal carbone al digitale: epocale trasformazione in Sardegna. In una miniera abbandonata del Sulcis nasce il Data Center AI da 100MW
I professoroni negazionisti vari volevano sapere dove andrà l’energia degli impianti in approvazione, che tanto non avrebbero costruito perché non ci sono cavi sufficienti? Ecco la risposta, aumenteranno i consumi in loco.

Per la Nuova, la Sardegna è pronta al nucleare: cosa è una centrale a fusione, scorie e tempistiche

Terre rare, Meloni chiede a Eni nuovi investimenti sui minerali critici

Difesa, Terna: “Cavi sottomarini infrastruttura strategica, protezione cyber”. Luigi Ballarano, Chief Information Security Officer di Terna, ha aperto il suo intervento nel panel ”Underwater: minacce cyber, sicurezza e nuove dinamiche geopolitiche”

Missili in mare tra Ogliastra e Sarrabus, il Ministero conferma: «Non si trovano»

Arst. Macomer: posata la prima pietra della centrale di idrogeno

Politica e Affari

Emergenza medici in Sardegna, la Consulta boccia il ricorso del Governo. L’assessore Bartolazzi: “Il buon senso ha prevalso, garantire la salute dei cittadini è un obbligo morale che va oltre le dispute politiche”

L’assessore alla Sanità Armando Bartolazzi lascerà la giunta Todde nelle prossime ore: lo scoop della Nuova Sardegna, che aveva annunciato la silurata e l’accentramento dell’assessorato nelle mani della governatrice si sgonfia: Regione, nessuna data sul rimpasto: priorità alla Finanziaria

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