Chi rappresenta davvero Alessandra Todde? – S’Imprenta

S’Imprenta – Rassegna stampa dalla colonia
Come ogni sabato mattina su S’Indipendente
Già sappiamo che Todde aveva fondato l’azienda Energeya che produceva software per il settore dell’energia. Fu ceduta al colosso USA SunGuard.
Da politica contribuì alla scrittura del decreto Draghi e successivamente disse, parole testuali sue, “rappresentavo le aziende energivore“.
Introdusse nel decreto l’arrivo del metano in Sardegna. È tutto nel suo CV. Il metano serve alle aziende energivore sarde. Sono state degnamente rappresentate?
Quando scrisse la moratoria si affrettò a rassicurare gli investitori delle rinnovabili, mentre ai comitati della Pratobello24 disse “i legislatori siamo noi“, in pieno stile Grillo (il marchese, non l’ex comico).
Dichiarò dapprima di essersi pagata di tasca sua la campagna elettorale, poi si scoprì che era una menzogna. Entro 30 giorni verrà depositata la sentenza della corte d’appello. Per ora resta aperta la domanda: chi ha pagato la sua campagna elettorale?
Todde che chiama alla rivolta in piazza contro il governo è qualcosa che appare sempre più surreale. Ci andrà con la nuova auto blu da € 1.800 al mese? Sono lontani i tempi del Vaffa in piazza.
Ha scritto bene Lisa Ferreli, su Sardegna che Cambia, il potere che chiama alla piazza non lo fa per protesta, ma per chiedere legittimazione.
La situazione si complica, perché qui i poteri sono almeno due, quello centralista italico e quello subordinato sardo, per cui Todde usa l’arma statutaria e l’ariete popolare, ma solo in chiave di lotta contro la destra italiana.
Dunque, non siamo nel campo autonomistico, ma nelle logiche di potere partitico: infatti, tra la lista degli aderenti, la parte più cospicua è quella dei sindaci.
La sensazione è quella di un pugile alle corde che non sa che pesci pigliare, per cui tenta l’ultima carta.
Il segretario del PD Silvio Lai non è il flaccido Comandini, i segnali di diserzione sono chiarissimi (Regione, Giunta ancora disertata dal Pd: è crisi).
Alta tensione in maggioranza. Il Pd: «Alla Giunta serve un tagliando».
La sentenza n. 198/2025 della Corte Costituzionale, su ricorso presentato dal Governo italiano contro la Legge regionale Sardegna 8/2025, aveva sottolineato l’illegittimità di alcune parti della legge regionale laddove attribuisce poteri di sostituzione dei dirigenti senza garanzie procedurali adeguate.
Todde, dopo quattro mesi di esercizio provvisorio per dare priorità alla “riforma” sanitaria, aveva scelto le cariche in solitudine. Ecco le nuove nomine ai vertici delle delle ASL 8 e 2.
Mentre il nuovo Dg Thomas Schael ferma le aziende, come fece Bartolazzi. Meloni (FdI): «Mancano le linee guida che non hanno mai emanato, lo ammettono».
E allora, stretta dai comitati e dal popolo Pratobello24, stretta dai giudici e dalle sentenze, stretta dagli alleati, si rivolge alla piazza come ultima mossa disperata.
Arriva Conte a dar manforte, e qui qualsiasi ipotesi di battaglia autonomistica arriva al capolinea, dato che è stato lui ad imporla da Roma su base di calcoli di spartizione delle regioni. Critica la sanità, quella stessa in cui lui ha imposto Bartolazzi, e che ora è gestita part-time ad interim da Todde.
Perché allora Todde non si schiera con i 91 attivisti indagati per aver manifestato a favore della Palestina?
E a proposito di difesa della specialità, perché non si è pronunciata sull’ampliamento della RWM, lasciandosi commissariare e lasciando decidere allo stato italiano?
Scrive L’Indipendente:
“L’approvazione dell’autorizzazione ambientale per l’ampliamento della produzione nella fabbrica di RWM Italia da parte del MASE è arrivata il 17 febbraio, ma il provvedimento del ministero non è ancora stato pubblicato. Il progetto prevede investimenti per circa 140 milioni di euro per rilanciare la produzione del sito, raddoppiandone i volumi. Lo stabilimento produce bombe, droni, testate per missili e sistemi subacquei che vengono inviati in diversi teatri di guerra;”
La destra italiana di Sardegna è invece favorevole all’invio dei mafiosi, minimizza, cerca di nascondere l’imbarazzo, ma l’elefante è nella stanza. Pittalis ha dichiarato di essere contrario ma non ha mosso un dito contro.
In Sardegna, Fratelli d’Italia e Forza Italia si astengono, dunque acconsentono per silenzio-assenso.
I camerieri di partito offrono i sardi come portata principale ai loro padroni.
E i sardi? Sempre più soli, sempre più vittime di un sistema che estromette chi non cede alle lusinghe del potere (vedi alla voce legge elettorale che taglia le minoranze politiche), e contemporaneamente colpevoli di non provare seriamente a creare un’alternativa forte, credibile, plurale, non collusa, sarda. Preferiscono chiudersi nelle stanze del settarismo, più rassicurante ma totalmente ininfluente.
Sentenza storica: il TAR Sardegna boccia un impianto fotovoltaico a Gonnesa per questioni urbanistiche
Bocciato un impianto fotovoltaico perché il comune ha pianificato le aree in cui è possibile installare le rinnovabili. Il TAR aveva già respinto la richiesta di sospensiva del 2024 dell’azienda.
Scrive Pietro Cocco, dalla pagina del comune:
“il Comune, dotato di PUC adeguato al Piano Paesaggistico Regionale, ha ragione nel rivendicare prioritaria la programmazione urbanistica approvata per il proprio territorio comunale. […]
Sui numerosi progetti presentati a Gonnesa, abbiamo sempre espresso parere negativo perché le società vorrebbero realizzarli in territori su cui il Comune ha programmato uno sviluppo differente.
Non un divieto a prescindere perché quelle attività possono essere realizzate nelle aree industriali individuate nel PUC; e soltanto in quelle. […]
Il Tribunale ha accolto le nostre ragioni di diniego e lo ha fatto dicendo che le norme tecniche di attuazione del Piano Urbanistico Comunale di Gonnesa non introducono divieti assoluti e generalizzati in materia di impianti da fonti rinnovabili, ma stabiliscono regole precise, proporzionate e coerenti con il PPR, frutto di una pianificazione integrata, condivisa e conforme al quadro normativo statale e regionale.”
Questo passaggio potrebbe rafforzare la posizione dei comitati Pratobello che saranno auditi il 4 marzo dalle commissioni quarta e quinta.
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