L’economia sarda spiegata con l’energia – S’Imprenta

S’Imprenta – Rassegna stampa dalla colonia
Come ogni sabato mattina su S’Indipendente
I giornali sono monopolizzati dal calcio italiano e dalle sparate di Trump che minaccia di uscire dalla NATO (non mi sembra una cattiva notizia, potrebbe riguardarci). Tra il diritto internazionale e la forza prepotente emerge un fattore importante: l’isolamento internazionale crescente degli USA.
In Sardegna, le solite non-notizie sui soliti problemi strutturali (sanità, trasporti), ed è grave quando notizie simili non fanno più notizia.
Settimana fiacca per la politica sarda, ormai con la testa al ponte pasquale, con Vannacci che denuncia un parrucchiere di Sorso per avergli dato del buffone e e con Todde che annuncia la sua ricandidatura, mettendo Silvio Lai e il PD in un angolo. Infatti annuncia pace fatta, in pieno clima pasquale.
Data la scarsità di notizie, possiamo fare un approfondimento verticale su economia e energia in Sardegna.
Di quanta energia necessita la Sardegna? Come viene prodotta? Quanta viene consumata in loco e come viene utilizzata? Quale ritorno economico e occupazionale?
Quella dell’energia non è un’industria come le altre, sta alla base di quasi tutte le moderne attività economiche umane. E non solo economiche.
Vediamo prima di tutto, dai dati Terna, la produzione di energia. La propaganda speculativa falso green ha messo l’accento sulla chiusura delle centrali a carbone, per cui era necessario il Tyrrhenian Link per creare continuità. Il T.L. lo stanno realizzando, ma il carbone non chiuderà fino al 2038: i comitati avevano denunciato questa truffa da anni, l’obiettivo era fin dall’inizio avere più energia possibile per questioni geopolitiche e per dare energia all’AI.

Secondo la “falsa” narrazione il 67% dell’energia elettrica viene prodotta da fossile, ed è vero. Con fossile si intende da carbone e da residui della petrolchimica, cioè la Sarlux.
Sul totale di 8.516 GWh prodotti da termoelettrico (quasi interamente fossile), 3.500 GWh (fonte Saras) sono stati prodotti dalla Sarlux (scarti del petrolio), e dunque, per differenza, circa 5.000 GWh sono stati prodotti dalle centrali a carbone.
Questo 67% è però misurato sul totale della produzione, anche quella esportata, ma se dalla produzione di 12.632 GWh togliamo quella consumata in Sardegna (7.600 GWh) vediamo che circa 5.000 GWh servono per l’export in continente.
È la stessa quota che viene prodotta dal carbone!!!
Se invece confrontiamo le fonti di produzione con i soli consumi sardi, scopriamo che la Sardegna sta già coprendo il 54% da rinnovabili. Il dato è ottenuto sommando la produzione da rinnovabili, cioè la somma di eolico, fotovoltaico e idrico (4.109 GWh), diviso per il totale dei consumi (7.600 GWh anno).
Chi dice che con le rinnovabili il prezzo della bolletta dovrebbe scendere, che siamo in ritardo, che la Sardegna è contraria, non considera che già oltre metà della nostra quota consumi è prodotta da energia rinnovabile. E ancora dobbiamo realizzare i 6.2 GW.
Volete sapere quanto produce la Spagna da rinnovabili?
Secondo i dati del Sole 24 Ore, la Spagna produce da rinnovabili il 54,87%.
Eppure circolano parecchi post e articoli sulla Spagna che paga l’energia a cifre irrisorie rispetto a noi perché siamo “contrari alle rinnovabili”. I dati dicono altro.
Innanzitutto i consumi sardi da energia green sono superiori alla media europea (47%), non c’è nessun ritardo.

Se entriamo nello spaccato dei consumi, quelli industriali sono circa il 40,5% del totale, con un calo enorme negli anni 2010-2012, corrispondenti agli anni della crisi e alla chiusura dell’Alcoa.
A consumare parecchia energia è l’industria del Sulcis, per cui siamo inquinati due volte, per fornire energia da carbone e dai residui fangosi.

I consumi raccontano l’economia, è di questi giorni l’ennesima protesta degli operai del Sulcis. Non si può porre la questione chiusura Portovesme senza presentare un’alternativa, e qui la politica dorme. Innanzitutto impiegare nella bonifica sarebbe un primo passo, ma si potrebbe creare sviluppo con delle centrali a biomassa, abbiamo un esempio a Serramanna, che fornisce un centinaio di posti di lavoro diretti e con l’indotto circa quattrocento. Andrebbe sostenuta e andrebbe replicata l’industria.
Oltre all’industria altamente energivora di Portovesme, la Sardegna basa la sua industria su un’altra grande inquinatrice, che però l’energia la produce e in quantità largamente superiori al consumo interno: la Saras.
L’export principale sardo è legato alle esportazioni del gigante olandese, la CO2 sarda è largamente prodotta dalla Saras, e non esiste un piano per la conversione: l’auto elettrica non è diffusa, per tante ragioni, incluso il costo di acquisto.
È di questi giorni l’incendio presso la grande azienda, il comitato denuncia: «Verità sulle cause e sull’allarme: non ha suonato»
Sia con l’elettricità che con i carburanti ci stiamo inquinando per produzioni non necessarie ai nostri fabbisogni.
Poi certo, da altre parti si producono beni che noi importiamo, e anche questi sono stati prodotti inquinando, ma la differenza sta nell’imposizione dall’alto delle produzioni. Nessuna legge impone ad un territorio di produrre auto, o altri beni. Ai sardi viene imposta la produzione di energia a beneficio di entità esterne.
Ma guardiamo ai dati economici, agli eventuali benefici a fronte dell’inquinamento.
Gli occupati in Sardegna, per l’ufficio statistico regionale, nei nove mesi del 2025 hanno oscillato tra i 655.000 e i 673.000. Per Sardegna Impresa, sito dell’assessorato all’industria sarda, gli occupati per i servizi si attestano a 455.840 unità, mentre nel settore industriale sono circa 56.700 unità.
Dunque, l’industria a fronte di un consumo energetico del 40,5% (3.098/7.636 Gwh) occupa circa solo l’8,5% della popolazione (56.700/660.000). I servizi, a fronte dei consumi del 27,7% (2.117/7.636 Gwh) occupano il 69% della popolazione.
Chiosa finale: oltre metà della nostra quota energetica consumata è già prodotta da rinnovabili, l’eolico è presente in tutta la Sardegna, già ora. Il resto va colmato con incentivi ai privati e alle comunità energetiche, con investimenti in idroelettrico e centrali a biomassa, che stabilizzino la produzione. È necessario un forte rimboschimento per la cattura della CO2.
La Sardegna è avanti rispetto all’Europa, in linea con la Spagna, l’obiettivo Sardegna 100% rinnovabile non è raggiungibile in tempi brevi, data la tecnologia attuale. Il resto va colmato con pannelli sui tetti e sulle pensiline dei parcheggi. L’alternativa è riempire di batterie BESS, pale e pannelli e trasformare tutta l’isola in una zona industriale a cielo aperto.
La Sardegna in guerra
Carico di guerra per Israele a Cagliari? Il ministero: «Materiale non dichiarato negli 11 container bloccati»
Armi e materiale bellico in porto: bloccati a Cagliari 11 container, Cagliari, Meloni (PD): “Vogliamo sapere cosa trasportava la MSC Vega”.
Libano: la Brigata Sassari disinnesca un drone armato. Operazione delicata per i militari sardi che hanno messo in sicurezza un drone armato.
Libano, razzo colpisce la base Unifil di Shama: paura per la Brigata Sassari e gli altri militari italiani
Aeroporto e dintorni
Mauro Pili pubblica alcune connessioni sull’affare aeroporti, che completa il quadro che da qualche settimana stiamo ricostruendo.
Maurizio De Pascale è anche il titolare al 100% della centro commerciale Fas. Di Antonello Cabras abbiamo già scritto, aggiungiamo Monica Pilloni, “siede nel consiglio di amministrazione del BPER, ma nel contempo è anche presidente Sogaer – società di gestione dell’aeroporto di Cagliari, risulta pagata, con 50.000 euro, dall’aeroporto che stanno privatizzando e incassa 160.000 euro dalla Bper dove è stata nominata dalla Fondazione di Sardegna, la fondazione che guida e partecipa all’operazione di privatizzazione dello stesso aeroporto”.
Occidente e colonialismo
Con 123 voti a favore, 3 contrari (USA, Israele, Argentina!) e 52 astenuti l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 25 marzo ha approvato una risoluzione presentata dal Ghana con la quale si riconosce che la tratta transatlantica degli schiavi è “il più grave crimine contro l’umanità” e si chiedono i risarcimenti per i danni che ha causato.
L’Italia e i paesi UE si astengono, oltre alle scuse formali vengono richiesti danni riparatori abbastanza alti.
L’Europa ha mai fatto i conti con il colonialismo? E ha mai fatto i conti con il colonialismo interno degli stati contro le popolazioni?
Leggiamo da Frantz Fanon (Pelle nera, maschera bianca), un intellettuale delle Antille che ha lottato contro il colonialismo, che con la lingua assume la sua forma più subdola ma potente:
“Un uomo che possiede il linguaggio possiede di riflesso il mondo espresso e implicato da questo linguaggio. […]
Ogni popolo colonizzato – ovvero ogni popolo all’interno del quale ha preso forma un complesso di inferiorità a seguito della soppressione dell’originalità della cultura locale – si pone di fronte al linguaggio della nazione civilizzatrice, ovvero dalla metropoli. Il colonizzato sarà tanto più allontanato dalla giungla quanto più avrà fatto suoi i valori culturali delle metropoli. Sarà tanto più bianco, quanto più avrà rigettato la sua negrezza, la sua giungla. […]
La borghesia delle Antille non usa il creolo, tranne nel rapporto con i domestici. A scuola, il giovane martinicano impara a disprezzare il dialetto. Si parla di creolismi. Certe famiglie proibiscono l’uso del creolo […].
La lingua ufficiale è il francese, i maestri elementari sorvegliano severamente i bambini affinché il creolo non venga utilizzato.”
Tutte cose che conosciamo bene anche noi sardi e tutti i popoli europei oppressi dagli stati dominanti.
Chiediamo un risarcimento all’Italia per la perdita della lingua?
Da questa settimana introduciamo il sardo nella rassegna stampa, iniziamo con i titoli, dunque brevi testi e di facile lettura.
Leggere in una lingua diversa da quella imparata a scuola è faticoso, bisogna reimparare lentamente a mettere insieme le sillabe, a comporre parole e infine, come per la lingua imparata a scuola, arrivare a scansionare parole o frasi intere, velocizzando e rendendo meno faticoso l’esercizio della lettura.
Sa Cida in 1 Minutu*
Ambiente e Energia
Sarroch: fogu in sa Saras, cumintzat s’interventu de urgèntzia Unu fogu in sa tzentrale de Sarroch at fatu iscatare sos protocollos de seguresa pro amparare sos operàjos.
Gaddura: sos comitados contra a bator progetos eòlicos offshore Sas comunidades locales s’oponint a s’installatzione de sas palas eòlicas in su mare in antis de sas costas galluresas.
Putifigari: scrocorigau su progetu fotovoltàicu pro bìnculos archeològicos Sas normas de s’UNESCO e sos sitos archeològicos firmant s’installatzione de sa tzentrale solare in su Comune de Putifigari.
Energia: su TAR òrdinat de sighire sos progetos blocados Sos giùighes annullant su blocu de sa Regione in subra de sas palas e de sos pannellos solares in Sardigna.
Traballu pro su Tyrrhenian Link, tancada una parada de su bus de su Poettu
Assaltu eòlicu: deghe turres noas in su Monte Unturzu Unu progetu eòlicu nou minetat s’ambiente e sa fauna de sa zona de sa badde de su grifone.
Usi tzìvicos: sa Commissione Paritètica presentat sas normas noas Sas propostas noas pro sa gestione de sas terras colletivas arribbant a s’esame de sas commissiones de su Cunsìgiu.
Usi tzìvicos: petitzione populare pro amparare sas terras colletivas Su Grupu d’Interventu Giurìdicu dimandat s’agiudu de sos tzitadinos contra a su “Editto delle Chiudende” nou de s’Istadu.
Energia: s’impatu de s’estratzione de s’ENI in Itàlia e Nigèria Un’istùdiu analìzat sos efetos ambientales e sotziales de sas fainas de s’ENI in sos territòrios petrolìferos internatzionales
Polìtica & Affàrius
Càmera de Commerciu de Casteddu: De Pascale torradu a cunfirmare Su presidente est istadu votadu dae su Cunsìgiu nou.
Istàdiu de Casteddu: su Comune rìschiat unu dannu erariale Sa chistione de su canone pro s’istàdiu nou est a su tzentru de una cuntierra econòmica meda manna.
Istàdiu de Casteddu: un’istrutura biva e ativa totu s’annu Su progetu nou de s’istàdiu de Casteddu punnat a creare un’ispàtziu pro s’isport e sos eventos ònnia die.
Afitus curtzus in Sardigna: nùmeros raddoppiados in duos annos Cuccureddu decrarat chi sa crèscida est manna ma pro immoe non b’at perunu perìculu de “overtourism”.
Turistas istràngios in Sardigna: superant sos italianos pro sa primu borta Sos datos de su mercadu turìsticu amostant una mudàntzia importante pro s’economia de s’ìsula, ocannu.
Sassari: Bagarella cundannadu pro minetas graves contra a sa politzia Su boss mafiosu est istadu giuigadu pro sa resistèntzia sua contra a sos agentes de sa presone de Tàtari.
Edilitzia in Sardigna: coordinamentu nou pro sos traballadores istràngios Creschent sos muradores imigrados in s’ìsula; nàschet un organismu de coordinamentu pro amparare sos diritos de totu sos operajos.
Trasportos marìtimos: bandos europeos noos pro sa continuidade territoriale Sa Regione inditet sas garas ufitziales pro garantre sos collegamentos de sas naves tra sa Sardigna e su continente.
Naves e continuidade: pùblicadas sas garas noas de su Ministeru Su Ministeru de sas Infrastruturas pùblicat sos bandos europeos pro sos trasportos marìtimos cara a sa Sardigna.
Traballu: farta de manodopera e dannos pro 206 milliones In Sardigna mancant prus de 8.000 traballadores; s’economia regionale sunfrit pèrdidas mannas pro s’impossibilidade de agatare operajos preparados.
Mèdicos de base: s’isclavitùdine de WhatsApp onni die Su dotore Puddu contat sa faina sua sena discansu, costrintu a rispùndere a chentinas de messàgios onni die.
Cultura e Sociedade
Sardigna: prus pagu nàschidas, 50mìgia piseddos in mancu Segundu sos datos, in su 2032 s’ìsula at a tenne medas nàschidas in mancu, minetende su benidore de sa popolatzione.
Caterina Roselli: sa sfida pro su gadduresu e s’identidade Un’intervista in subra de sa limba de Gaddura e s’importàntzia de dda tramandare a sas generatziones noas.
Sardigna: sos sardos tenent su DNA prus antigu de Europa Unu istùdiu iscientìficu cunfirmat chi s’ereditade genètica de sos isolanos tenet prus de deghe mìgia annos de istòria.
Inùefilm: nàschet sa prataforma dedicada a sos documentàrios sardos Una digital library noa amostat sa Sardigna pro mèdiu de su tzìnema documentàriu cun s’apògiu de sa Fondatzione.
Le meravigliose inchieste della Nuova Sardegna
Nosu ci provaus a fai girai is giornalis, ma sa Nuova Sardegna intzullat, e torraus sèmpiri a inguni
“Nuova Nutella Peanut alle arachidi: cosa sapere e quando arriva in Italia“

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*Novas bortadas cun s’AI NotebookLM de Google.
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