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L’insostenibile pesantezza del voto italiano – S’Imprenta

S’Imprenta – Rassegna stampa dalla colonia

Come ogni sabato mattina su S’Indipendente

Tre notizie attorno a cui ruota il dibattito in Sardegna questa settimana: il referendum, la mancata decadenza di Todde, la Sardegna sempre più in guerra.

L’Italia è quello strano paese in cui le categorie sono capovolte. Il garantismo nasce a sinistra, il giustizialismo, ordine, disciplina, sono di destra. Solo che in Italia i portavoce del garantismo sono il Gatto e la Volpe alla ricerca dell’impunità, dai tempi di Mani Pulite.
Un paese malsano, nonostante abbia dato i natali a Beccaria.

La destra italiana esce sconfitta e indebolita, il garantismo senza “questione morale” puzza di affari sporchi impuniti.
Ma c’è un ragionamento di Andrea Andrillo che vale la pena riportare:
“Dirò una cosa che so sgradita a tanti e tante: se chi è andato a votare è quel popolo della sinistra che non si sente più rappresentato e non vota più, non sono quelli al governo che dovrebbero dimettersi, ma il PD tutto intero che dovrebbe occuparsi di altro.”

Ora, mentre italiani e sardi esultano per avere difeso la magistratura, su richiesta della procura di Bologna, ieri (27 marzo) in Sardegna una persona è stata perquisita con l’accusa di istigazione a delinquere e apologia di reato per aver condiviso il 7 ottobre 2025 un post della Resistenza Palestinese. Le sono stati sequestrati alcuni dispositivi elettronici.

Detto questo, è interessante analizzare i meccanismi mediatici e politici che le elezioni italiane riescono a generare, visti dal mondo dell’autodeterminazione.

I media hanno imposto una rigida dicotomia a temperatura crescente, ipersemplificata e da cui è stato quasi impossibile non rimanere invischiati, per concludere con uno schema vincitore/vinto, non tanto sul tema in oggetto, ma sui partiti. Per cui, le immagini di festa, le dichiarazioni audio e gli scritti fagocitano dentro il contenitore del Campo Largo tutte le variegate posizioni e tutti i diversi NO. Non esiste voce alternativa al duopolio talmente forte da riuscire a superare l’estasi mediatica del vincitore principale, che con asso piglia tutto raccoglie i frutti di cento voci diverse, ormai inutili nel post voto.

È la vittoria della dicotomia destra italiana vs sinistra italiana, dell’unitevi a noi per “battere le destre”, il paradigma italocentrico, rispetto ad un paradigma alternativo centro-periferia (Sardegna-Italia) che stenta a palesarsi, e che anzi, ad ogni tornata elettorale retrocede.

Un interessante articolo di Andrea Locci pubblicato su S’Indipendente invitava il mondo dell’autodeterminazione ad usare un linguaggio inclusivo rispetto a chi non è dentro certe dinamiche.

Per alcuni versi il ragionamento fila (ad esempio per la grafia sarda o su altre questioni), ma sulle questioni prettamente politiche che riguardano la difesa della Sardegna probabilmente occorre cercare lo scontro per uscire dall’irrilevanza.
La sfida è titanica, i mezzi ridottissimi, per cui alzare la temperatura è il minimo sindacale anche solo per fare conoscere l’esistenza di una proposta alternativa alla dicotomia tutta italocentrica.
Vale per gli indipendentisti, come per qualsiasi ipotesi alternativa al duopolio.

In questo contesto, qualsiasi riferimento all’indipendenza della Sardegna rischia di essere un contenitore vuoto, senza attinenza con la realtà della politica concreta, senza strumenti che la riportino nell’attualità della storia.
Insomma, prima ancora che nuovi contenuti ideali, occorre un orizzonte concreto e aggiornato su cui muoversi e interrogarsi su queste dinamiche, liberandosi dalle parole d’ordine ormai vetuste.

La rivincita di Todde: nessuna decadenza, confermata solo la sanzione da 40 mila euro

La sintonia giudici-Campo largo si ripete nella sentenza sulla decadenza: 40.000 euro, un po’ di tarallucci e un bicchiere di vino.
Scrive Paolo Maninchedda sul suo blog: “se domani De Pascale volesse regalare due milioni di euro a un candidato che volesse candidarsi alla presidenza della Regione e il suo candidato vincesse le elezioni e poi facesse presentare a suo nome un rendiconto farlocco, pagherebbe solo una sanzione di 40.000“. Questo precedente lo renderebbe non solo lecito, ma anche possibile e probabile per qualsiasi partito o imprenditore. La multa è irrisoria, la pena nulla.
Fercia annuncia ricorso in Cassazione, dunque l’ultima parola non è ancora stata detta.

Le violazioni ci sono, la decadenza no. Il fact-checking sulla sentenza Todde. Riporta l’Indip che nel dispositivo della Corte d’appello è scritto: “Opacità che impedisce il necessario controllo sulla liceità dei finanziamenti delle spese“.
Mentre la destra fa i conti con la questione morale, la sinistra a cinque stelle ci entra in pieno. L’illecito è stato appurato!

Forte del doppio successo, Todde ridimensiona le pretese del PD targato Lai. Solo un pazzo romperebbe l’equilibrio che si è appena creato in vista delle elezioni statali dell’anno prossimo.

Sardegna, il coinvolgimento crescente nella guerra

Leggiamo ancora da Indip: “All’alba del marzo è attraccata al porto di Cagliari la Bahri Jazan, nave cargo battente bandiera saudita che sta caricando armamenti provenienti dalla fabbrica RWM.”

Un post di Massimo Zedda ci avvisa che “sono in corso le procedure di ispezione del carico, di verifica del contenuto dei container e dei materiali trasportati, come già avvenuto nel porto di Gioia Tauro.”

«La Difesa viene prima dell’ambiente, facciamo in fretta»: legge sui poligoni militari, le pressioni in Parlamento. Alla Camera va avanti sottotraccia l’iter per l’approvazione della norma che toglie alla Regione ogni competenza sulle esercitazioni in Sardegna
L’Italia prova a togliere spazi di autonomia alla Sardegna, l’assalto italico continua, lo strapotere non è mai sufficiente.

A Quirra il test del nuovo sistema di lancio dei missili Aster 30. Ricordiamo che ancora non è stato trovato quello smarrito l’anno scorso nelle acque del Sarrabus.

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Immagine: Freepik

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