Tre ipotesi sulla fine del mondo – S’Imprenta – S’Imprenta

S’Imprenta – Rassegna stampa dalla colonia

Come ogni sabato mattina su S’Indipendente

Questa calda estate ha amplificato le ansie sul riscaldamento globale. 
La decarbonizzazione va fatta, la transizione anche. Purtroppo il potere capitalistico ha legato a doppia mandata la transizione ad un piano fortemente coloniale: dettato dall’alto e blindato, con accaparramento massivo di terre, nessun beneficio sul territorio, in più insulti e fake news dai media coloniali e da autonominatisi “scienziati”.
Storia vecchia. Soffiano con tutto il fiato possibile sulle paure di un’emergenza reale, che viene legata ad un piano redistributivo al contrario.
La popolazione pagherà gli oneri di sistema in bolletta per ripagare i prestiti del PNRR, oltre all’energia, per finanziare l’acquisto delle sue stesse terre e devastare il suo paesaggio.

L’UNEP, delle Nazioni Unite, ha ufficialmente dichiarato che non sarà possibile contenere l’aumento delle temperature a 1,5 gradi centigradi rispetto all’epoca preindustriale.
La Terra in sé ne ha passate tante, si è rigenerata milioni di volte. 

Anche l’uomo ha passato parecchie crisi, si è evoluto usando gli strumenti tecnologici, si è spostato in cerca di posti migliori, le grandi migrazioni sono costanti storiche. La convivenza tra i popoli è una delle grandi questioni di sempre.
Ansie sociali enormi provengono dalla sfida epocale dell’immigrazione. Ma la Sardegna, luogo di transito verso terre più ricche, è toccata marginalmente da questo fenomeno.
Trovare un giusto equilibrio tra accoglienza e integrazione è fondamentale, le paure del confronto con il diverso, soprattutto se povero, si sommano alle ancestrali paure dell’«uomo nero».

Su questo, le destre mondiali stanno cavalcando l’onda. Vannacci è stato denunciato da un sindacato militare, che evidentemente ha notizie di prima mano su quello che accade tra forze armate e partito.
Crescono i nazionalismi e i fascismi (alla base sempre le rivendicazioni sulla terra, Donbass, Gaza) e con essi la possibilità di conflitti. 
La guerra è ormai una realtà che vediamo tutti i giorni e non si vedono soluzioni.
Il potere mente in continuazione, tempus de guerra, fàulas a terra, dice un proverbio sardo, le armi di distruzione di massa di Saddam non sono mai state trovate, ma la propaganda spingeva all’impazzata. Su Lipsia, chi può dire con certezza quale sia la verità sui droni?

Draghi mette insieme una task force (Rhine Group) per de-americanizzare la tecnologia, in chiave geopolitica europeista. Di per sé non è una cattiva notizia, ma c’è di mezzo Draghi, finirà per rendere il provvedimento qualcosa di finanziario, socializzeranno i costi, a vantaggio dei profitti privati. 
Draghi su questo è una garanzia, il vero leader dell’Europa è lui, ogni sua parola viene presa come oro colato in certi ambienti e applicata. Rappresenta l’idea opposta dell’Europa dei popoli di Simon Mossa.

Ma la “fine del mondo” arriverà dall’AI.
Mentre Amazon licenzia 30.000 dipendenti e una dirigente ha scritto 100mila righe di codice con l’IA, mentre Malta e Grecia vendono i loro dati a Sam Altman (OpenAI, cioè ChatGPT), questa settimana sono arrivate le scuse e l’incident report di ChatGPT per aver hackerato, a sua insaputa, Hugging Face: la trama è inquietante, come Matrix, Terminator e Blade Runner messi insieme.

Lo scorso maggio, l’AI ha “preso vita”, si è organizzata, ha coinvolto altri agenti AI, ha disobbedito all’uomo e ha usato la creatività per sfuggire ai vincoli che ha scelto di bypassare, in vista di un obiettivo che si è data.

Il racconto proviene direttamente dal report con cui ChatGPT mette in pubblico un documento tecnico in cui fa outing dei propri errori. In realtà, sembra sfruttare l’occasione per dire “quanto i nostri modelli sono potenti, più di quelli di Anthropic”, il cui modello Claude Fable qualche mese fa era stato vietato fuori dagli USA: troppo potente per darlo all’estero.

Cosa ha fatto l’AI di ChatGPT?
Partendo da un ambiente chiuso, ha trovato il modo di connettersi a Internet, anche se l’accesso a Internet era stato disabilitato, ha chiamato altri agenti AI, ha attaccato una piattaforma esterna, Hugging Face.
Gli agenti, non avendo modo di comunicare tra loro, se ne sono inventati uno. Hanno lasciato istruzioni scritte creando migliaia di cartelle vuote, rinominate con il testo delle istruzioni stesse. Cioè i nomi delle cartelle erano le istruzioni. Gli agenti hanno scambiato pareri, opinioni, informazioni, conoscenze in modo cooperativo.
OpenAI si è accorta dopo mesi.

L’AI ha creato un team collaborativo di agenti, usato una creatività fuori dal comune, cooperato e accumulato informazioni codificate e trasmesse, ha preso decisioni per conto proprio su un obiettivo apparentemente impossibile, ma che non sapeva essere impossibile (l’AI sa di non sapere?).
Immaginate uno scenario simile applicato al nucleare, alle banche, agli aerei, ai trasporti, alla sanità.

Transizione energetica, energia, immigrazione, AI, data center, Einstein Telescope, guerra, Occidente, NATO, UE, Mediterraneo, Europa dei popoli.
Il nuovo mondo è in costruzione, le sfide sono tante e non banali.
La Sardegna, quale posto vuole occupare in questo dibattito? Quali scelte per il proprio futuro?

Gli “scienziati” vanno da Schlein

Gli scienziati (ma alcuni sono invece attivisti), che sui quotidiani italiani, da qualche mese, stanno accusando la Sardegna di essere indietro sulle rinnovabili (falso, siamo avanti rispetto alla media italiana, è dimostrato dai dati Terna) pressano sul PD sul tema rinnovabili in Sardegna (e non solo). Chiedono al PD di prendere posizione e di intervenire nelle regioni governate dal centro sinistra, allo scopo di procedere celermente all’installazione di rinnovabili, indifferenti al fatto che a portare avanti il progetto siano multinazionali. Dobbiamo aspettarci una serie di pareri favorevoli agli impianti, da parte di una Regione Sardegna sempre meno sovrana e sempre più obbediente ai partiti romani?

Il problema è che per compensare i territori propongono lo «scambio fiscale», una misura deleteria, tanto da risultare imbarazzante per una Regione a statuto speciale come la Sardegna. Studiato come incentivo compensativo, gli scienziati propongono una ricetta che farà perdere gettito fiscale alla Sardegna. Cornuti e mazziati.

La Sardegna al centro della diplomazia Usa: l’inviato della Casa Bianca incontra il consigliere per la sicurezza degli Emirati Arabi

Una notizia abbastanza importante e grave allo stesso tempo. Scrive la Nuova Sardegna:

“La Sardegna sarebbe stata teatro di un incontro riservato tra l’inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff e lo sceicco Tahnoon bin Zayed al Nahyan, consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti e fratello del presidente emiratino.
A riferirlo è Axios, secondo cui al centro del colloquio ci sarebbe stato il coordinamento di una nuova offensiva economica contro l’Iran.”

Nel sistema Arpas anche il funzionario della Provincia che diede il via libera a RWM e dopo un anno si dimise. Per entrare in RWM

Scoop dell’Indip:

“Nell’avviso di chiusura delle indagini preliminari sul cosidetto Sistema Arpas che il pm della Procura di Cagliari Andrea Vacca ha notificato lo scorso maggio a 26 indagati, compare un nome che ai più non dirà nulla.
È un professionista sulcitano transitato (anche) nel settore Ambiente dell’allora Provincia del Sud Sardegna. È in quella veste che diede il via libera all’ampliamento degli impianti della RWM Italia in quel di Domusnovas. […]
Il via libera degli uffici provinciali si basava su una sorta di “autocertificazione” firmata all’amministratore delegato di RWM Italia Fabio Sgarzi, il quale sosteneva che nello stabilimento “non si producono esplosivi”. Il funzionario non aveva battuto ciglio e all’azienda aveva accordato una procedura autorizzativa semplificata.”

Graziano Milia condannato.
La Corte dei Conti ha confermato la condanna in primo grado del sindaco di Quartu Sant’Elena, Graziano Milia, a restituire 64 mila euro circa alla Città Metropolitana di Cagliari.

È il simbolo di un sistema in crisi. Viene rieletto con maggioranze bulgare, nonostante la città sia stagnante da più punti di vista, lo stato delle strade sia scandaloso, nonostante sia legato al gruppo d’affari Fondazione di Sardegna, politicamente legato a Antonello Cabras.
Ma si è portato quasi tutto l’arco costituzionale in casa e la gente ha digerito tutto.


Dal mondo dell’attivismo:

Sa Cida in 1 Minutu

Ambiente e Energia

Mandas e Gèsicu s’unissent contra a su parcu eòlicu Sos duos Comunes s’unissent contra a sa costrutzione de sas palas eòlicas in su territòriu de sa Trexenta. (L’Unione Sarda)

Protestas contra a sos maxi-impiantos green in Sardigna Dae Selargius a Mandas, sos tzitadinos e sos comitados si ponent contra a sos progetos de transitzione energètica. (Casteddu Online)

Sulcis: stop a sas palas eòlicas de duos-chentos metros S’amparu de sos puzones de su lacu contra a sas turres eòlicas prus artas de su pranu in su territòriu. (L’Unione Sarda)

Tyrrhenian Link: un’annu de iscavos e de coas Sos traballos pro sa retza elètrica causant problemas de tràficu intre Cuartu e su Campidanu de Casteddu. (L’Unione Sarda)

Unu data center in sos pozos de Nuraxi Figus Su progetu tecnològicu nou isfrutat sas gallerias de sa miniera istòrica de carboni de su Sulcis pro s’istocàgiu. (Il Sole 24 Ore)

Polìtica & Affàrios

Fuga de sos ciorbeddos: sa Sardigna perdet milli laureados S’ìsula perdet onni annu milli dotorados e chentu-setantassete milliones de èuros pro s’emigratzione de sos giòvanos. (L’Unione Sarda)

Sardigna: calant sos residentes, mancu deputados in sas eletziones Sa demografia de sa Sardigna sighit a calare e s’ìsula at a pèrdere unu rapresentante in su Parramentu de Roma. (L’Unione Sarda)

Bezos e Altman in Gallura pro s’isposòriu de s’annu Sos de fundu de sa tecnologia mundiale arribant in Sardigna pro partetzipare a su sposòngiu de s’annu. (La Nuova Sardegna)

Aeroportos sardos: sa Regione non càmbia s’idea sua Su tzentru-dereta atacat sa Giunta de s’ìsula in subra de sa fusione de sos aeroportos cun F2i. (L’Unione Sarda)

Crisi de su comèrtziu in Sardigna: tancas de ogna die Allarme in sos tzentros istòricos pro s’isparitzione de sas butegas locales, segundu sos datos noos. (La Nuova Sardegna)

PNRR: amentat su divàriu intre tzitades e zonas internas Su paradosso de sos fundos europeos chi diant dèpere sminuire sas disugualiantzas e imbetzes crèschent su divàriu. (SardiniaPost)

Traballu in Sardigna: mancant milles traballadores Farta de personale ispetzializadu pro paritzos setores econòmicos de s’ìsula, cun postos de traballu chi abarrant boidos. (La Nuova Sardegna)

Ex-Bekaert de Macchiareddu: su rilantzu est realidade de a berus Mantenutos sos chentu-chincuanta dipendentes de s’istabilimentu e prevididos contratos noos pro traballadores de su territòriu. (YouTG.net)

Su ruolu de sas fundatziones bancàrias pro sos aeroportos Un’anàlisi de s’isvilupu de sa retza aeroportuale in Itàlia cun s’interventu de sos entes de finàntzia privados. (Altreconomia)

Cultura e Sociedade

In onori de Tziu Antoni Cuccu. Su Cumunu de Santu ‘Idu cuncordara una dii dedicada a s’avaloramentu de sa lingua sarda in onori de Tziu Antoni Cuccu s’imprenteri bagamundu, chi cun su grandu trabballu suu at assegurau s’amparu e sa spainadura de s’arrica sienda poética-literària de sa Sardinnia.

Monni e Floreddu binchent su Campionatu de sa Murra In Urtzulei s’est tenta sa de 27 editziones de sa cumpetitzione de sa murra cun medas partetzipantes. (Blasting News)

Protestas in Rojava pro s’amparu de sa limba curda Manifestatziones de sos curdus contra a sas medidas de Damascu chi pùnit s’insegnamentu de sa limba in iscolas. (Centro Studi Dialogo)

Sony e Warner denùntziant a Anthropic pro su copyright Sas mannas sotziedades de mùsica gherrant contra a s’inteligèntzia artificiale chi at impreadu sos testos de sas cantzones. (Il Fatto Quotidiano)

Cras, 6 de Cabudanni est s’anniversàriu de sa morti de Sergio Atzeni.


Le spericolate inchieste della Nuova Sardegna


Esiste davvero una ricerca in cui il 2026 dovrebbe essere l’anno della fine del mondo, ma è del 1960
Imàgini de copertina: robadadonne.it
I testi in sardo sono tradotti dall’AI, ma sono modificati e confermati dall’autore (segnalate eventuali errori)
Is testus in sardu funt bortaus de s’AI, ma funt currìgius e cunfirmaus de s’autori (sinnalai-sì chi ddoi est faddina)

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