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La Scozia verso l’indipendenza, e la Sardegna? [oltre la decostruzione delle “lamentele”] – S’Imprenta

S’Imprenta – Rassegna stampa dalla colonia

Come ogni sabato mattina su S’Indipendente

Mentre in Irlanda si parla di riunione delle Irlande, nel Galles trionfano gli indipendentisti che aprono la seduta parlamentare parlando in gallese (hanno un “enorme piano” per incentivare la lingua gallese), e in Scozia, il 26 maggio, il parlamento ha votato per un nuovo referendum per l’indipendenza, in Sardegna la settimana è iniziata con l’America’s Cup e lo strascico sull’identità sarda e folklore.

Svestendo le maschere e decostruendo la narrazione, strato dopo strato, cosa rimane? Non l’essenza, ma nemmeno il nulla, altrimenti saremmo tutti uguali.
Decostruirsi è anche un po’ perdersi nella storia infinita delle relazioni.

Vito Biolchini sui social chiede quale alternativa rappresentativa proporrebbero gli indipendentisti per un evento come l’America’s Cup.
Po ndi nai una, comunicai e chistionai in lìngua sarda in s’eventu, bortau deretu in inglesu, chentz’e bortadura in italianu.
Sa cultura cumenti a fortza polìtica.
Per dire, il re Carlo in visita in Galles dopo il suo insediamento ha parlato gallese.

Due sentenze guidano il dibattito settimanale: viene accolto il ricorso dei comitati sulla RWM (Italia Nostra, A Foras, USB Sardegna, Comitato Riconversione RWM, Assotziu Consumadoris Sardigna, Movimento Nonviolento Sardegna), su cui Todde e la Regione si erano schierati contro, con grande imbarazzo di alcuni partiti di maggioranza, che però ingoiano il rospo senza azioni conseguenti. La decisione sul contenuto è rimandata al 14 gennaio 2027.

A proposito, Todde a La7 dichiara che la Sardegna diventa adulta, e che deve smettere di lamentarsi.
Che sia la lamentela delle minoranze e delle resistenze l’identità dei sardi, che disturba e rende la Sardegna politicamente debole e poco credibile?
O piuttosto il potere gestito per favorire la colonizzazione esterna ed elargire consulenze a “trombati”, come rileva l’inchiesta di Indip?

La seconda sentenza è quella della Corte Costituzionale sulla legge 20, che consente a Todde di cantare vittoria. Ci sono alcuni punti da considerare.

Il primo è che il governo italiano, sempre troppo intrusivo nelle politiche sarde, istituzionalmente per una volta soccombe contro la regione. Il secondo è che gli impianti saranno bloccati. Bene.

Ora bisogna capire il senso dell’esultanza e della sentenza. La legge 20 blocca realmente il progetto dei 6.2 GW?
Assolutamente no, entra nel merito solamente nella scelta dei luoghi dove metterli.
Ed è su questo che i comitati l’avevano contestata, sia per l’accettazione dei 6.2 GW, decisi a Roma non per esigenze sarde, sia perché occorreva partire dai tetti e dalle superfici già cementificate.
La legge 20 vuole distribuire gli impianti sul territorio sardo, solo un po’ più in là rispetto ai punti in cui quegli impianti bocciati erano previsti, ma la sostanza non cambia di molto.
La contestazione dei comitati si giocava e si gioca su queste differenze: le aree idonee decise dalla regione non sono per forza quelle già cementificate.

Per un’analisi sulla sentenza rimando al sito del Gruppo di intervento Giuridico.

Brucia Alghero, l’ombra della camorra

Nella notte del 26 maggio ad Alghero bruciano due furgoni degli imprenditori Marco e Claudio Cassitta, titolari anche dell’Agua de Mar, sul lungomare Dante.

Due giorni dopo, il 28 maggio, bruciano 80 auto parcheggiate in un’area di sosta vicino all’aeroporto di Alghero.

Scriveva nel 2022 il giornale investigativo irpimedia:

“Giorgi è a capo della famiglia Boviciani di San Luca, noti narcotrafficanti della ‘ndrangheta calabrese. Dopo alcuni anni nel carcere di Alghero per traffico di droga, è lui stesso a chiedere e ottenere i domiciliari nella Barceloneta sarda. Piuttosto che tornare in Calabria, Giorgi preferisce restare sull’isola, dove può contare su una domanda stabile di droga e dalla quale dirige gli affari grazie alla rete di fratelli che, strategicamente, vivono nel nord Europa.”

Ad aprile 2025, il giornale comitato-antimafia-lt.org scriveva:

“Oggi, dieci anni dopo, oltre 50 locali commerciali nel centro storico di Alghero sono finiti nelle mani di soggetti riconducibili a famiglie camorristiche, in particolare i clan Madonna e Cinque.”


Dalle parti degli “irlandesi di Sardegna” il fantasma di una scissione minaccia il Psd’Az: Il gruppo del segretario Solinas si riunisce a Cagliari, quello del presidente Moro e di Pasquale Mereu ad Orgosolo.
Il problema dei partiti indipendentisti/autonomisti è che finiscono per gestire il potere con i partiti italiani, ma alla fine non riescono a porre questioni sardiste, come la scuola sarda, la questione fiscale, la gestione del territorio e dell’economia, lo sfruttamento delle risorse.

Da un lato Solinas non arretra di un passo, chiama al congresso straordinario, probabilmente per una resa dei conti interna, estromettere le minoranze e dichiarare la nuova linea centrista con Riformatori, Sardegna al centro 2020 e il PD. Una nuova balena bianca, che isoli le destre italiane e i Cinque Stellle.
Un esperimento in tal senso sono le elezioni amministrative di Quartu. Se Milia dovesse vincere, potrebbe essere l’alfiere del progetto e futuro candidato alle regionali. E il PD di Silvio Lai chiuderebbe con la fase Todde.

Dall’altro lato, ad Orgosolo, si chiede un cambiamento nella gestione non democratica del Psd’Az.
C’è il problema delle tessere, dato che su quelle si fronteggeranno a settembre, Solinas dichiarò di contarne circa 2000, dopo oltre 100 anni di storia.

Altra novità politica è quella del generale baby-pensionato Vannacci, che all’evento in Sardegna del suo partito conta anche lui 2000 iscritti nell’isola, ma è appena nato dopo aver masticato e sputato Salvini.

È un mondo al contrario, se lo si guarda a testa in giù. Oppure se pensiamo che i sardi ancora una volta si buttano tra le braccia di un partito italiano che inneggia al tricolore e sulla Sardegna sostiene le banalità tipiche di chi non conosce nulla dei problemi sardi.

Dalle resistenze e dalle lotte finiscono per avvantaggiarsi gli improvvisati dell’ultimo minuto.
Comitati, associazioni, movimenti e partiti riflettano dal basso dei loro pochi iscritti su come finiscano sempre per farsi fregare.

Sempre più in ginocchio, la Sardegna è incapace di emanciparsi e di immaginarsi libera.
Dopo aver decostruito tutto quanto, nascosto tra la fierezza e l’orgoglio, si nasconde un pesante complesso di inferiorità (“da soli non ce la facciamo“).
La servile storica prostrazione e l’autocolonizzazione, questa è la vera identità dei sardi (con le dovute eccezioni storiche e attuali).


Le 1000 più grandi imprese sarde

La Nuova Sardegna propone uno speciale sulle prime 1000 aziende sarde. Non tutto va male in Sardegna. Il PIL sardo (+1,3%), per crescita è secondo in Italia (+0,7%) dopo la Sicilia (+1,8%).
L’occupazione cresce al 2,6% (tre volte quello statale), il tasso di disoccupazione all’8,3% è il più basso degli ultimi 50 anni.
Tuttavia è una crescita fragile, il pil a parità di potere d’acquisto è il 72% di quello europeo. L’export è quasi tutto dovuto alla petrolchimica.

Tra i profili aziendali delle prime cinque, spiccano Saras, Sarlux e Fiumesanto, la tanto odiata centrale a carbone: per spegnerla hanno realizzato il Tyrrhenian Link e attuato la “transizione” energetica, ma incredibilmente la Nuova gli dedica un articolo titolato “Fiume Santo in salute, la sua essenzialità durerà a lungo. Le ultime crisi rendono il carbone strategico.”

Due pagine dopo appare la mezza pagina pubblicitaria della stessa azienda. Pecunia ndi bolit, la Nuova Sardegna.
Scopriamo comunque che nel 2024 ha fatturato 353 milioni e un utile di 7, ha 183 dipendenti e ha una produzione media annua di energia di 2 TWh.

Al terzo posto, dopo le due aziende di Sarroch, i Fratelli Ibba di Oristano, Banco di Sardegna, Fiumesanto, appunto, Isa spa di Villacidro, IVI petrolifera, Abbanoa, Superemme supermercati di Cagliari, gli Assegnatari Associati Arborea. Tiscali all’11esimo posto per fatturato, ma in perdita di 43 milioni, come la Saras (in perdita di 112 milioni).
Eurallumina è al 133esimo posto con 24 milioni di fatturato e 92 dipendenti.
I dati sono elaborati dalla Nuova su database di InfoCamere.

Dal mondo della resistenza

Il Comitato di difesa del territorio di Uta ha vinto, S’intzidu e Su Niu de su Pilloi sono salvi.
“Il Comitato ha portato avanti ricerche, segnalazioni e censimenti anche su nuraghi e siti ancora non sottoposti a vincolo archeologico, dimostrando quanto questo territorio sia ricco di storia, identità e memoria”. La Soprintendenza ha dato ragione al comitato.

Continua il botta e risposta tra il Comitato di Ittiri No Eolico Palas a terra e il sindaco di Ittiri:
Scrivono in un post: “Il comitato non ha lanciato allarmismi, ha fatto informazione, prima che la facessero le istituzioni che amministrano Ittiri”. “Occorre che la comunità ittirese sia messa al corrente di rischi e vantaggi per il territorio, di uno degli impianti di batterie di accumulo al litio più grandi d’Europa“.

Risponde il sindaco, dicendo che “Nella giornata di ieri l’Amministrazione comunale di Ittiri, congiuntamente ai propri tecnici, ha partecipato a una videoconferenza con l’Assessore regionale agli Enti Locali e Urbanistica, Dr. Francesco Spanedda, e con lo staff tecnico dell’Assessorato, finalizzata ad approfondire alcuni aspetti relativi al progetto di impianto di accumulo elettrochimico BESS da 470 MW“.

Un gruppo di associazioni e comitati lancia l’appello No Gasdotto Sardegna: “Espropri e servitù per un gasdotto senza gas. Nel silenzio della stampa un progetto pericoloso, inquinante e fuori da ogni logica economica viene imposto in 30 giorni, a spese delle comunità locali e dei proprietari ignari“.

Il Presidio Permanente del Popolo Sardo si mobilita per difendere il nuraghe di Barumini, con una marcia da Las Plassas.

Il Presidio Palestina Cagliari denuncia i charter da Tel Aviv in cui saranno presenti dei militari israeliani in vacanza e protesta in aeroporto.

No a nuove servitù carcerarie. Assotziu Consumadoris Sardigna, Socialismo Diritti e Riforme, Ufficio Studi Giovanni Maria Angioy e Sa Defenza organizzano un incontro contro il 41-bis in Sardegna.

A Foras is bases po is gherras allenas. Corteo contro l’occupazione militare della Sardegna, 2 Giugno 2026, h16:00, Cagliari, Marina Piccola.

Sardinia: Beyond the Colonial Postcard tra i vincitori dell’Innovation Awards 2026

Il programma Sardegna ha ricevuto il GoAbroad Innovation Award 2026 nella categoria Innovation in Global Citizenship, un riconoscimento assegnato durante la conferenza annuale NAFSA, uno dei più importanti incontri professionali nel campo dell’educazione internazionale.

Leggiamo: “Anziché presentare la Sardegna come una soleggiata meta mediterranea, il Centre College ha creato un programma guidato da docenti che affronta di petto la storia dell’isola, segnata dalla militarizzazione, dall’erosione linguistica e dallo sfruttamento delle energie “verdi”. Gli studenti conducono interviste biografiche, ricerche etnografiche sul campo e riflessioni strutturate, e i loro progetti finali richiedono loro di valutare criticamente e proporre riforme ai programmi di studio all’estero stessi. Gruppi ristretti, collaborazioni locali a lungo termine rendono questo un modello di educazione globale realmente etico in azione.

Il progetto è voluto e portato avanti da Marc Demont, docente del Centre College di Danville, Kentucky, Stati Uniti d’America, che da qualche anno conduce gli studenti americani alla scoperta della Sardegna, con un punto di vista inedito rispetto alla narrazione comune di chi guarda l’isola dall’esterno.

Sa Cida in 1 Minutu

Ambiente e Energia

Pranu energèticu ambientale: sa Giunta aproat su documentu preliminare Sa Regione Sardigna incumentzat s’iter pro sas règulas noas in subra de s’energia e s’amparu de s’ambiente. (L’Unione Sarda).

Rinnovàbiles: test pro sa credibilidade polìtica de su Campu Largo Sa gestione de s’energia neta in Sardigna deventat una chistione detzisiva pro s’alliantza de su tzentrumanca regionale. (Il Foglio).

Lìtera aberta a sos leader de su Campu Largu Una proposta pagu funguda in subra de sas polìticas energèticas e sa transitzione neta pro su benidore de s’ìsula. (Energia per l’Italia).

Comunidades energèticas: sa cursa est semper prena de stop Sas dificultade de sa burocratzia e de sas normas blòcant s’isvilupu de s’autoconsumu in sos territòrios locales. (Lavoce.info).

Comunidades energèticas rinnovàbiles: su benidore de s’autoconsumu Règulas noas pro agiudare sos tzitadinos a produìre e impreare s’energia de manera indipendente e sustenìbile. (La Repubblica).

Energy Vault in Sulcis: s’intelligèntzia artifitziale in sas mineras Unu progetu nou de tecnològia birdi impreat sas ex mineras de carbone pro s’atumbada de s’energia neta. (La Repubblica).

Nucleare: su Ministru Ciriani annùntziat unu referendum inevitàbile Su Guvernu punnat a sas tzentrales de generatzione noa e apreparat sa consultatzione populare pro sa sèbera energètica. (Corriere della Sera).

BESS Itàlia: su mudellu de sa Califòrnia pro s’atumbada energètica S’Europa chircat solutziones tecnològicas de vanguàrdia pro allogare s’energia rinnovàbile e minimare sos isperdigos. (Rinnovabili.it).

Polìtica e Affàrios

Sardigna: pèrdidos 85.000 residentes in binti annos de ispopolamentu Sos datos de s’ANSA cunfìrmant sa crisi demogràfica grae chi minetzat su benidore de totu sas comunidades sardas. (ANSA).

Aeroportu de Casteddu: sa CGIL contra a sa privatizatzione Su sindacadu denùntziat sos perìculos pro sos traballadores e sa gestione de s’iscalu aèreu prus importante de s’ìsula. (CagliariToday).

Continuidade: sa Regione Sardigna àrtziat sa boghe contra a s’Istadu Sos rapresentantes de s’ìsula pedìnt prus diritos e risorsas pro sos collegamentos aèreos tra s’ìsula e su continente. (L’Unione Sarda).

Unione de sos aeroportos sardos: si movent sos atzionistas Sos investidores privados si movent pro s’unione de sos iscalos de Casteddu, Terranoa e s’Alighera in una sotziedade ùnica. (Sardigna Notìtzias 24).

Ryanair contra a sa Regione: tassas de imbarcu e taglios Sa cumpangia denùntziat chi sa Sardigna at a èssere segada fora pro neghe de sos costos troppu artos. (L’Unione Sarda).

Costos de sa polìtica: staff fiduciàrios e dinaris de sos tzitadinos Un’indàgine in subra de sos gastos de sa polìtica sarda pro sas consulèntzias e su personale de fide. (Indip).

Zedda contra a su Guvernu: tancados 400 milliones a sos Comunes Su sìndigu de Casteddu denùntziat sa farta de seriedade de s’esecutivu natzionale pro sos taglios a sos entes locales. (CagliariPad).

Sa casta noa nàschet in sas listas eletzorales regionales Un’anàlisi crìtica in subra de sa sèbera de sos candidados e sos privìlègios de sa classe polìtica sarda. (Sardegna e Libertà).

Cultura e Sociedade

Nàschet sa retza de sos sitos mannos de sa tziviltade nuràgica Trinta-duos Comunes sardos s’unìnt pro valorizare sos monumentos antigos, de sos nuraghes a sos putzos sacros. (Sardinia Post).

Cortometràgios Alta Marmilla: domìniga sos prèmios e sas proietziones Un’initziativa culturale pro ammustrare su territòriu peri s’arte de su tzìnema e sos contos de sa gente locale. (Link Oristano).

Malta: sa crèschida de su 2026 est su triple de s’UE Sas previsiones econòmicas ammustrant un’isvilupu forte meda pro s’ìsula de Malta in su panorama finantziàriu europeu. (BusinessNow).

Rhun ap Iorwerth eletu Primu Ministru de su Galles Rhun ap Iorwerth est istadu eletu Primu Ministru de su Galles dae su Parlamentu de sa natzione. (Guvernu de su Galles).

La Nuova Sardegna colpisce ancora

(Segnalazione di Federica, torraus gràtzias!)


Sardinia: Beyond the Colonial Postcard, il video

Immagine: robertacalvi.eu

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